venerdì 12 settembre 2014

OLI 411: ESTERI - Voci dalla stampa internazionale

Vorrei dedicare questa puntata di ripresa della rubrica “Voci dalla Stampa Internazionale” alla ripubblicazione di articoli già segnalati dalla stessa da almeno un anno. Questi articoli riguardano i mostri jihadisti ISIS ed altri e dimostrano che la stampa occidentale sapeva della presenza del mostro da almeno un anno e sapeva come entravano le reclute jihadiste (comprese quelle occidentali) in Siria dal confine con la Turchia (un paese che appartiene alla NATO), lasciato aperto apposta. Alcuni di questi articoli umanizzavano e romanticizzavano gli jihadisti descritti come dei Robin Hood o dei moderati “rivoluzionari”. Noi di OLI c’eravamo ed abbiamo segnalato tutto a suo tempo. Messaggi dal passato. Buona lettura.

Giovedì 20 giugno 2013 OLI 382: ESTERI - La Siria nella stampa internazionale
Una conferenza di pace per la fornitura di armi?
The New York Times, 12 giugno 2013: "La Gran Bretagna e la Francia hanno detto che potrebbero essere disposte a fornire armi ai ribelli in agosto, dopo la prevista conferenza di pace internazionale." http://www.nytimes.com/2013/06/13/world/middleeast/syrian-forces-seen-stepping-up-air-attacks-on-rebels.html?_r=0

L'ex ministro degli esteri francese Roland Dumas: La guerra in Siria è stata pianificata
Global Research, 15 giugno 2013:''Ero in Inghilterra due anni prima della violenza in Siria per altri affari. Ho incontrato alti funzionari britannici che mi hanno confessato che stavano preparando qualcosa in Siria. La Gran Bretagna stava organizzando un'invasione di ribelli in Siria.”. http://www.globalresearch.ca/former-french-foreign-minister-the-war-against-syria-was-planned-two-years-before-the-arab-spring/5339112?print=1

Persino il conservatore Fox News vede i jihadisti in Siria come dei Robin Hood
Fox News, 12 giugno 2013:"i combattenti siriani cercano di rovesciare l’uomo forte Bashar Assad, ha detto Foxnews.com. Gli jihadisti di Al Qaeda affiliati a Jabhat al-Nusra sono feroci in battaglia, ma poi dividono il bottino con gli abitanti di villaggi che soffrono, mentre altri insorti riempiono le tasche con il bottino". "Non sono corrotti come gli altri. Ciò che catturano dalle basi governative lo distribuiscono. Sono corretti, molto corretti.” http://www.foxnews.com/world/2013/06/12/al-qaeda-linked-fighters-gain-respect-in-syria-with-social-outreach/

Armi ai ribelli siriani “moderati”
New York Times, 14 giugno 2013:"Gli americani hanno detto che saranno armarti i battaglioni moderati", ha detto". Non so se il mio battaglione è moderato”. http://www.nytimes.com/2013/06/15/world/middleeast/syria-developments.html?pagewanted=2&ref=todayspaper&_r=1&

Youtube dirà chi sono i moderati della “rivoluzione” siriana
USA TODAY, 14 giugno 2013, Oren Dorell e Ahmad Kwidwe: "Sappiamo da fonti aperte, da video di YouTube e dalle interviste chi sono i laici amanti della libertà e chi sono quelli religiosi estremisti", ha detto Harmer ". http://www.usatoday.com/story/news/world/2013/06/14/syria-rebels-weapons-logistics/2423185/

Venerdì 6 dicembre 2013 OLI 393: ESTERI - Voci dalla stampa internazionale
Siria: Jihadisti inglesi
Il Daily Mail del 30 novembre 21013: “un inglese che era stato ucciso combattendo a fianco degli estremisti legati ad al Qaeda in Siria, aveva finanziato il suo viaggio con rapine a persone in una zona ricca di Londra." http://www.dailymail.co.uk/news/article-2516137/The-Al-Qaeda-fanatic-Britain-funded-jihad-trip-Syria-mugging-Londoners-Taser.html

Siria: “da un gruppo di fratelli a signori di guerra”
Il Telegraph, 30 novembre 2013: “L'Esercito Siriano Libero che ha iniziato come un semplice gruppo di combattenti contro Assad, sta ora facendo milioni con corruzione ed estorsione”
http://www.telegraph.co.uk/news/worldnews/middleeast/syria/10485970/Syria-dispatch-from-band-of-brothers-to-princes-of-war.html

Venerdì 20 dicembre 2013 OLI 395: ESTERI - Voci dalla stampa internazionale
Siria: è scomparsa una leader pacifista della protesta, sospettati i ribelli islamici.
Il Washington Post, 10 dicembre 2013: "Il sequestro di Razan è stato come uno schiaffo in faccia, abbiamo bisogno di svegliarsi e riconoscere ciò che è diventato questo conflitto. E’ diventato una regionale guerra settaria, un gigante mostro sanguinario nascosto dietro le nostre legittime richieste di democrazia”. Ha detto Rami Nakhla, rifugiato politico siriano negli USA che, oggi, lavora all’U.S. Institute of Peace di Washington. http://www.washingtonpost.com/world/middle_east/peaceful-protest-leader-in-syria-disappears-islamist-rebels-suspected-of-role/2013/12/10/8d1e3364-61d0-11e3-a7b4-4a75ebc432ab_story.html

Siria: Diplomatico USA dobbiamo riprendere i rapporti con Assad
New York Times, 04 dicembre 2013: “Dobbiamo iniziare a parlare di nuovo con il regime di Assad” su controterrorismo e altre questioni di interesse comune, ha detto Ryan C. Crocker, un veterano diplomatico che ha servito in Siria, Iraq e Afghanistan. “Deve essere fatto molto, molto tranquillamente. Per quanto Assad possa essere un male non lo sarebbe quanto i jihadisti che prenderebbero il sopravvento in sua assenza."
http://www.nytimes.com/2013/12/04/world/middleeast/jihadist-groups-gain-in-turmoil-across-middle-east.html?ref=todayspaper&_r=1&

(a cura di Saleh Zaghloul)


OLI 411: F35 - La Ministra, la maestra e gli scout della pace

Norma Bertulaccelli è una signora dai capelli bianchissimi, lo sguardo dolce e determinato, è maestra elementare. Anima dell’Ora del Silenzio per la pace di Genova, Norma è stata anche motore cittadino dell’iniziativa NO F35, promossa la scorsa estate da molte associazioni, per sollecitare una totale inversione di marcia sulle spese pazze che l’Italia dovrà sostenere per dotarsi dei caccia F35.
Norma, e le persone che aderiscono ogni mercoledì pomeriggio all’ora del silenzio sono quanto di più lontano si possa immaginare da antagonisti facinorosi. In città lo sanno anche i muri.
Per questo il cambio di sede per motivi di sicurezza – dall’area dibattiti del porto antico a Palazzo San Giorgio – per l’incontro con la Ministra alla difesa Roberta Pinotti ha destato in alcuni una certa perplessità. Ma così è andata, alla luce delle contestazioni avvenute in occasione del dibattito con Raffaella Paita sul terzo valico.
L'intervista con la Ministra si è svolta - dopo una veloce stretta di mano con alcuni pacifisti - senza che volasse una mosca. Roberta Pinotti ha parlato, mentre loro, durante tutto l'incontro, hanno tenuto in mano i cartelli che ricordavano ai presenti il costo dei singoli componenti dei caccia, ritenuti indispensabili per la sicurezza nazionale. Gli aderenti all'iniziativa NO F35, purtroppo, non sono stati invitati ad argomentare le loro posizioni in presenza della Ministra, ma il loro cartelli sono stati molto esaustivi.
Un gruppo scout non avrebbe potuto fare di meglio.
(Giovanna Profumo - foto dell'autrice)

OLI 411 - LETTERE - Test universitari, il venusiano lingua d'ingresso

1) Nel febbraio 2012 il premier Mario Monti ha ottenuto la copertina del prestigioso settimanale statunitense "Time".
Quali uomini politici italiani l'avevano ottenuta prima di lui?

A Berlusconi e Mussolini
B Berlusconi e Craxi
C Andreotti e Prodi
D Andreotti e Berlusconi
E De Gasperi e Moro

Questa domanda mi si presenta mentre studio per il test di ingresso a Scienze della Formazione con indirizzo di Scienze e Tecniche Psicologiche all'Università di Genova. Si palesa a pagina 163 del libro "Alpha test", nella sezione "Cultura generale". Cultura generale... Chi è comparso sulla copertina del "Time" è considerato argomento di cultura generale. Io la risposta non la so. Come non so quale regione del Canada ha rifiutato, tramite referendum, la scissione dal resto del paese (pagina 124 dell'eserciziario commentato) o quale artista italiano, nel marzo 2010, ha ricevuto una stella sulla Walk of Fame sull'Hollywood Boulevard di Los Angeles (pagina 117). Non so queste cose e mi immagino il giorno della prova davanti a domande del genere, con la consapevolezza che, se non rispondo, il punto raggiunto sarà 0 ma che, se invece provo a rispondere e sbaglio, otterrò "meno 0.25" punti. Mi piace la psicologia e vorrei essere messa nella condizione di poterla studiare, senza dover in parte vincolare questa mia possibilità alla conoscenza di dove è locata la torre più alta del mondo (Dubai, come vengo informato a pagina 119). Ovviamente non sono solo queste le domande presentate nel test d'ammissione. Ce ne sono di storia, lingua italiana, filosofia, ragionamento, biologia, inglese e domande legate alla comprensione di un testo. Ma il problema che si riscontra durante la preparazione di questo test di valutazione è la specificità delle informazioni richieste, che personalmente non riesco a collegare con l'idea di una buona preparazione a livello culturale o con all'essere dei validi studenti. Non trovo nessuna logica nella struttura di questo test e credo che non la trovino nemmeno gli autori del libro su cui mi sto preparando, a partire dal fatto che nell'introduzione si fa riferimento a "strategie" per valorizzare al massimo le proprie conoscenze e potenzialità. Vengo inoltre informata che "Conviene rispondere casualmente ogni volta che il numero di alternative tra cui si è indecisi è pari o inferiore al reciproco del punteggio negativo attribuito alle risposte errate". Quindi mi sorge il dubbio che il modo di affrontare queste domande sia più che altro relazionato ad una questione di strategia piuttosto che di effettiva conoscenza o presunta attitudine. Ma se così è, partendo dal fatto che sono presenti delle domande palesemente troppo difficili, a cui la maggior parte dei partecipanti risponderanno a caso, fiduciosi di essere guidati dalla fortuna, perché esistono dei test di ammissione? Immagino che la risposta più ovvia sia "L'università non dispone di fondi, le richieste superano i posti disponibili e si presenta la necessità di effettuare una scrematura".
Ma perché esistono questi tipi di test di ammissione? Quanto efficaci sono per determinare la mia potenzialità di essere in futuro una brava psicologa? Non sarebbe meglio sottoporre i candidati alla lettura di un testo attinente alla facoltà in cui vogliono entrare e somministrare una serie di domande sul libro indicato?
Oppure, perché non consentire di iscriversi liberamente all'università e far fare agli studenti un esame specifico dopo qualche mese?
Mentre continuo a studiare penso che, se non verrò ammessa in questa facoltà, saranno stati spesi inutilmente 50 euro di iscrizione al test e 51,80 per i due libri di preparazione . Un totale di 101,80 euro solo per affrontare un test. Se avessi comprato tutti i libri indicati per la mia completa preparazione, ossia quattro (Teoritest 7 "Manuale di preparazione" , Esercitest 7 "Eserciziario commentato" , Veritest 7 "Prove di verifica" e 5500 Quiz "I quesiti delle prove di ammissione") il totale della spesa sarebbe stato 114,70 euro, solo di libri. E' evidente che esiste un discreto business dietro tutta questa faccenda. Decido di provare a simulare una prova completa, vado sul sito dell'Università e scarico il pdf del test di ammissione 2013/2014. Nella parte di ragionamento logico trovo la seguente domanda:

49 Traducendo dal Venusiano all'Italiano si ha che:

Malgauper = Crostata di mele
Malgaport = Succo di mele
Moggragrop = Marmellata di arance

Quale parola puo' significare "succo di arancia?"
A. Malgagrop
B. Moggaport
C. Moggauper
D. Malgamogga
E. Moggamalga
Scelgo la A. Ma è sbagliata. La risposta giusta è la B. Meno 0,25 punti.
(Lettera firmata - immagine da internet)

sabato 6 settembre 2014

LE CARTOLINE DI OLI 2014 - Siria: Adonis, messaggio dal passato

“Se davvero l’occidente vuole un Islam moderato dovrebbe iniziare ad instaurarlo in Arabia Saudita”.
“fosse vero l’Occidente sarebbe intervenuto prima di tutto per liberare il popolo palestinese che soffre da 50 anni una sistematica oppressione e distruzione”.
Ci riferiamo qui all’intervista al poeta siriano Adonis, dell'11 febbraio 2012 da parte del giornale austriaco Profil, tradotta e pubblicata dall'Osservatorio Ligure sull'Informazione. La rilettura a distanza di due anni è risultata molto illuminante su quel che succede in questi giorni nel vicino oriente. Ogni pensiero ed ogni parola del grande poeta ci pare preziosa e profetica.
Adonis dice che egli è contro il regime siriano ma è anche contro l’opposizione composta da una stragrande maggioranza di fondamentalisti islamici; dice di non volere cambiare una dittatura militare con una peggiore dittatura religiosa e dichiara la propria contrarietà ad interventi esterni in particolare ad intervento militare che avrà gli effetti distruttivi avuti in Iraq. “Non capisco come è possibile chiedere agli stessi che hanno colonizzato la Siria di liberare il popolo siriano”.
(Saleh Zagloul)







venerdì 11 luglio 2014

OLI 410: PAROLE DEGLI OCCHI - L'attaccapanni

(Foto di Ferdinando Bonora)
Genova, Palazzo Ducale: mercatino di antiquariato, sabato 5 luglio 2014.

OLI 410: PALESTINA - A Gaza si muore mentre il mondo tace

Ennesimo crimine di guerra contra la Striscia di Gaza iniziato domenica 6 luglio che il governo israeliano ha denominato "Protection Edge"  Israele ha comunicato che colpirà solo obiettivi della resistenza palestinese, ma dopo 5 giorni di bombardamenti sono 98 le vittime e più di 600 i feriti.
E' stato attaccato anche l‘Ospedale Europeo a Khan Younis. Secondo la Convenzione di Ginevra del 1949 attaccare un ospedale E’ UN CRIMINE DI GUERRA!
Inoltre continui attacchi hanno reso molto difficili le operazioni di soccorso dei feriti in una città messa in ginocchio già dalle precedenti guerre.
Mentre la maggior parte dei media internazionali si concentrano sui razzi lanciati da Hamas, civili palestinesi continuano a morire sotto le bombe israeliane.
Gaza piange le sue vittime mentre il mondo tace. Ancora quante lacrime devono essere versate prima di porre fine a questa carneficina voluta dal premier israeliano Benjamin Netanyahu per la difesa di un progetto coloniale?
Riportiamo i nomi delle vittime: esseri umani, bambini e donne, giovani e anziani a cui è stata rubata la vita, vittime considerate per molti solo numeri e statistiche.
Noi li vogliamo ricordare come persone che avevano il diritto di vivere. Persone che hanno avuto la sfortuna di nascere in una terra dove i giochi politici sono più importanti delle vite umane:
 1. Rashad Yassin, 27 anni, campo profughi Nuseirat;
2. Abduallah Kaware, Khan Younis;
3. Mohammad Ashour, 13, Khan Younis;
4. Riyadh Kaware, 50, Khan Younis;
5. Mahmoud Judeh, Khan Younis;
6. Bakir Mahmoud Judeh, 22, Khan Younis;
7. Ammar Mohammad Judeh, 22, Khan Younis;
8. Hussein Mohammad Kaware, Khan Younis;
9. Fakhri Saleh Ajjouri, Abraj al-Sheikh Zayed;
10. Ahmad Moussa Habib, 48, al-Shujaiyeh – Gaza City;
11. Ahmad Ahed Habib, 19, al-Shujaiyeh –  Gaza City;
12. Mohammed Shaaban, Gaza City:
13. Amjad Shaaban, Gaza City;
14. Khader Shaaban, Gaza City;
15. Siraj Iyad Abdulal, 8, GazaCity;
16. Ra’ed Shalat, 27 anni, Gaza City;
17. Hafik Hamad, 30 anni, Beit Hanuna;
18. Ibrahim Mamedhmed Hamad, 26, Beit Hanuna;
19. Mahdi Mohammed Ahmad Hamad, 46, Beit Hanuna;
20. Fawzia Khalil Hamad, 62, Beit Hanuna;
21. Mehdi Hamad, 16, Beit Hanuna;
22. Suha Hamad, 25, Beit Hanuna;
23. Abdul-Hadi al-Sufi, 24, Rafah;
24. Suleiman Salman Abu al-Sawaween, 30, al-Qarara;
25. Abd al-Nasser Abu Kweik, 60, campo di Nuseirat;
26. Khaled Abu Kweik, 29, campo di Nuseirat;
27. Nayfa Farajallah, 80, al-Mughraqa;
28. Rafiq al-Kafarna, 30, Beit Lahiya;
29. Muhamad Malakah, un anno e mezzo, Zeitun;
30. Amnah Malakah, 27, Zeitun;
31. Sahr Hamdan Al-Misri, 40, Beit Hanun;
32. Ibrahim al-Misri, 14 anni, Beit Hanun;
33. Mohammed Khaled al-Nimra, 22, Zeitun;
34. Hatem Abu Salem, 25, Zeitun;
35. Amir Arif, 13, Zeitun;
36. Nariman Abd al-Ghafur, un anno e mezzo;
37. Sumoud al Manasrah, campo profughi Al Maghazi;
38. Mohammed Khalaf al Manasrah, 4, campo profughi Al Maghazi;
39. Nidal Khalaf al Manasrah, 5, campo profughi Al Maghazi;
40. Salah Awwad al Manasrah, campo profughi Al Maghazi;
41. Amal Youssef Abdel Ghafour;
42. Ranim Jawde Abdel Ghafour;
43. Ibrahim Daoud al-Balawi, 24;
44.  Abdul Rahman Jamal Zamili, 22;
45.  Ibrahim Ahmed Abdeen, 42;
46.  Mustafa Abu Mar, 20;
47.  Khaled Abu Mar, 23;
48.  Faraj a-Jarba, 30;
49.  Marwan Hassan Isleem, 27;
50. Hani Saleh Hamad, 57, Beit Hanoun;
51. Ibrahim Hamad, 20, Beit Hanoun;
52. Samia al Arja, 65, Rafah;
53. Meriam Al Arja, 11, Rafah;
54. Hamdi Hishab, 27, Gaza City;
55.  Mohammad Qanan, 26, Khan Younis;
56. Hammad Qanan, Khan Younis;
57. Ibrahim Qanan, 24, Khan Younis;
58. Hamdi Sawali, Khan Younis;
59. Ibrahim Sawali, Khan Younis;
60. Suleiman al Astal, 55, Khan Younis;
61. Ahmad al Astal, Khan Younis;
62. Musa al Asta, Khan Younis;
63. Mohammed Al ‘Aqad, 24, Khan Younis;
64. Asmaa al Haj, Khan Younis;
65. Tareq al Haj, Khan Younis;
66. Najlaa al Haj, Khan Younis;
67. Amna al Haj, Khan Younis;
68. Sa’ad al Haj, Khan Younis;
69. Omar al Haj, Khan Younis;
70. Basma al Haj, 57, Khan Younis;
71. Baha Abu al Lail, 35;
72. Ra’id Al-Zaura’, 33;
73. Mahmoud al Haj
74. Salem Qandeel, 27;
75. Amer al Fayiumi, 30;
76. Ramadan Abu Gazal, 5, Beit Lahyia;
77. Ismail Abu Jami, 19, Khan Younis;
78. Mohammad Ehsan Farawneh, 18;
79. Mohammed Wulud;
80. Hazem Ba’lusha;
81. Ala’a ‘Abd al-Nabi;
82. Mohammed Kamal al Kahlot, Jabalya;
83. Ahmad Hamda, 22 anni, nord di Gaza;
84. Sami Shaldan, 25 anni, colpito da un raid aereo mentre guidava la moto;
85. Yasmin Mohammad al Matouq, 4 anni;
86. Hasananu Jame’, 75 anni;
87. Noor al Sultan;
88. ‘Abed al Rahman Khattab, 8 anni;
89. Ghaliya Dib Jaber Ghannam, 7, Rafah;
90. Wissam Abdulraziq Hassan Ghannam, 23, Rafah;
91. Mahmoud Abduloraziq Hassan Ghannam, 26, Rafah;
92. Kifah Shihada Dib Ghannam, 20, Rafah;
93.Muhammad Munir Ashur, 25, Rafah;
94.Raid Abu Hani, 50, Rafah;
95.Anas Abu al-Kas, GazaCity;
96. Nour al-Ajdi, 7, Rafah;
97.Nour Abu al-Najdah, , neonato, Rafah;
98. Senza nome;
(Maria Di Pietro - foto da internet)

OLI 410: ESTERI - Voci dalla stampa internazionale - Gaza

Centro Palestinese per i Diritti Umani: 22 bambini e 13 donne palestinesi uccisi a Gaza
PCHR, 10/07/2014: L’offensiva israeliana su Gaza continua: 69 palestinesi uccisi, di cui 60 civili, tra cui 22 bambini e 13 donne. I feriti, per lo più civili, tra cui 166 bambini e 85 donne. Autista di un veicolo stampa ucciso. 70 case distrutte.
http://www.pchrgaza.org/portal/en/

I numeri dei media israeliani
Ynetnews, 08/07/2014: "Fonti mediche palestinesi nella Striscia di Gaza ha riferito che 17 persone sono state leggermente e moderatamente feriti Lunedi notte in attacchi dell'IDF nella Striscia." http://www.ynetnews.com/articles/0,7340,L-4539422,00.html

Conferenza stampa dal Segretario Generale ONU
UN.ORG, 08/07/2014: Ban Ki-moon: "Condanno il numero crescente di vite civili perduti a Gaza.” http://www.un.org/News/Press/docs/2014/sgsm16011.doc.htm

L'opinione pubblica israeliana secondo il New York Times
New York Times, 09/07/2014: "L'opinione pubblica israeliana è più favorevole di una grande azione militare che il primo ministro o il governo". http://www.nytimes.com/2014/07/09/world/middleeast/israel-steps-up-offensive-against-hamas-in-gaza.html?ref=todayspaper&_r=3

New York Times: ti telefono e poi ti uccido
New York Times, 08/07/2014: "Gli attacchi aerei israeliani su obiettivi che includevano l'auto e case dei membri di Hamas e funzionari. Sette morti in una casa a Khan Younis, bombardato dopo un avvertimento telefonato." Cosa direbbe il New York Times fosse il contrario.
http://www.nytimes.com/2014/07/09/world/middleeast/israel-steps-up-offensive-against-hamas-in-gaza.html?ref=todayspaper&_r=0

Morte agli arabi
Mondoweiss, 10/0772014: "Giovedì, 10 luglio ho inserito la parola ebraica ARAVIM (arabi) in Twitter ed ho fatto una ricerca sull’uso della parola nelle precedenti poche ore. Quello che ho trovato erano giovani israeliani che proclamano il loro desiderio di morte per tutti gli arabi e in alcuni casi di essere torturati a morte."
http://mondoweiss.net/2014/07/terrifying-tweets-israeli.html

Assalto israeliano a Gaza - Razzismo - Occupazione - Colonizzazione
Alternet, 10/07/2014: "Questo include un focus ossessivo sulla sofferenza di Israele, legata alla ricerca continua di equivalenza tra intensivi raid aerei israeliani su una piccola e densamente popolata striscia di terra, uccidendo almeno 81 palestinesi e ferendone 615 finora, la maggior parte civili, e imprecisi razzi palestinesi che hanno raggiunto obiettivi distanti, ma che non hanno danneggiato nessun israeliano finora."
http://www.alternet.org/world/israels-assault-gaza-obscures-core-issues-racism-occupation-colonization

(Saleh Zaghloul)

OLI 410: ILVA - Se anche Edo Ronchi lascia la partita

Se le le cose andranno come qualcuno ha deciso, fatta carta straccia di un anno di lavoro e del piano industriale di Enrico Bondi, parte dell'Ilva verrà svenduta, con la benedizione di Federacciai, spacchettata e una buona percentuale di Pil – chi non ricorda il mantra proprio sul Pil quando erano iniziate le inchieste della Todisco? - sarà polverizzata dalla concorrenza straniera.
Forte il rischio che, tra due o tre anni, succeda come sta accadendo oggi in Alitalia: chiusura di stabilimenti ed esuberi da accompagnare alla porta.
Una delegazione di Arcelor Mittal sta mappando tutti i siti produttivi dell'azienda ma anche la fantasia più ottimista fatica ad immaginarli travestiti da Olivetti mentre investono miliardi di euro per contribuire a rendere ecocompatibile l'Ilva di Taranto. Più probabile, invece, che mirino a quote di mercato. Non stupisce che proprio mentre ci sono movimenti così importanti di un gruppo straniero, la Riva Fire abbia deciso, proprio ora, di presentare ricorso al Tar del Lazio contro il piano ambientale dell'Ilva, bollandolo come atto unilaterale (Secolo XIX, 9 luglio 2014).
Mentre al livello nazionale si spostano queste pedine, su quelle di Genova, i 1740 dipendenti di Cornigliano, pende la spada di Damocle della fine dei contratti di solidarietà il 30 settembre. Un assaggio di quello che potrà accadere, se il problema non verrà tempestivamente risolto, si è visto i 3 e il 4 luglio quando un gruppo di lavoratori – dopo aver sentito le ragioni del direttore di stabilimento sulla mancanza di risorse per pagare i premi a luglio – è sceso in sciopero bloccando la città. Gli operai dell'Ilva di Genova sono abituati così, il salario – non lo stipendio - ha detto in assemblea uno di loro, rivendicando la provenienza di classe – non si tocca. Qui siamo. Un'azienda alla deriva, che stava lentamente riprendendo la rotta del proprio futuro con Enrico Bondi, viene nuovamente spinta in balia delle onde e affidata ad un nuovo Comandante Commissario che dovrà ripercorrere le tappe del predecessore per capire come gestire un gruppo di 16mila unità nella fase di crisi più acuta. Se non fosse successo davvero sarebbe una barzelletta.
A Genova, in assemblea, i lavoratori hanno sollecitato le OO.SS Ilva a ritrovare l'unità sindacale andata dispersa da un sito all'altro e c'è chi ha chiesto al sindacato di cambiare marcia rispetto al passato. Richiesta ancor più giustificata viste le evidenti perplessità espresse sull'ultimo decreto ILVA , decreto che ha spinto anche Edo Ronchi a fare un passo indietro e a sottrarsi dalla partita. In assemblea, le parole sono state sempre le stesse: stipendio, salario, famiglie, lavoratori, dignità, operai, padrone, produzione, reddito, posto, sciopero. E Accordo di Programma: la bitta alla quale sono incatenate tutte le garanzie del sito produttivo di Cornigliano e dei suoi dipendenti. Nell'aria la consapevolezza che allo stabilimento dell'Ilva di Genova e non solo lì si aprirà un nuovo doloroso capitolo.
Forse il più difficile.
(Giovanna Profumo - foto dell'autrice)

OLI 410: TRASPORTI - Amt, disservizi in rete

“Amt si scusa con la propria clientela per i disservizi relativi alla errata visualizzazione dei transiti bus sulle paline elettroniche presenti sulla rete e alla difficoltà di consultazione degli orari attraverso i sistemi di infomobilità (Infobus sms, infobus web e app). Si tratta di problemi dell´operatore telefonico che gestisce la connessione dati, il quale ha in corso le attività per il ripristino completo del sistema. Provvederemo a informare la clientela sull´evoluzione delle attività.”
Questo comunicato stampa è stato pubblicato sul sito aziendale il 23 maggio scorso.
In effetti da parecchi mesi erano sempre più frequenti i casi di paline elettroniche fuori uso (con soltanto la data, l’ora e la scritta fissa “SISTEMA S.I.MON.”, senz’altre indicazioni) e, quel che è peggio, non tanto di difficoltà di consultazione tramite telefonini, smart phone e quant’altro, come è scritto, quanto di vere e proprie informazioni errate e fuorvianti sui tempi di attesa dei mezzi alle fermate.
Capita ormai sovente di ricevere avvisi circa arrivi dopo 25 minuti e oltre e di decidere irritati e infastiditi di avviarsi a piedi, o di raggiungere un’altra linea se si è in un incrocio con più transiti su diverse direttrici, quando poco dopo si vede sfrecciare l’autobus che si aspettava, senza poterlo ovviamente prendere.
Le proteste degli utenti devono essere state molte e vibranti, se l’azienda è giunta a emettere tale nota sul servizio infobus, che sarebbe di grande aiuto se funzionasse davvero (ne avevamo parlato quando entrò in funzione, OLI 284), ma che in questi termini produce più disagi che altro.
Conversando con alcuni autisti, pare che i problemi non siano del gestore del servizio ma dell’Amt che da tempo ha difficoltà a mantenere gli impegni assunti con l'operatore esterno e soprattutto a garantire i necessari aggiornamenti tecnologici, col risultato che la manutenzione di un apparato tanto complesso e delicato è ridotta al minimo e son sempre di più le vetture che non vengono “agganciate” e monitorate dall’impianto, risultando pertanto inesistenti quando sono invece in regolare servizio.
Da qualche giorno sembrerebbe che diverse paline abbiano ripreso a funzionare e i tempi di attesa trasmessi in internet comincino a essere più attendibili, ma non ancora come dovrebbero. Sui comunicati dell’azienda a tutt’oggi non risultano però informazioni in merito, come era stato preannunciato.
Anche se l’inconveniente fosse in corso di risoluzione, resta il fatto che ciò che è accaduto mostra la fragilità di sistemi che offrono servizi utili ma non indispensabili, ai quali ci si abitua però così presto (altro caso è la climatizzazione a bordo, spesso fuori uso) che risulta ormai insopportabile ogni loro disfunzione.
Ben più grave è quando i mezzi si incendiano o perdono gasolio a fontana dal motore, per non parlare dei sempre più diffusi guasti, più o meno seri, che impediscono ai bus di continuare a fornire il loro servizio base, che è trasportare passeggeri per la città possibilmente in modo confortevole, con tutti i disagi che ne conseguono.
Gli stessi autisti, esasperati per le condizioni in cui son costretti a lavorare, lamentano una gestione secondo loro incompetente, con gravi riserve e un crescente malcontento da un lato verso una dirigenza ritenuta inefficiente se non dannosa, dall’altro nei confronti delle scelte politiche a monte, che nell’arco di diversi cicli amministrativi hanno condotto alla situazione attuale, anche per l’esternalizzazione e privatizzazione di attività manutentive essenziali condotte senza la dovuta cura, mirando al massimo profitto col minimo impegno. Ad esempio, il controllo e il rabbocco quotidiano del liquido di raffreddamento nei motori affidato ad una ditta che si dice non lo svolga come dovrebbe, col risultato di frequenti surriscaldamenti e blocco delle vetture.
In questo sconfortante quadro di insieme, tragica voragine di spesa che inghiotte considerevoli risorse pubbliche sottratte ad altri servizi altrettanto necessari, sarebbe non soltanto opportuno, ma doveroso nei confronti dei cittadini avviare una comunicazione continuativa, trasparente, dettagliata ed esauriente su quali sono le reali condizioni e prospettive di Amt, magari anche con un confronto tra i diversi punti di vista dei pubblici amministratori, dei dirigenti e dei dipendenti, per consentire a ciascuno di formarsi una opinione e partecipare a un dibattito che interessa tutti, con una consapevolezza fondata su dati oggettivi e non sui “si dice” o su generiche rimostranze qualunquiste da utenti furibondi.
(Ferdinando Bonora - foto dell'autore)

OLI 410 - CITTA' - Come rilassa il Verde

E’ tempo di bilanci, anzi di Bilancio e il Comune di Genova annuncia che nonostante i tagli, si è mantenuto lo standard dei servizi nel sociale, si è scelta una certa aliquota sugli immobili per garantire asili, anziani, disagiati. In controtendenza rispetto ad altre amministrazioni, ha onorato puntualmente i pagamenti con le imprese, ha diminuito i debiti , pagando così interessi più bassi, risparmiando sul personale, la dirigenza, sono andate in pensione quattrocento persone, per un totale di trenta milioni di stipendi in meno.
Gocce nel mare e con tante incognite, vedi Amt e Fiera e alla fine dell’anno chissà. Per i lavori pubblici, dalla manutenzione scuole alle frane, stanziati 137 milioni di euro e quasi due milioni ai nove municipi oltre ai due già previsti: si dovrà scegliere e impiegare oculatamente.
Ci sono però dei “ fuori sacco”, dei non detti. Tra questi spicca nel municipio del Medio Levante, quartieri di Foce, Albaro S. Martino, il completamento della riqualificazione di piazza Paolo da Novi, una piazza ottocentesca, alberata, in centro città, dove, tolta l’area centrale, il resto è una cayenna: un’invasione di auto e motorini nelle aiuole, fino alle radici degli alberi. Sono previsti quattrocentomila euro di spesa, un totale di un milione e mezzo di euro almeno fra il primo intervento e quello futuro, quante buche e aiuole si potrebbero fare, ma ne varrebbe la pena se la si volesse davvero trasformare. La piazza è un’importante area di scambio da levante però e quindi fonte di guadagno dai parcheggi, così, se in una prima stesura il progetto prevedeva una parte di pedonalizzazione, come si vede in azzurro nel piano, ora è sparita. Come sostiene Aster è vincolante “la proposta della Direzione Mobilità volta a contenere la perdita di posti auto... La
pedonalizzazione di una sola e limitata porzione della piazza della prima versione sarà compensata con una riqualificazione più organica delle aiuole di cui non si intende assolutamente diminuire le dimensioni: sgombre dalle moto, liberate
dall'asfalto, sostituito con pavimentazione drenante, come suggerito,dotate di panchine e di alberi sani, collegate da attraversamenti pedonali ben segnalati, le aiuole di piazza Paolo Da Novi devono diventare il percorso pedonale privilegiato, protetto e molto gradevole ad anello intorno alla piazza”: peccato che qui non si rispettino neppure le aiuole, figurarsi il percorso ad anello inframmezzato da strisce pedonali!
E poi un po’ di colpa del “ ripiego” nel progetto è conseguenza della “proposta della Soprintendenza, volta a
mantenere l'attuale sesto di Impianto...” Cioè a voler mantenere lo stesso numero di piante, lasciando quelle che ci sono, lo spazio viene meno: seccante questa disposizione di alberature storica. Troppo costoso sostituire le piante malate, si sono sbagliate a suo tempo le potature (ma chi le ha fatte?), meglio tutte nuove, un’altra specie più forte, che comunque fra una decina d’anni faranno di nuovo ombra perché per sicurezza che attecchiscano meglio piantarle “giovani giovani”. Un’inezia il costo delle piante, una fortuna buttar giù tutto.
Quindi ai posteri l’ardua sentenza, nel frattempo non ci starebbe male la revoca dell’ordinanza “sperimentale” valida un anno e vecchia di tredici anni per consentire il parcheggio dei motorini sulle aiuole. Ma qual è l’idea di verde e di spazio pubblico pienamente godibile dai cittadini a Genova?
In Europa parchi, in ogni angolo una piazza, una piazzetta , rigorosamente pedonale appena possibile e alberi, piante, fontane, pavillon, come nella foto a Madrid e a Lisbona, ma anche per ogni piccolo spazio nei vicoli tortuosi c’è un’aiuola, un albero e panchine. E poi lungofiumi alberati, strade solo ciclabili.
Qui dice Aster che dobbiamo abituarci a vedere un verde “naturale” nel rispetto della biodiversità con insetti e topolini, come asserito nel Convegno sul Verde di lunedì 30 giugno a Tursi.
(Bianca Vergati - foto dell'autrice)

OLI 410: RIFIUTI - La biotruffa anche per Genova

A me gli occhi! Amiu riesce ancora una volta a ipnotizzare con le sue promesse ma non ad uscire dalla logica ormai superata del “ciclo integrato dei rifiuti”, che ha tra le sue caratteristiche quella di considerarli come una fonte di energia termica (quindi eventualmente elettrica). Questo non consentirà mai di raggiungere gli obiettivi di salvaguardia della materia, dalla plastica al metallo, alla terra contenuta nei rifiuti sotto forma del suo precursore: la frazione umida.
Il processo naturale per il quale esiste la terra nelle sue zone selvagge è la trasformazione dei corpi morti, compresi i vegetali, attraverso il lento lavoro di alcuni batteri aerobici, che vivono in presenza di ossigeno. Questi batteri si nutrono delle sostanze contenute nella materia organica e generano quell’odore che tanto infastidisce, producendo come scarto la parte fertile della terra, tanto gradita alle piante. Questo semplice processo - che necessita solo di una buona materia prima d’ingresso come gli scarti di cucina e il verde derivante dalla manutenzione di parchi e boschi - pare non piacere alla direzione di Amiu, e prima ancora ai tecnici della Regione Liguria, che invece hanno disegnato per Genova un piano con biodigestori anaerobici: grossi serbatoi stagni, all’interno dei quali l’umido viene digerito da batteri anaerobici, che producono il cosiddetto biogas, contenente una percentuale variabile tra il 50% e il 90% di metano. Mentre nella digestione aerobica (detta compostaggio) la riduzione della massa messa in lavorazione si limita ad un 25% (comprendente evaporazione acquea e gas), in quella anaerobica la perdita in uscita sfiora anche del 75%. Come si sposa questo con le direttive europee? Per non parlare dei problemi di tossicità dei fanghi derivanti dal processo come segnalato da un parlamentare europeo.
E’ vero che le stesse direttive parlano di recupero energetico, ma solo dal residuo di una raccolta differenziata spinta, quindi una frazione minimale. Ma nel caso di Amiu, il rischio è che non avvenga, avendo progettato di destinare al biogas, la frazione umida della raccolta differenziata, la migliore, che a programma dovrebbe diventare preponderante.  Invece di favorire un naturale compostaggio, si opta per il metodo industriale con impianti molto più costosi.
Anche per le quote di differenziata, come già in passato, il piano si affida al raggiungimento delle quote minime di legge, senza superarle, e nei tempi massimi di legge (2020), invece che mostrare ai genovesi una reale intenzione di risolvere il problema.
Anche il sistema di prossimità a cassonetti non sortirà alcun effetto, come non lo ha sortito in questi anni. A prova di questo, si intendono acquistare due separatori secco/umido, che avranno alla fine solo lo scopo di avere secco da mandare all’incenerimento attraverso un qualche canale, apparentemente più o meno virtuoso, come i consorzi statali, e umido da usare nel biodigestore e i cui fanghi di risulta, debitamente essiccati con uso di energia termica, saranno a loro volta instradati agli inceneritori.
Non ci sarebbe da stupirsi se poi, legati da un piano industriale che senza i contributi statali per la produzione di energia elettrica dal biogas non starebbe in piedi, si infilino dentro anche “mucche vive” pur di mantenere in funzione il sistema. E con il fantasma del CSS (combustibile solido secondario, ovvero un miscelone di plastica e metalli) che elevato da “rifiuto” a “prodotto”, grazie ad una norma scellerata e alla solita truffa semantica, possa finire bruciato in forni di cementifici e centrali termoelettriche a carbone. Tutto fa presagire mala tempora per i genovesi. Il peggio è sempre possibile.
(Stefano De Pietro - immagine da internet)

LE CARTOLINE DI OLI

(Immagine di Guido Rosato)

La newsletter Oli sarà in ferie fino a fine settembre, ma potrà capitare a qualcuno di voler condividere un'immagine, un'esperienza, una testimonianza, o qualsiasi spunto di riflessione in cui si è imbattuto durante l'estate.
Per questo abbiamo pensato di proporre anche quest'anno la rubrica estiva “Le cartoline di Oli” che inizieremo a pubblicare, senza alcuna periodicità, seguendo le occasioni che via via si presenteranno.
Chi lo desiderasse potrà inviare le proprie cartoline all’indirizzo mail della redazione.
Con i nostri auguri,
(La Redazione – immagine di Guido Rosato)

mercoledì 2 luglio 2014

OLI 409: PAROLE DEGLI OCCHI - Volantini nel tempo


Sono passati dodici anni da quell'incontro. All'iniziativa fu data poca divulgazione per volere del comico, quindi non più di cinquanta persone assistettero all'evento che, visto con gli occhi di oggi, acquisisce un valore nella storia dei personaggi politici genovesi: l'una Ministro della Difesa e possibile candidata alla Presidenza della Repubblica. L'altro leader della seconda forza politica del paese.
In rete solo una piccola sintesi dell'incontro, ma della proposta accorata non rimane traccia.
Chi ne possedesse una copia o volesse formularne un'altra non esisti a contattarci.
(La redazione di OLI)

OLI 409: PALESTINA - Giovani vite perse

Lunedi 30 giugno sono stati ritrovati nei pressi di Halhoul i cadaveri dei tre coloni ebrei scomparsi il 12 giugno scorso. Si tratta di Naftali Frankel, 16 anni; Gilad Shaer, 16 anni, Eyal Yifrah, 19 anni. I tre ragazzi erano stati visti l'ultima volta facendo l’autostop al ritorno dalla scuola ebraica Yeshiva, sita nell’insediamento illegale di Gush Etzion situato nella zona tra Betlemme ed Hebron nei territori occupati palestinesi.
Il mondo è giustamente scioccato di fronte a tale orrore e violenza; l'uccisione di giovani ragazzi innocenti e disarmati deve suscitare dolore e indignazione.
Ogni morte simile, soprattutto di adolescenti, non può essere giustificata per nessun motivo. Purtroppo, invece accade che alcune giovani morti passino inosservate perché non avvenute presso popoli dominanti.
Il mondo non si è indignato per la morte di altre giovani vittime di violenza e assassinio. Ahmad Samada, 20 anni, ucciso il 15 giugno nel campo profughi di Jalazun; Muhammad Doudin, 14 anni, ucciso il 20 giugno nella città di Dura, nel distretto di Hebron; Ahmad Khalid, 27 anni, mentalmente disturbato, ucciso il 21 giugno nel campo profughi di Al Ain, Nablus; Mahmoud Tarif, 30 anni, ucciso nelle prime ore del 22 giugno a Ramallah. Ali Awr, 10 anni, morto a seguito di ferite riportate sotto un bombardamento dell’11 giugno vicino ad Al Sudania, ad ovest di Beit lahia, Gaza; Mustafa Aslan, 22 anni, colpito da proiettili il 20 giugno nel campo profughi di Qalandia; Yousef Abu Zagha, 18 anni, colpito al petto a Jenin,.
Solo nel mese di giugno in Palestina sono state uccise 7 persone, ferite 118 e arrestate 471, inclusi 11 parlamentari. Le forze israeliane hanno effettuato 454 raid, hanno fatto irruzione in centinaia di abitazioni private palestinesi spesso con incursioni notturne, in negozi, in sedi di organi di stampa e uffici di organizzazioni della società civile.
Il ritrovamento dei tre giovani israeliani giustificherà ancora di più la brutalità e la violenza dell'assedio israeliano nei confronti del popolo palestinese. In questi giorni si sta attuando una vera e propria “punizione collettiva”. Quattordicimila soldati sono stati mandati nelle case, nei villaggi e nelle città, distruggendo non solo le vite di innocenti, ma anche case e beni di civili.
Il premier israeliano Netanyahu ha dichiarato che Hamas è il responsabile e pagherà. Sono stati intensificati i raid aerei sulla striscia di Gaza; non bastano le centinaia di bambini fatti a pezzi dalle bombe durante le precedenti operazioni militari a Gaza.
Persino il ministro degli esteri, Federica Mogherini, ha espresso il suo "grandissimo dolore" per i tre giovani israeliani: "Siamo vicini a Israele in questo momento di grave lutto, voglio porgere al governo e al popolo israeliano le condoglianze mie e dell’intero governo italiano per questi omicidi che condanniamo nel modo più fermo".
Comprensibile essere vicini al dolore dei familiari delle vittime ma essere vicini ad un governo che dal 1967 viola i diritti umani e il diritto internazionale secondo la Corte Internazionale di Giustizia e il Consiglio di Sicurezza dell’Onu, e usa armi chimiche sui civili, che causano malformazioni genetiche, vietate dal protocollo di Ginevra, pare essere un'affermazione azzardata.
E ancora una volta gli omicidi di giovani palestinesi non suscitano l'indignazione di popoli e governi internazionali. Omicidi che non saranno condannati nel modo più fermo.
Ancora una volta nessuno esprime lutto e condoglianze a genitori le cui lacrime passeranno inosservate dalla stampa mondiale.
(Maria Di Pietro - foto da internet)

OLI 409: ESTERI - Voci dalla stampa Internazionale


Palestina/Israele: Una società rapita
Haarez, 18/06/2014, Avraham Burg: “La società israeliana soffre e grida per il rapimento dei propri figli, ma non è in grado di comprendere le sofferenze e il grido di dolore di un intero popolo, che è stato rapito da noi”. http://www.haaretz.com/opinion/.premium-1.599318

La situazione dei Rom in Francia
The Telegraph,20/06/2014: “La maggior parte dei Rom in Francia vivono in campi di fortuna, senza acqua o elettricità.” “Il governo socialista ha perseguito politiche discutibili avviate sotto la precedente amministrazione conservatrice di Nicolas Sarkozy, demolendo campi Rom e mandando molti residenti di nuovo ai loro paesi d'origine.” http://www.telegraph.co.uk/news/worldnews/europe/france/10908942/Roma-boy-attacked-in-Paris-the-picture-that-will-shock-France.html

Iraq: le responsabilità dell’occupazione USA
The Guardian, 16/06/ 2014: "Le più gravi tensioni settarie ed etniche nella storia moderna dell'Iraq sono seguite all'occupazione guidata dagli Usa nel 2003, che ha affrontato una massiccia opposizione e resistenza popolari. Gli Stati Uniti usavano la politica del dividi ed impera, promuovendo organizzazioni irachene fondate sulla religione, etnia, nazionalità o setta piuttosto che politica. Molti alti ufficiali dell'esercito iracheno appena formato provengono da queste organizzazioni e dall'esercito di Saddam. Questa situazione si è aggravata, tre anni fa, quando i gruppi settari in Siria sono stati sostenute dagli Stati Uniti, Turchia, Arabia Saudita e Qatar.” http://www.theguardian.com/commentisfree/2014/jun/16/sectarian-myth-of-iraq

Medio Oriente: USA offre “protezione”
Medio Oriente Eye, 19/06/2014: "In altre parole, quando gli Stati Uniti e la Gran Bretagna offrono “sostegno” alla Nigeria contro Boko Haram, o all’Iraq contro ISIL, stanno offrendo una protezione contro una minaccia della quale sono responsabili essi stessi. L'inondazione del Nord Africa e del Medio Oriente con le milizie armate - la conseguenza palese e prevedibile delle azioni della NATO in Libia e Siria - mira a rendere l'Africa e il mondo arabo dipendente dall’Occidente per le sue esigenze di sicurezza”. http://www.middleeasteye.net/columns/western-foreign-policy-protection-racket/94738665

Violenza buddista contro i musulmani
The Economist, 21/06/2014: Sri Lanka “Il 15 giugno, teppisti sinhalesi buddisti hanno imperversato in tre città della costa meridionale, bruciando ed attaccando le imprese e le case dei musulmani”. “La violenza è durata per due giorni. Quattro persone, tre dei quali musulmani, sono stati uccisi, e circa 80 sono rimaste ferite.” http://www.economist.com/news/asia/21604601-another-minority-under-threat-buddhist-power

Il nucleare indiano
Reuters, 20/06/2014: "L'India sta sviluppando un  piano riservato di arricchimento dell'uranio che potrebbe sostenere lo sviluppo delle armi termonucleari” (..) "Un accordo di cooperazione nucleare civile con gli Stati Uniti, sigillato nel 2008, ha dato l'India l'accesso al know-how”.
http://in.reuters.com/article/2014/06/20/india-nuclear-idINKBN0EV0JR20140620

OLI 409: COMUNE - Corso di città metropolitana

Genova, 20 giugno 2014, Marco Doria e Pierluigi Vinai spiegano la Città Metropolitana agli amministratori dei comuni dell'area genovese. Il nuovo organo che sostituisce la provincia ne avrà le stesse competenze più altre che saranno definite in ambito di statuto della Città Metropolitana.
La proposta di Doria: fare un "listone" per il Consiglio metropolitano che rappresenti il territorio, 18 candidati scelti a tavolino prima delle elezioni, che poi formino una volta eletti un "comitato costituente" che lavori sullo statuto. Nulla vieta, comunque, di presentare liste concorrenti.


(La redazione di Oli)

OLI 409: ILVA - Al tempo di Burlando

I Rom sono stati fatti spostare. Alloggiati in corridoio. Praticamente un'unghia che, nella mappa delle aree di Cornigliano, si colloca tra Via Muratori e la palazzina della Film Commission, quella che un tempo ospitava la mitica direzione delle Acciaierie. Il corridoio è transennato. Nomadi, roulotte suppellettili sono tutti lì, circondati da una cancellata. Lontani dagli occhi, lontani dal cuore. Certo, non abitano più sul ciglio della strada, quindi, il rischio che un bambino finisca sotto una macchina, almeno sulla carta, dovrebbe essere ridotto.
Da lì all’accesso Est dell’Ilva il paesaggio è lunare: aree spelacchiate, lego di container colorati, il cantiere della strada a mare, cumuli di terra.
Dentro allo stabilimento il paesaggio è emotivo. Scandito, soprattutto, da articoli di stampa e voci da macchinetta del caffè. Si accenna ad una delegazione di siderurgici indiani venuta in visita in fabbrica, e si teme, dopo l'allontanamento di Enrico Bondi, che l’Ilva si avvii ad un rapido spacchettamento nei vari siti produttivi, per essere messa sul mercato, non come corpo organico ma a pezzi. Ipotesi, timori che si aggiungono alla preoccupazione che al 10 luglio non ci siano risorse per pagare gli stipendi
Puntuali le dichiarazioni del sindacato, senza salario millesettecento persone a Genova e 12mila nel territorio nazionale possono “diventare un problema”. Le modalità sono note alle prefetture, il copione già scritto.
La scelta governativa di sostituire Bondi con Gnudi costringe adesso a tornare ai blocchi di partenza cestinando un piano che presupponeva un investimento di capitale per il 2014 da 1,8 miliardi e una necessità di cassa da 3,5 miliardi. Cifre inimmaginabili senza un impegno concreto dello stato. Ma questo si sapeva. Come a Genova i dipendenti sanno che, a fine settembre,scadono i contratti di solidarietà e allora il governo dovrà immaginare qualcosa, visto che la creatività non difetta.
All'Ilva, si è accennato anche durante la tormentata assemblea di Confindustria il 30 giugno. In agenda: “I perché di un insuccesso - Evitare gli errori di ieri per le scelte di oggi”. Ma sono state allusioni a tavoli, ad aziende interessate, a ipotetici soggetti. E a “pezzettini” ha detto Burlando “che si liberano di Piaggio e di Ilva” sui quali qualche imprenditore potrebbe voler investire. Tutto di una vaghezza disarmante.
Poi, Burlando, riferendosi a certe dinamiche di Confindustria di cui pare sia stata vittima la sua azione politica, ha dichiarato: “io non ho più tempo da perdere”.
Davvero?

  (Giovanna Profumo - Foto dell'autrice)


OLI 409: UNIVERSITA' - Da Venezia un'idea per l'ex ospedale di Quarto

Trova casa in laguna la generazione Erasmus, una casa in attesa di certezze nel futuro, per non essere soltanto un brand nei discorsi politici che vanno di moda in questi giorni. E mentre, doverosamente, si parla di speranza, qualcuno ci crede davvero in questa generazione, scommette su questi giovani, pensa al loro abitare mentre studiano, scaccia l’immagine di scalcinate camerette da studenti in puro nero evasione e per sei tutto compreso.
A Venezia, come già a Torino e fra poco a Bologna, si sono aperti i cancelli di un ex convento, ex caserma, ex nulla, ai Crociferi che, con una sorta di speciale social housing, affitta, in primis a studenti meritevoli, una stanza per un po’ più di cento euro al mese, mentre la retta è il doppio per gli altri.
Ca’ Foscari e dintorni segnala tipinifini di cervello e pochi quattrini da sistemare in piccoli loft dai soffitti di mattoni, bonificati s’intende, con cucina, frigo, letti, armadi e scrivanie per due, mobili moderni bianchi o neri nelle stanze, in sala studio e in biblioteca. Camere con vista sui tetti dai coppi rossi e cortili silenti, dove risuonano le rondini, le risate e il parlottare dei ragazzi seduti in relax sotto i porticati solenni, davanti ad una birra del bar interno, prezzo rigorosamente politico, tanto che pure gli abitanti vicini s’intrufolano a bere il caffè scontato.
A pochi minuti di battello in una zona che può sembrare periferica, abitata dai veneziani, i Crociferi si affacciano su una piazza che è forse l’unica dove si gioca a pallone fino a tardi. Intorno un dedalo di vicoli, di sera si animano di turisti, abitanti e tanti giovani in una babele di lingue, dal veneziano all’inglese.
Una delizia il posto e l’atmosfera. Un’idea fantastica recuperare spazi altrimenti persi per sempre, facendone uno studentato, che, chiusa l’università, si trasforma in hotel, fra poco s’inaugura l’altra ala per eventi e ristorante con dehor in piazzetta.
Dopo il desolante Erzelli e la futuribile proposta di Università in Fiera, pur se ormai Ingegneria Nautica ha quasi traslocato tutta a Spezia, perché non un progetto così a Genova, magari nell’ex ospedale di Quarto a due passi dal mare e raggiungibile da tutte le Facoltà?
Per info www.we-crociferi.it


 (Bianca Vergati - Foto dell'autrice)

giovedì 12 giugno 2014

OLI 408: PAROLE DEGLI OCCHI - Expo', scatti di tigre

(Genova, Palazzo San Giorgio, Tigre imbalsamata - foto Giovanna Profumo) 
Genova, 22 maggio 2014 - Una tigre enorme minaccia i turisti davanti a Palazzo San Giorgio ma - al costo del biglietto di un museo civico - la si può domare e portarsi a casa una foto con il felino, ricordo di Genova e delle sue infinite sorprese.

OLI 408 - PALESTINA: Rinunciamo ad essere nemici

Il prossimo inverno vorremo piantare 1000 alberi, crediamo che piantare alberi sia una forma di resistenza” mi disse Daoud con entusiasmo l'estate scorsa “quando piantiamo un albero, soprattutto un albero d'ulivo, creiamo il futuro perchè l'albero di ulivo ci impiega 10 anni per crescere. Quando piantiamo alberi proteggiamo il terreno e rendiamo la terra verde e produttiva”.
 Daoud Nasser vive con la famiglia su una collina a 15 km da Betlemme nei territori occupati palestinesi nella fattoria acquistata dal nonno nel 1916.
Su quella collina Daoud ha realizzato il progetto della "Tenda delle Nazioni" che ha lo scopo di creare ponti tra persone, tra persone e la terra, di impegnarsi alla nonviolenza e alla difesa dei diritti e della terra in modo legale, di accogliere persone di tutte le nazioni e culture. "Il problema iniziale è stato quello di come tirar su la fattoria senza acqua e corrente elettrica. Penso che se ci sia la volontà e la motivazione di si trova il modo per andare avanti" e Daoud ha trovato il modo di vedere il suo progetto realizzato. L'acqua della pioggia viene raccolta in cisterne per poter essere utilizzata e l'elettricità arriva dai pannelli solari. La Tenda delle Nazioni ogni anno sviluppa programmi di educazione all'ambiente e al riciclo, organizza campi di volontariato per piantare alberi e organizza campi estivi per bambini che vivono nei 3 campi profughi intorno a Betlemme. "attraverso la pittura, musica e teatro, vogliamo che i ragazzi scoprano i loro talenti perchè qui i bambini sono traumatizzati"
 La Tenda delle Nazioni è circondata dagli insediamenti israeliani. Da quando sono arrivati i coloni la terra di Daoud subisce continui soprusi da parte dell'esercito militare israeliano perché la fattoria, nel luogo in cui si trova, impedisce alle colonie di espandersi. Il governo israeliano ha cercato di mandar via la famiglia di Daoud con violenza e minacce.
Dal 1991, il terreno è stato confiscato più volte e Daoud si è sempre presentato davanti alla corte militare per provare che è il legittimo proprietario grazie ai documenti di acquisto rilasciati al nonno cento anni prima. Dal 2001 la strada per accedere alla fattoria è stata bloccata, il governo sta cercando di isolarli e quando finiranno di costruire il muro dell'apartheid la collina su cui vive Daoud sarà fuori Betlemme e sarà difficile per loro andare dall'altra parte del muro.
Nel 2010 hanno ricevuto 13 ordini di demolizione. “In questa situazione le persone possono reagire in 3 modi: violenza, rassegnazione o andar via” ma nessuna delle tre possibilità piace a Daoud “ la violenza genera altra violenza, sedersi e piangersi addosso o rinunciare alla mia terra non va bene” così Daoud ha pensato ad altre soluzioni “rifiutiamo di essere vittime e di odiare, siamo persone che credono nella giustizia. Non possiamo cambiare le cose esterne se prima non lavoriamo su noi stessi, Dobbiamo rinunciare ad essere nemici
 Lo scorso 19 maggio alle 8 del mattino i bulldozer israeliani sono entrati nella fattoria di Daoud ed hanno abbattuto e distrutto 1500 alberi da frutta. Meli, albicocchi, mandorli. fichi e piante d'uva non esistono più. 
Questa volta i soldati hanno colpita la parte più intima della famiglia di Daoud "la terra fa parte della nostra identità, è come nostra madre, e non possiamo vendere nostra madre, come sarebbe l'uomo se vincesse sul mondo ma perdesse se stesso..."
 Ora su quella terra c'è desolazione e amarezza. I 1500 alberi coltivati con passione da anni sono spariti.
 Ai soldati israeliani è permesso di rubare le terre dei palestinesi, di assediare interi villaggi, di arrestare ed usare la forza nei confronti di innocenti. Ma non sono ancora riusciti a colpire il coraggio, le lotte e il futuro di Daoud. "E' frustrante e difficile ma noi non vogliamo arrenderci".
 (Maria Di Pietro)

OLI 408: AMIU - Problemi e soluzioni

La battaglia politica e tecnica sui rifiuti che i giornali caratterizzano all'interno di Amiu e del Comune, si gioca in realtà nei piani dell'amministrazione regionale. La nuova legge regionale sui rifiuti definisce una dimensione regionalizzata nella gestione delle discariche, della "chiusura del cliclo" e in tutto ciò che determina l'uso dei rifiuti una volta raccolti dai comuni.
Amiu ha infatti presentato delle "linee guida per il piano industriale" dove si fa esplicito riferimento al piano regionale con la produzione di CSS e di energia elettrica da biogas ottenuto con la biodigestione anaerobica. Una richiesta del governatore Burlando in sede di conferenza stato-regioni ha spostato al 2016 il termine per il raggiungimento del 65% di raccolta differenziata: una beffa se si pensa che il Comune di Recco oggi ha dovuto organizzarsi molto rapidamente dopo il caso della Corte dei Conti che lo ha condannato a rifondere il danno erariale derivato dal mancato raggiungimento dei livelli minimi di differenziata. Senza il provvedimento voluto da Burlando, oggi si avrebbe a disposizione una leva legale molto forte per costringere i comuni ligure a diventare virtuosi.
Invece si assiste ad una piroetta funambolica, che è riuscita a trasformare la necessità di cambiare sistema in qualcosa che alimenterà cementifici e centrali elettriche con il CSS e mini centrali a biogas sotto il megawatt. Lo scopo è di non superare il 60% effettivo di differenziata per avere 'roba' da bruciare, esattamente come è stato fatto fino ad oggi per alimentare invece Scarpino. Unica differenza, volendo bruciare, necessita separare l'umido, da qui la necessità di fare il biogas con i biodigestori, per aggiudicarsi così anche i certificati verdi nella produzione di energia elettrica, ed avendo altro secco da bruciare alla fine del ciclo: la tempesta perfetta.
Quali soluzioni avrebbe avuto invece a disposizione la giunta regionale? Ad esempio, quella di finanziare grandi impianti regionali di compostaggio, di spingere quello domestico, di copiare il lavoro fatto a meno di duecento chilometri di distanza a Capannori (oltre il 90% di raccolta differenziata), o a Parma, dove la giunta ha organizzato un vero piano Marshall per impedire l'uso dell'inceneritore con i rifiuti cittadini.
Intanto, mentre il cittadino aspetta, la grande discarica si riempie, il percolato scende a valle, l'aria si appesta di biogas e di CSS. Gli unici ad uscirne in piedi sono le amministrazioni e i dirigenti di Amiu, sempre al loro posto da decenni.
(Stefano De Pietro)

OLI 408: EVENTI - A Genova l'immigrazione non si archivia

Raed Saleh agli italiani non dice nulla. La sua giovane faccia, un sorriso accennato e lo sguardo allegro, non evoca, né suggerisce alcunché. E’ probabile che se Raed Saleh fosse vissuto in Italia, la sua vita avrebbe seguito un percorso diverso da quello intrapreso in Germania. La nota biografica apparsa su Internazionale spiega che Raed Saleh nasce il 10 giugno 1977 in Cisgiordania, pochi anni dopo la sua famiglia si trasferisce a Berlino, nel 1994 lavora in un fast food, nel 1995 si iscrive al Partito socialdemocratico tedesco, nel 2011 viene scelto come capogruppo dell’Spd al senato del land di Berlino. Oggi ha elevate possibilità di diventare sindaco delle capitale tedesca.
In Italia invece, il cambio di governo Renzi ha cancellato in fretta sia Cécile Kyenge Kashetu, sia il suo Ministero per l’Integrazione, archiviando anche l’intenzione politica di un’agenda che affronti seriamente il tema dell’integrazione e dell’accoglienza. Un cambio di passo avvenuto anche nel Pd che, inizialmente favorevole a candidare come capolista per le europee Giusi Nicolini, sindaco di Lampedusa, l’ha retrocessa favorendo un'altra .
Tempi amari anche in città: il sogno di una moschea è ancora da realizzare, nonostante l’impegno di tanti. Quindi qui siamo. E la rotta suggerisce di non farsi sfuggire le occasioni buone per riflettere su esperienze che hanno dato significato all’arrivo degli stranieri in città. Esperienze che hanno fatto da “laboratorio politico” come dice il freddo gergo burocratico, ma soprattutto umano. Storie che hanno coinvolto gli amministratori della nostra città, a partire dalla giunta Sansa nel 1996 con associazioni che si erano ritrovate nel Forum Antirazzista di Genova dove, per la prima volta, una specifica “delega” all’Immigrazione vedeva coinvolta la giunta comunale. I documenti di questa intensa stagione, dopo essere stati sottratti a distruzione certa, sono stati salvati, catalogati e protetti e, grazie all’Associazione di Promozione Sociale Forum Antirazzista “ArFor”, fanno parte di un fondo, riconosciuto “bene di interesse culturale” dal Ministero per i Beni e le attività Culturali.
Si è trattato di un lavoro promosso da volontari che hanno provveduto al riordino, alla catalogazione ed archiviazione informatica del materiale (più di mille documenti) prodotto tra il 1989 e il 1994 nel corso della attività del “Coordinamento delle Associazioni degli Immigrati Extracomunitari”, e poi, dal 1995 al 2001, del “Forum Antirazzista di Genova”. il 13 giugno, presso la Società Fratellanza Artigiana Genovese (Vico Chiuso dei Cinque Santi, Lagaccio)
L’Associazione ArFor (Archivio Forum Antirazzista) ha organizzato una serata dedicata alla presentazione pubblica di questo fondo documentario: una festa per rincontrarsi e per raccontare a chi non c’era una storia diversa di accoglienza e immigrazione.
Una breve cronaca dell'evento si trova sulla pagina Facebook "La compagnia del Banco Volante", curata da Francesco Firpo:
(Giovanna Profumo)

OLI 408: SOCIETA' - Come vai a scuola?

Le scuole stanno finendo in tutta Europa, anche nei Paesi Bassi, dove mamma o papà vanno a prendere i bambini all'uscita, poi in fila indiana se ne tornano a casa lungo le piste ciclabili e tutte le auto si fermano per lasciarli passare. Sono molto carini e ben "visibili" gli alunni, hanno tutti il loro giubbotto "fluo" e "targa" sono scarrozzati sul seggiolino di dietro e talvolta nel " risciò " davanti insieme ai fratelli piccoli piccoli.
Una delizia vederli sfrecciare, genitori e caschetti dove spariscono le piccole teste, intravedi solo l'espressione seria, ogni tanto un sorriso soddisfatto.
Proprio come in Italia, dove l'uscita da scuola necessita di vigili e grandi veicoli sostano imperterriti in seconda e terza fila: si va a prendere i bambini e tutto è permesso nella testa di questi nuovi genitori, che non vanno più a piedi con i loro figli, nonostante inviti, progetti scolastici, ipotesi di amici della bicicletta... E' allarme sanitario, sempre più grassocci, li vedi al mare le cosce che si appiccicano, sudati, corrono, si fa per dire, a ripararsi all'ombra, tirando fuori l'immancabile telefonino. E il vecchio pampano, i quattro cantoni, guardie e ladri? Ora va di moda un "rubabandiera" con computer e gps, ingress
A Genova ci sono però tanti appassionati di bici,eccome! Scopriteli su: anemmuinbiciazena
(Bianca Vergati - foto dell'autrice)

OLI 408: ESTERI - Voci dalla stampa internazionale

Preghiera per la pace: il presidente palestinese ha provocato il New York Times
The New York Times, 09/0672014: "Eppure ci sono state alcune provocazioni sottili. Abbas ha descritto Gerusalemme, considerata da israeliani e palestinesi come loro capitale, “la nostra Città Santa” ed ha fatto riferimento alla “Terra Santa della Palestina”. http://www.nytimes.com/2014/06/09/world/europe/pope-francis-holds-vatican-prayer-summit-with-israeli-and-palestinian-leaders.html?_r=2

Giappone: il plutonio omesso è sufficiente per fare circa 80 bombe nucleari
Global Post, 06/06/2014: “Il Giappone non è riuscito a includere 640 chilogrammi di plutonio non utilizzati nella sua relazione annuale all'Agenzia Internazionale per l'Energia Atomica nel 2012 e nel 2013, quello che gli esperti descrivono come un'omissione inappropriata.” “La quantità non dichiarata è sufficiente per fare circa 80 bombe nucleari”. http://www.globalpost.com/dispatch/news/kyodo-news-international/140607/japan-fails-include-640-kg-unused-plutonium-report-iae

USA: 4 milioni di animali colpiti nel 2013 dal dipartimento di agricoltura
The Washington Post, 06/06/2014: "I più di 4 milioni di animali colpiti, avvelenati o intrappolati dal Department of Agriculture’s Wildlife Services nell’anno fiscale 2013, comprendono 75.326 coyote, 866 linci, 528 lontre di fiume, 3.700 volpi, 12.186 cani di prateria, 973 falchi dalla coda rossa, 419 orsi e almeno tre aquile”. http://www.washingtonpost.com/national/health-science/2014/06/06/1de0c550-ecc4-11e3-b98c-72cef4a00499_story.html

A cosa serve la guerra in Siria secondo Jadaliyya
Jadaliyya, 28/05/2014: “Questo conflitto, in buona parte serve per regolare i conti e distruggere la capacità militare di quelle parti che potrebbero costituire pericolo per gli Interessi occidentali e quelli dei loro alleati nella regione” http://www.jadaliyya.com/pages/index/17909/militarization-and-external-intervention_the-syria

Foto dalla Corea del Nord
The Daily Mail, 29/05/2014: "Dentro l'enclave comunista nel 2013, il fotografo Aram Pan è stato testimone di vivaci mercati, di uomini e donne che si divertono in un parco acquatico all’occidentale, di chilometri e chilometri di colture pronti per il raccolto, mandando in frantumi tutte le sue illusioni su ciò che una vacanza in Corea del Nord comporterebbe." http://www.dailymail.co.uk/news/article-2638213/Tourist-took-camera-inside-North-Korea-expected-really-really-sad-people-shocked-seemingly-ordinary-lives-citizens.html

Afghanistan: Obama e Karsai non si incontrano
The Washington Post, 25/05&2014: "Un portavoce di Karzai, Adela Raz, ha detto che l'ambasciata degli Stati Uniti ha cercato di organizzare un incontro a Bagram durante la visita di Obama, ma che il presidente afghano ha rifiutato. Raz ha detto che Karzai ha invece invitato Obama al palazzo presidenziale. Funzionari afghani hanno indicato che chiedere a Karzai di incontrarsi nella base militare statunitense, piuttosto che a sua casa, era un segno di mancanza di rispetto”. http://www.washingtonpost.com/politics/obama-arrives-in-afghanistan-on-surprise-visit/2014/05/25/7df61452-e41f-11e3-8f90-73e071f3d637_story.html

I cristiani a Gerusalemme
The New York Times, 27/05/2014: "I monaci benedettini dell'Abbazia della Dormizione, che condividono il composto, si lamentano di ricevere sputi quasi ogni giorno. Un anno fa, due delle vetture dell'abbazia sono state distrutte e le croci furono distrutte al cimitero protestante del monte." http://www.nytimes.com/2014/05/27/world/middleeast/mass-planned-on-mount-zion-stirs-ancient-rivalries.html?ref=todayspaper&_r=0

Elezioni in Siria: il voto dei siriani all’estero
Yahoo, 28/05/2014: “Francia, Germania e Belgio hanno vietato ai cittadini siriani di votare, così come gli Emirati Arabi Uniti," http://news.yahoo.com/syrians-stream-embassies-vote-controversial-poll-112618856.html

Dubai: Imprenditore britannico accusato di consegnare i lavoratori edili alla polizia
The Indipendent, 25 May 2014: “Un importante imprenditore edile britannico è stato accusato di consegnare i lavoratori edili alla polizia di Dubai che picchia, imprigiona e deporta i lavoratori". "Molti degli arrestati hanno detto di essere stati schiaffeggiati, picchiato e presi a calci nel carcere più grande di Dubai la quale applica le leggi sul lavoro federali di Abu Dhabi. Alcuni hanno pregato l'azienda di intervenire. Molti dicono che un manager britannico informato degli abusi ha rifiutato di agire per fermarli” http://www.independent.co.uk/news/world/middle-east/dubai-workers-for-british-firm-beaten-by-police-over-strike-9432149.html?printService=print

Greenwald: i giornalisti americani sono servili al governo?
The Intercept, 23/05/2014: “Devo continuare a partecipare al dibattito se molti giornalisti statunitensi sono pietosamente servili al governo degli Stati Uniti? Non hanno già risolto questo dibattito per me?" https://firstlook.org/theintercept/2014/05/23/response-michael-kinsley/
(Saleh Zaghloul)

OLI 408: LETTERE - TASI a Genova: more than this?

Abbiamo provato per Voi, in anteprima, un nuovo gioco di ruolo per PC... GENOA TAXPAYER TASI.
Sono sul sito internet del Comune di Genova, sezione Tasse e Tributi, sul foglio per calcolare TASI e IMU 2014... Un'istigazione al turpiloquio e/o alla bestemmia.
Leggo le istruzioni. Provo a calcolare la TASI. Imposta da pagare: ZERO EURO.. Belin... neanche a Fantasy Landia!
Devo riuscire ad arrivare in fondo entro il 16/6/2014... Dovrei farcela.
Ritorno alle Istruzioni. Ho capito:  indicano un'aliquota dello 0,33 per cento, mentre nel foglio di calcolo l'aliquota da indicare è per mille cioè 3,3... Rifaccio il calcolo. Ora ci siamo. Forse
Recensione: gioco non complicatissimo per chi ha dimestichezza con i numeri. Per altri, se non supportati dal Mago CAAF, equivale a schiacciare tasti in una Slot-Machine.
Parliamoci chiaro... Signor Sindaco,  con il nuovo logo GE NO VA more than this, abbiamo un pochino sbulaccato... siamo d'accordo... non dobbiamo camallare un frigo!
Però, il tempo che ho impiegato poteva metterlo il Comune ed inviarmi il conto a casa.
OK. Capisco la sprescia di stabilire l'Aliquota... ma almeno...FEME U CUNTU!
(Pinicchi - immagine da internet)