venerdì 11 luglio 2014

OLI 410: PALESTINA - A Gaza si muore mentre il mondo tace

Ennesimo crimine di guerra contra la Striscia di Gaza iniziato domenica 6 luglio che il governo israeliano ha denominato "Protection Edge"  Israele ha comunicato che colpirà solo obiettivi della resistenza palestinese, ma dopo 5 giorni di bombardamenti sono 98 le vittime e più di 600 i feriti.
E' stato attaccato anche l‘Ospedale Europeo a Khan Younis. Secondo la Convenzione di Ginevra del 1949 attaccare un ospedale E’ UN CRIMINE DI GUERRA!
Inoltre continui attacchi hanno reso molto difficili le operazioni di soccorso dei feriti in una città messa in ginocchio già dalle precedenti guerre.
Mentre la maggior parte dei media internazionali si concentrano sui razzi lanciati da Hamas, civili palestinesi continuano a morire sotto le bombe israeliane.
Gaza piange le sue vittime mentre il mondo tace. Ancora quante lacrime devono essere versate prima di porre fine a questa carneficina voluta dal premier israeliano Benjamin Netanyahu per la difesa di un progetto coloniale?
Riportiamo i nomi delle vittime: esseri umani, bambini e donne, giovani e anziani a cui è stata rubata la vita, vittime considerate per molti solo numeri e statistiche.
Noi li vogliamo ricordare come persone che avevano il diritto di vivere. Persone che hanno avuto la sfortuna di nascere in una terra dove i giochi politici sono più importanti delle vite umane:
 1. Rashad Yassin, 27 anni, campo profughi Nuseirat;
2. Abduallah Kaware, Khan Younis;
3. Mohammad Ashour, 13, Khan Younis;
4. Riyadh Kaware, 50, Khan Younis;
5. Mahmoud Judeh, Khan Younis;
6. Bakir Mahmoud Judeh, 22, Khan Younis;
7. Ammar Mohammad Judeh, 22, Khan Younis;
8. Hussein Mohammad Kaware, Khan Younis;
9. Fakhri Saleh Ajjouri, Abraj al-Sheikh Zayed;
10. Ahmad Moussa Habib, 48, al-Shujaiyeh – Gaza City;
11. Ahmad Ahed Habib, 19, al-Shujaiyeh –  Gaza City;
12. Mohammed Shaaban, Gaza City:
13. Amjad Shaaban, Gaza City;
14. Khader Shaaban, Gaza City;
15. Siraj Iyad Abdulal, 8, GazaCity;
16. Ra’ed Shalat, 27 anni, Gaza City;
17. Hafik Hamad, 30 anni, Beit Hanuna;
18. Ibrahim Mamedhmed Hamad, 26, Beit Hanuna;
19. Mahdi Mohammed Ahmad Hamad, 46, Beit Hanuna;
20. Fawzia Khalil Hamad, 62, Beit Hanuna;
21. Mehdi Hamad, 16, Beit Hanuna;
22. Suha Hamad, 25, Beit Hanuna;
23. Abdul-Hadi al-Sufi, 24, Rafah;
24. Suleiman Salman Abu al-Sawaween, 30, al-Qarara;
25. Abd al-Nasser Abu Kweik, 60, campo di Nuseirat;
26. Khaled Abu Kweik, 29, campo di Nuseirat;
27. Nayfa Farajallah, 80, al-Mughraqa;
28. Rafiq al-Kafarna, 30, Beit Lahiya;
29. Muhamad Malakah, un anno e mezzo, Zeitun;
30. Amnah Malakah, 27, Zeitun;
31. Sahr Hamdan Al-Misri, 40, Beit Hanun;
32. Ibrahim al-Misri, 14 anni, Beit Hanun;
33. Mohammed Khaled al-Nimra, 22, Zeitun;
34. Hatem Abu Salem, 25, Zeitun;
35. Amir Arif, 13, Zeitun;
36. Nariman Abd al-Ghafur, un anno e mezzo;
37. Sumoud al Manasrah, campo profughi Al Maghazi;
38. Mohammed Khalaf al Manasrah, 4, campo profughi Al Maghazi;
39. Nidal Khalaf al Manasrah, 5, campo profughi Al Maghazi;
40. Salah Awwad al Manasrah, campo profughi Al Maghazi;
41. Amal Youssef Abdel Ghafour;
42. Ranim Jawde Abdel Ghafour;
43. Ibrahim Daoud al-Balawi, 24;
44.  Abdul Rahman Jamal Zamili, 22;
45.  Ibrahim Ahmed Abdeen, 42;
46.  Mustafa Abu Mar, 20;
47.  Khaled Abu Mar, 23;
48.  Faraj a-Jarba, 30;
49.  Marwan Hassan Isleem, 27;
50. Hani Saleh Hamad, 57, Beit Hanoun;
51. Ibrahim Hamad, 20, Beit Hanoun;
52. Samia al Arja, 65, Rafah;
53. Meriam Al Arja, 11, Rafah;
54. Hamdi Hishab, 27, Gaza City;
55.  Mohammad Qanan, 26, Khan Younis;
56. Hammad Qanan, Khan Younis;
57. Ibrahim Qanan, 24, Khan Younis;
58. Hamdi Sawali, Khan Younis;
59. Ibrahim Sawali, Khan Younis;
60. Suleiman al Astal, 55, Khan Younis;
61. Ahmad al Astal, Khan Younis;
62. Musa al Asta, Khan Younis;
63. Mohammed Al ‘Aqad, 24, Khan Younis;
64. Asmaa al Haj, Khan Younis;
65. Tareq al Haj, Khan Younis;
66. Najlaa al Haj, Khan Younis;
67. Amna al Haj, Khan Younis;
68. Sa’ad al Haj, Khan Younis;
69. Omar al Haj, Khan Younis;
70. Basma al Haj, 57, Khan Younis;
71. Baha Abu al Lail, 35;
72. Ra’id Al-Zaura’, 33;
73. Mahmoud al Haj
74. Salem Qandeel, 27;
75. Amer al Fayiumi, 30;
76. Ramadan Abu Gazal, 5, Beit Lahyia;
77. Ismail Abu Jami, 19, Khan Younis;
78. Mohammad Ehsan Farawneh, 18;
79. Mohammed Wulud;
80. Hazem Ba’lusha;
81. Ala’a ‘Abd al-Nabi;
82. Mohammed Kamal al Kahlot, Jabalya;
83. Ahmad Hamda, 22 anni, nord di Gaza;
84. Sami Shaldan, 25 anni, colpito da un raid aereo mentre guidava la moto;
85. Yasmin Mohammad al Matouq, 4 anni;
86. Hasananu Jame’, 75 anni;
87. Noor al Sultan;
88. ‘Abed al Rahman Khattab, 8 anni;
89. Ghaliya Dib Jaber Ghannam, 7, Rafah;
90. Wissam Abdulraziq Hassan Ghannam, 23, Rafah;
91. Mahmoud Abduloraziq Hassan Ghannam, 26, Rafah;
92. Kifah Shihada Dib Ghannam, 20, Rafah;
93.Muhammad Munir Ashur, 25, Rafah;
94.Raid Abu Hani, 50, Rafah;
95.Anas Abu al-Kas, GazaCity;
96. Nour al-Ajdi, 7, Rafah;
97.Nour Abu al-Najdah, , neonato, Rafah;
98. Senza nome;
(Maria Di Pietro - foto da internet)

2 commenti:

  1. Giovanna Rosadini16 luglio 2014 12:33

    Spiace constatare come anche nel vostro sito l'informazione sia distorta e unilaterale... Questa guerra l'ha voluta Hamas, cinicamente sulla pelle della sua gente, impreparata ed esposta, della cui morte è il primo e vero responsabile. Ricordo agli sprovveduti lettori che gli attacchi missilistici contro la popolazione civile di Israele vanno avanti da MESI, da ben prima dell'inizio della reazione israeliana, e che Israele ha accetato la tregua di ieri, mentre Hamas l'ha rifiutata. Ora io chiedo: DI CHI E' LA RESPONSABILITA' DI QUESTE MORTI? Gerusalemme è città santa anche per l'Islam, perché dal mondo arabo non si è levata una sola parola di condanna per i missili di Hamas sulla città? Perché in questo sito non si parla dell'uso fatto da Hamas della povera gente palestinese come SCUDI UMANI?, e non si menziona che l'esercito israeliano AVVERTE SEMPRE la popolazione, prima di qualsiasi operazione? E questa che voi state facendo sarebbe informazione? Aspettiamo di leggere analisi meno di parte e più obiettive, su questo sito. Aggiungiamo un link per quei lettori avveduti che volessero completare il quadro: http://www.israele.net/israele-sotto-i-razzi-del-terrorismo

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  2. "Sganciare bombe sopra una città è l'atto terroristico per eccellenza" (Erri De Luca)
    La responsabilità di quei morti che la signora finge di compiangere è semplicemente di chi le bombe le sgancia (avvertendo o no...sai cosa cambia, se non sai dove scappare!), oltre che di chi quei cacciabombardieri consapevolmente pilota (esistono i refusnik), e prima ancora di chi li produce: ovvero anche dell'Italietta nostra, chieda la signora ad Aermacchi Finmeccanica e a UniCredit. Ecco, secondo lei signora, sulla pelle di quella gente gioca più la dirigenza di Hamas o quella di Finmeccanica? Invece di sottolineare il presunto galateo dei guerrafondai, farebbe meglio ad approfondire le ragioni legate al profitto del sistema capitalista, che è un sistema di guerra e in questo caso la guerra nel concreto la fa chi morte produce, mentre i razzetti di Hamas pur volendo fan poco danno. Questo non significa giustificare Hamas, ma solo obiettivamente riconoscere che ha poco senso condannare missili inefficaci da un lato quando ci son bombe intelligentissime lanciate sui civili dall'altra parte...e una conseguente eterna sproporzione di vittime. In pratica ogni anno ci venite a raccontare che la guerra l'ha voluta Pippo, ma in sostanza la conduce Topolino. E noi è per Topolino che lavoriamo, indipendentemente dalle scelte di Hamas, le quali anzi più sono irragionevoli più a noi fanno comodo perchè ci fan fruttare il business della guerra. Questo è fare informazione: non fare il tifo per chi sta di qua o chi sta di là, ma ricordare che sopra alle loro teste c'è un giro di soldi che fa paura e orrore; ed il fatto grave è che la signora Rosadini questo giro di soldi o finge di non conoscerlo, o peggio lo giustifica e difende. I lettori avveduti approfondiscano questo aspetto anzichè abbandonarsi al tifo, si domandino la ragione per cui da una parte si parla di assassinati e dall'altra di semplici morti, da una parte si parla di catturati e dall'altra di rapiti.
    Brutta cosa dirsi scrittori o poeti e vivere nell'inganno: gli uomini di coscienza, di cuore e di cultura stanno sotto alle bombe, non certo dalla parte di chi le sgancia, che è il vero terrorista.

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