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martedì 11 gennaio 2011

OLI 284: CULTURA – Poeti a confronto

A SILVIA

Silvia, rimembri ancora
quel tempo della tua vita mortale,
quando beltà splendea
negli occhi tuoi ridenti e fuggitivi,
e tu, lieta e pensosa, il limitare
di gioventù salivi?

Sonavan le quiete
stanze, e le vie d'intorno,
al tuo perpetuo canto,
allor che all'opre femminili intenta
sedevi, assai contenta
di quel vago avvenir che in mente avevi.
Era il maggio odoroso: e tu solevi
così menare il giorno.

Io gli studi leggiadri
talor lasciando e le sudate carte,
ove il tempo mio primo
e di me si spendea la miglior parte,
d’in su i veroni del paterno ostello
porgea gli orecchi al suon della tua voce,
ed alla man veloce
che percorrea la faticosa tela.
Mirava il ciel sereno,
le vie dorate e gli orti,
e quinci il mar da lungi, e quindi il monte.
Lingua mortal non dice
quel ch’io sentiva in seno.

Che pensieri soavi,
che speranze, che cori, o Silvia mia!
Quale allor ci apparia
la vita umana e il fato!
Quando sovviemmi di cotanta speme,
un affetto mi preme
acerbo e sconsolato,
e tornami a doler di mia sventura.
O natura, o natura,
perché non rendi poi
quel che prometti allor? perché di tanto
inganni i figli tuoi?

Tu pria che l’erbe inaridisse il verno,
da chiuso morbo combattuta e vinta,
perivi, o tenerella. E non vedevi
il fior degli anni tuoi;
non ti molceva il core
la dolce lode or delle negre chiome,
or degli sguardi innamorati e schivi;
né teco le compagne ai dì festivi
ragionavan d’amore.

Anche perìa fra poco
la speranza mia dolce: agli anni miei
anche negaro i fati
la giovinezza. Ahi come,
come passata sei,
cara compagna dell’età mia nova,
mia lacrimata speme!
Questo è il mondo? Questi
i diletti, l’amor, l’opre, gli eventi,
onde cotanto ragionammo insieme?
questa la sorte delle umane genti?
All’apparir del vero
tu, misera, cadesti: e con la mano
la fredda morte ed una tomba ignuda
mostravi di lontano.
Giacomo Leopardi
da I Canti

A SILVIO

Vita assaporata
Vita preceduta
Vita inseguita
Vita amata
Vita vitale
Vita ritrovata
Vita splendente
Vita disvelata
Vita nova
Sandro Bondi
dalla rubrica Versi diversi del settimanale Vanity Fair


Un'antologia di liriche del ministro poeta
http://gamberorotto.com/miscellanea/sandro-bondi-poeta/

(a cura di Ferdinando Bonora)

martedì 23 novembre 2010

OLI 279: CULTURA - Venere, Marte & Bondi

A questo punto – dopo i lazzi dei comici e la cospicua serie di articoli comparsi a stampa e on line in Italia e all’estero, a partire da quello di Carlo Alberto Bucci su La Repubblica dello scorso 18 novembre – il ministro Bondi dovrebbe avere un sussulto di dignità e, senza aspettare l'imminente mozione parlamentare a suo sfavore, rassegnare finalmente le dimissioni. Non tanto per il crollo di Pompei, di cui continua a proclamarsi innocente e di cui in effetti non è colpevole, pur essendone responsabile in quanto titolare del dicastero. Ben più grave della rovina della Domus gladiatorum è l'uso disinvolto e protratto nel tempo del nostro patrimonio culturale per arredare di volta in volta sedi istituzionali o padiglioni per incontri internazionali, sottoponendolo a spericolati lifting.
Questa è la vera indecenza: che il ministro per i Beni e le attività culturali continui ad avallare i capricci del premier e del suo architetto prediletto Mario Catalano, che considerano i musei non come pubblici luoghi di educazione, crescita civile e benessere collettivo, ma come magazzini di antiquariato di lusso da cui prelevare a piacimento pezzi con cui far bella figura con gli ospiti o per il proprio godimento. Per giunta, se il tempo edace ha deteriorato nei secoli qualche opera, la si rimette a nuovo in barba a ogni criterio di restauro contemporaneo, incuranti dell’indignazione degli addetti ai lavori. Del resto, tale approccio non riflette l'atteggiamento che Berlusconi e altri vecchi hanno nei confronti del proprio corpo, grottescamente modificato e imbellettato nel patetico tentativo di annullare i segni degli anni?
Se a parziale giustificazione del recente trasferimento a Palazzo Chigi di antiche sculture romane dal Museo delle Terme ci poteva essere la prospettiva altrimenti di un loro ricovero in deposito durante la ristrutturazione del museo, del tutto inaccettabile resta il "restauro" di Venere e Marte, che al prezzo di 70 mila euro ha rifatto mani e membro perduti, esponendoci al sarcasmo internazionale.
Non è un caso isolato, ma l'ultimo atto di una lunga serie. Non dimentichiamoci, ad esempio, dell'hollywoodiano-disneyano padiglione approntato da Catalano per il vertice Nato a Pratica di Mare nel 2002, arredato con una ventina di capolavori sottratti al Museo Archeologico Nazionale di Napoli. O del vistoso orologio dorato conservato nella sala del trono del Palazzo Reale di Genova, di cui Berlusconi si innamorò all'epoca dello sciagurato G8 del 2001, disponendone il trasferimento a Palazzo Chigi. Sarebbe ancora a Roma, se con abile mossa il direttore del museo, intervistato allo scoppio del caso, non avesse dichiarato candidamente che il pezzo era stato soltanto prestato alla Capitale per un brevissimo periodo, costringendo alla restituzione.
Ministro Bondi, se nei confronti dei beni culturali questo continua ad essere l'indirizzo del governo di cui lei è membro e che lei continua a sostenere, per favore si dimetta. Farà cosa gradita innanzitutto alla stragrande maggioranza di coloro che lavorano – a ogni livello – nel ministero da lei presieduto e poi alla gran parte di tutti noi cittadini italiani. Grazie.

(Ferdinando Bonora)

OLI 279: GASTRONOMIA - Ministro da tartufi

Murisengo, piccolo borgo in Valcerrina, Casale Monferrato, domenica 14 novembre. Il centro storico è un fiorire di bancarelle di leccornie locali, dal formaggio al vino. Tanti passanti curiosi. Intorno aleggia un certo profumo, non per tutti piacevole: arriva dal palatartufo.
Agli stand tanti cacciatori-tartufai, dall'aria mite e furba al contempo, che elogiano il loro bottino, offrendo "affari d'oro". Al limite del paese si forma ad un tratto un grande ingorgo, è l'ora di pranzo e qualcuno comincia a sbuffare, a suonare il clacson, ormai tutte le strade sono bloccate. Un nugolo di volontari della Protezione Civile dirige il traffico.  La Protezione Civile, non la Polizia Municipale. Che cosa è successo? Nessuna catastrofe: il ministro Bondi sta per arrivare, è atteso al ristorante e i volontari si stanno prodigando affinché il Ministro arrivi puntuale a pranzo.
(Bianca Vergati)