martedì 20 dicembre 2011

OLI 325: NATALE - Gli auguri della redazione



Ci rivediamo nel 2012, AUGURI!


OLI 325 - SOMMARIO

NATALE - Gli auguri della redazione (La redazione)
VERSANTE LIGURE - PSICOBILANCIO (Enzo Costa e Aglaja)
AUGURI - Il nuovo canto (RAP) degli italiani (a cura di Paola Pierantoni)
RAZZISMO - I sette secondi di Youssou N'Dour (a cura di Stefano De Pietro)
SOCIETA’ – La marcia dei fratelli neri e bianchi (Ferdinando Bonora)
SOCIETA' - Porto d'armi, due pesi e due misure (Ivo Ruello)
IMMIGRAZIONE - Modificate la legge più censurata dalla Corte Costituzionale (Saleh Zaghloul)
ELEZIONI - Attenti a quei due (e non solo) (Bianca Vergati)
RELIGIONE - Crozza and company tra i dannati di Dante (Stefano De Pietro)
NATALE - Il grande freddo (Paola Pierantoni)
RACCONTO DI NATALE - La prova (Nino Miano)
NATALE - Auguri (nel tempo che passa) (Angelo Guarnieri)
PAROLE DEGLI OCCHI - Il Natale dei piccoli pasticceri viennesi (Ivo Ruello)
LETTERE - Genere e globalizzazione in due Dvd (Monica Lanfranco)

OLI 325: VERSANTE LIGURE - PSICOBILANCIO

Di Papi in crisi esser felici
ma meno del preventivato;
di ri-dover pagare l’Ici
gioir più dell’ipotizzato;
vedere inaspettate luci
e un buio non pronosticato:
il conto, fra delusi auspici
e qualche slancio esagerato,
modificato è in molte voci
ma in fondo a saldo invariato.



Versi di ENZO COSTA
Vignetta di AGLAJA
.

OLI 325: AUGURI - Il nuovo canto (RAP) degli italiani

Per il Natale dei centocinquanta anni vi offriamo il link al "Nuovo canto (RAP) degli italiani": l'inno d'Italia riscritto da ZeroPlastica e "rimusicato" da Filarmonica Sestrese, la prima banda che, il 10 dicembre 1847 (14 anni prima dell'Unità d'Italia), lo suonò per la prima volta ad Oregina.
Gli ingredienti: il Cep di Prà, il quartiere i cui nomi delle vie ricordano i nomi e le date della liberazione; la Filarmonica Sestrese, che suonò per la prima volta l'inno d'Italia; gli ZeroPlastica, autori musicali genovesi. Il progetto "Il Nuovo Canto RAP degli italiani" è una piccola operazione che vuole giocare a rinnovare l'inno e contribuire a promuoverne i significati e il senso. Del  "Nuovo Canto RAP degli italiani" è stata realizzata una prima esecuzione dal vivo, il 9 luglio 2011 al PalaCep (Pianacci).
Prodotto da: Consorzio Pianacci da un'idea di Enrico Testino & Carlo Besana
Regia, fotografia, montaggio di Simona Marziani
Operatore di ripresa, Marcello Massardo
Creative Commons autori: Federico Rosa, Lorenzo Pezzati, Matteo Bazzano
Etichetta Creative Commons: Nomadic Wax Recordings 2011
Testo di: Nio, Funky Lure


(a cura di Paola Pierantoni)

OLI 325: RAZZISMO - I sette secondi di Youssou N'Dour

Offriamo con piacere la canzone Seven seconds di Youssou N'Dour e Neneh Cherry come migliore augurio che con il nuovo anno possa trovare finalmente una soluzione il clima di razzismo che ha portato ai molti spiacevoli episodi nel mondo ed in Italia in particolare. Gli ultimi due casi di Torino e Firenze ci hanno riempito di amarezza per la gravità dei fatti e per la gratuità della violenza subita da persone inermi, pacifiche e che chiedono solo alla vita di poter migliorare di quel tanto la propria condizione lavorativa e personale.
"Quando un bambino viene al mondo non ha il concetto del colore della pelle nella quale dovrà vivere dentro", è il messaggio di Youssou e Neneh, che riassume l'incolpevolezza di nascere in una parte del mondo (felice) piuttosto che in un'altra (massacrata di guerre), e ci ricorda che il nostro piacere, prima ancora che il nostro dovere, è quello di aiutare chi ha più bisogno di noi e cercare di creare, con la forza delle idee e non delle armi, un mondo migliore per tutti.
(La redazione di Oli)

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Boul ma sene, boul ma guiss madi re nga fokni mane
Khamouma li neka thi sama souf ak thi guinaw
Beugouma kouma khol oaldine yaw li neka si yaw
mo ne si man, li ne si mane moye dilene diapale

Roughneck and rudeness,
We should be using, on the ones who practice wicked charms
For the sword and the stone
Bad to the bone
Battle is not over
Even when it's won
And when a child is born into this world
It has no concept
Of the tone the skin is living in

It's not a second
7 seconds away
Just as long as I stay
I'll be waiting
It's not a second
7 seconds away
Just as long as I stay
I'll be waiting (x3)

J'assume les raisons qui nous poussent de changer tout,
J'aimerais qu'on oublie leur couleur pour qu'ils esperent
Beaucoup de sentiments de race qui font qu'ils desesperent
Je veux les portes grandements ouvertes,
Des amis pour parler de leur peine, de leur joie
Pour qu'ils leur filent des infos qui ne divisent pas
Changer

And when a child is born into this world
It has no concept
Of the tone of the skin he's living in
And there's a million voices
And there's a million voices
To tell you what she should be thinking
So you better sober up for just a second

(Traduzione in italiano)

(a cura di Stefano De Pietro)

OLI 325: SOCIETA’ – La marcia dei fratelli neri e bianchi

Sabato 17 dicembre in tutta Italia si sono svolte manifestazioni per l'assassinio a Firenze dei senegalesi Mor Diop e Samb Modou e il ferimento di altre tre vittime. Opera certamente di uno squilibrato, la cui follia era però alimentata non solo dalla xenofobia e dal razzismo dilaganti in certi strati della popolazione, minoritari ma non per questo meno inquietanti, se si considerano per giunta gli indegni compiaciuti commenti pubblicati sul web, ma anche dalle posizioni ripetutamente espresse da forze politiche presenti in parlamento e nello scorso governo, ai quali si è inteso contrapporre una risposta ferma e di grande civiltà.
Anche a Genova sono sfilate centinaia e centinaia di persone, dalla Commenda fino a De Ferrari per ridiscendere infine a Caricamento, in un corteo organizzato dalla comunità senegalese, dalle reti antirazziste e dall'ARCI. La stragrande maggioranza era nera. Tra i bianchi si riconoscevano volti noti e meno noti nel popolo della sinistra, dalle diverse collocazioni politiche e impegnati a vari livelli, tra cui l'avvocato Alessandra Ballerini e l'assessore comunale Bruno Pastorino. Non solo, ma pure cittadini “comuni” che via via si univano all’imponente marcia, tra i quali  famiglie con i figli visibilmente partecipi anch’essi, soddisfatti di esserci per propria convinzione e non per compiacere i genitori.
Dal furgone in prima linea si alternavano musica e discorsi. La parola più ricorrente era “fratelli”: fratelli neri e fratelli bianchi, tutti uniti a ribadire la volontà di vivere insieme.

(Ferdinando Bonora)

OLI 325: SOCIETA' - Porto d'armi, due pesi e due misure

Firenze, martedì 13 dicembre: Gianluca Casseri, estremista di destra, militante di Casa Pound, uccide due senegalesi, ne ferisce altri tre in modo grave, poi si uccide.
Su Il Messaggero del 15 dicembre, Michele Concina (*) si augura che qualcuno perda il sonno: “qualcuno che l’anno scorso ha autorizzato un estremista di destra schedato e denunciato due volte, in cura farmacologica per depressione e diabete, con la testa perduta tra mistica dell’uomo bianco e presenze extraterrestri, a tenere in casa «per uso sportivo» una 357 Magnum, una pistola capace di sfondare i muri”. Giustissimo, ineccepibile.
Il porto d’armi «per uso sportivo», tecnicamente denominato “Licenza di porto di arma lunga per il tiro a volo” (**) ha una durata di sei anni. Il rinnovo richiede, oltre alla presentazione di foto, versamenti e bolli vari, “la certificazione comprovante l'idoneità psico-fisica, rilasciata dall'Asl di residenza ovvero dagli Uffici medico-legali e dalle strutture sanitarie militari e della Polizia di Stato”: l’idoneità fisica si ottiene con una visita alla Asl (vista, udito, stato generale), mentre l’idoneità psicologica è certificata da un certificato del proprio medico curante.
Un mio conoscente, chiamiamolo Giovanni, è in possesso di un paio di pistole, per le quali è dotato di regolare porto d’armi «per uso sportivo»: l’anno scorso, presentatosi in Questura per il regolare rinnovo, Giovanni si è sentito chiedere “A suo figlio è stata recentemente ritirata la patente per guida in stato d’ebbrezza, vero?”. Innegabile, il figlio di Giovanni, qualche mese prima, era stato “beccato”, durante un normale controllo del sabato sera, col tasso alcolico oltre il limite consentito, nulla di eccezionale, ma tanto basta.
Per poter rinnovare il porto d’armi, a Giovanni è stata richiesta l’installazione, nella propria residenza, di un armadio blindato, dotato di combinazione: costo totale 400€. Una visita delle Forze dell’Ordine ha poi verificato che l’armadio blindato fosse stato effettivamente installato, e che, al di fuori di Giovanni stesso, nessuno ne conoscesse la combinazione: evidentemente il figlio, in preda ai fumi dell’alcool, avrebbe potuto impossessarsi delle armi e farne chissà che…
Intendiamoci, sia per la guida in stato di ebbrezza, sia per il possesso di armi, le precauzioni non sono mai eccessive, ma il paragone tra i due eventi sembra francamente incredibile, quasi grottesco: una leggera discrasia, leggera, per carità, sembrerebbe esserci… come uccidere una zanzara e lasciar libero un pitbull con la rabbia.
(Ivo Ruello - Disegno di Guido Rosato)
(*) http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=173274&sez=HOME_INITALIA&ssez=CRONACANERA
(**)  http://www.poliziadistato.it/articolo/view/316/

OLI 325: IMMIGRAZIONE - Modificate la legge più censurata dalla Corte Costituzionale

La Corte Costituzionale con la sentenza n. 329, del 12 dicembre 2011, ha dichiarato l’illegittimità costituzionale della legge 388/2000 (legge finanziaria 2001), nella parte in cui chiede il possesso della carta di soggiorno per la concessione ai minori immigrati legalmente soggiornanti nel territorio dello Stato, della "indennità di frequenza" per i minori invalidi. Si tratta di una indennità concessa ai mutilati e invalidi civili minori di 18 anni "per il ricorso continuo o anche periodico a trattamenti riabilitativi o terapeutici a seguito della loro minorazione". Tale norma, secondo la suprema Corte, priva il minore immigrato disabile, anche regolarmente soggiornante, di diritti fondamentali (all'istruzione, alla salute e al lavoro) in violazione della Costituzione italiana e della Convenzione Europea dei Diritti dell'Uomo.
La legge 388/2000, del centro sinistra, è a questo punto, forse, il provvedimento normativo più censurato dalla Corte Costituzionale (un altro provvedimento che compete per avere questo titolo è il pacchetto sicurezza del centro destra). Numerose sono infatti le sentenze che hanno dichiarato l’illegittimità costituzionale di questa legge nelle parti che richiedono il requisito della carta di soggiorno per l’accesso degli immigrati regolari alle provvidenze ed alle prestazioni, anche economiche, di assistenza sociale (esempio: assegno sociale, assegno di invalidità).
La Carta di soggiorno è rilasciata a chi possiede un determinato livello di reddito, e soggiorna regolarmente da almeno cinque anni. E’ stata istituita per semplificare il soggiorno di chi vive in Italia da lunghi anni e la suprema Corte ha più volte sentenziato che non deve essere usata per escludere gli immigrati dal diritto alle misure di assistenza sociale. Modificando le parti censurate della legge 388/2000 (comma 19 art.80), non solo si ristabilisce lo stato di diritto e si aiuta l’integrazione, ma si alleggeriscono i nostri tribunali, e la stessa Corte, di una grande mole di lavoro.
(Saleh Zaghloul - Disegno di Guido Rosato)

OLI 325: ELEZIONI - Attenti a quei due (e non solo)

- Una vergogna - sbottava sdegnato il costruttore Viziano per l’assenza delle istituzioni al concerto del Carlo Felice pro alluvionati il 10 dicembre, evento organizzato dal Conservatorio Paganini.
Avrebbe dovuto essere contento, invece, per la presenza dei candidati a sindaco Musso e Pinotti, due i cui posti lasciati liberi darebbero sollievo in Parlamento: il primo infatti già troppo ha svolazzato, irritando il Pdl nostrano. Alla seconda il partito sussurra "fatti più in là" per piazzare Stefano Fassina, portavoce economico del Pd, senza schiodare nemmeno "Melandri Giovanna", eletta in Liguria, che spicca come missing nella solidarietà per le alluvioni.
Intanto si ha notizia intrigante di un blog appena avviato, pare da un misterioso candidato/candidata sindaco e in cui si stanno raccogliendo le idee dei cittadini http://antennaprimaria.wordpress.com, accessibile per ora a circuito chiuso, in attesa di fine corsa alle primarie.
Invece i due presenzialisti in solitaria cercano consensi dentro e fuori i partiti, non lesinano commenti sui media, attivi alla noia, impallinando spesso la Marta, che cinguetta come loro su Twitter.
Appoggi in giro ne cercano e ne trovano, vedi Musso e Viziano in tandem sul Piano urbanistico che non s’aveva da approvare. E dire che fra parcheggi e palazzi il costruttore ha costruito il possibile e ancora è in lista per lavori qua e là, che ingrato. Si spiega persino l’inusuale intervento del senatore in Comune con un emendamento uscito dal cilindro per l’ex ospedale di Quarto "Un polo musicale per Genova, una casa della musica per una città che ha dato i natali al più grande violinista italiano, un centro congressi, un punto d’eccellenza turistico-alberghiero".
Vago e curioso il progetto. A voler essere maliziosi la rivoluzionaria proposta potrebbe spiegarsi così: il presidente del Conservatorio Paganini è il costruttore Viziano, che magari aspira ad essere presidente della casa della musica per Genova (e a concorrerne alla costruzione).
Alla conferenza stampa di Musso sul Puc alcuni ex di Pericu, Assedil e immancabile Viziano per Confedilizia: che desolazione, come se altro costruire portasse lavoro vero.
L’ex ospedale di Quarto, valutato 35 milioni di euro è il pezzo più pregiato del patrimonio da vendere per ripianare il deficit della Sanità regionale, ma la fascinosa assessora all’urbanistica Idv ne ha stoppato di fatto la rivalutazione (sul mercato), non presentando la legge che dà alla Regione la diretta competenza sulle destinazioni di siti e immobili, al posto dei comuni, provocando una crisi fra presidente Regione e Idv: con la scusa dei costi della politica e del bilancio si celano lotte di potere o amici del cuore che vorrebbero comprare in saldo? Il mattone non ha colore certo.
Dunque con questi chiari (foschi) di luna Genova andrà a destra o a sinistra? Di sicuro alla deriva già c’è, e grande, lo sconcerto fra gli elettori.
Strania vedere che nella tenzone delle Primarie, diano fuoco alle poveri pure grandi “saggi”, come l’ex sindaco Giuseppe Pericu e Stefano Zara, l’ex contendente di Marta Vincenzi; almeno da loro ci si sarebbe aspettata piena consapevolezza che da questa corsa alla poltrona ormai fuori controllo ci sta rimettendo soltanto la città.
Di altri candidati racconteremo nella prossima puntata.
(Bianca Vergati)

OLI 325: RELIGIONE - Crozza and company tra i dannati di Dante

Con tutta questa pubblicità che ci indirizza verso una vita di solletico consumistico e leggerezza, non siamo più abituati ad ascoltare le pesanti parole della Chiesa quando, in un clima da cinquecentesca inquisizione romana, decreta la dannazione eterna per qualcuno. Menomale che oggi i tribunali sono affidati ad un codice derivato dalla Rivoluzione francese, perché altrimenti per Crozza, il comico che ha inserito l'attuale Papa nel suo spettacolo su La7, sarebbero guai seri, se non addirittura il rogo.
La storia parte dal solito sito Pontifex, dove in due "puntate" successive il povero Crozza viene additato ad esempio di persona posseduta dal diavolo, per aver preso in giro il pontefice in più occasioni.
"Quando sarà vecchio e prima di salutare questa vita o sarà ammalato, si ricorderà che un giorno aveva insultato il Papa", queste le parole di Mons. Bertoldo, Vescovo di Foligno. Possibile solo augurare a Crozza di passare a miglior vita per colpa dell'alzheimer, così che la sua storia giovanile possa essere stata opportunamente dimenticata.
Al commento di mons. Bertoldo si aggiunge anche lo stesso giornalista Bruno Volpe, che rincara la dose "Di Crozza, ormai preda di impulsi satanici (perché come previsto dal Rituale Romano di Esorcismo, manifesta palese e prolungata avversione al Sacro), non ne possiamo più. Bisogna fermarlo con tutti i mezzi legali a nostra disposizione".
Anche Fiorello non è immune: s'immagina il buon Mike Bongiorno che lo guarda un po' contrariato dalla sua nuvoletta, reo d'aver offeso la cristianità pronunciando la parola "preservativo" in televisione. Ce n'è anche per la cacca della canzone di Benigni, come se la stessa non facesse parte della creazione: che sia stata appaltata all'inferno in un momento di stanchezza divina?
Sullo stesso sito seguono, in coda agli articoli citati, una serie di altri interventi più o meno allineati con la logica che tutto ciò che non pensa "uno e trino" deve essere inevitabilmente sbagliato. Invece, scorrendo e cercando, non si trova alcunché sulle famiglie di rom che hanno perso la casa a Torino e per l'assassinio dei ragazzi senegalesi a Firenze: certezza della loro beatitudine o menefreghismo ecclesiastico?
Forse menefreghsimo, perché proseguendo nella lista, con una logica economica che rasenta l'idiozia senile viene chiesto ai cittadini di non comprare nei negozi dei cinesi e dagli extracomunitari, specialmente se neri, perché sfruttano il lavoro dei loro operai (mentre le raffinate scarpe rosse papali, di alto artigianato, sono Made in Italy, mica storie)! Che sia Pontiféss, e non Pontifex il vero nome del sito?
Per chi volesse divertirsi un altro po', basta cercare per non restare delusi, risate garantite. Solo per dirne una, nella denuncia contro Fiorello e Jovanotti, leggiamo un outing in calce all'articolo: "in querela Jovanotti è indicato come Giovanotti (non funzionava la J sulla tastiera della macchina da scrivere, noi siamo antichi e medievali, abbiamo il computer a carbonella)".
Meno allegra la posizione di questa "banda di matti" sull'omosessualità: "In Nigeria, Paese che viene definito arretrato, la legge ha stabilito che le unioni gay sono sanzionate con 14 anni di prigione. Una decisione saggia, perché in quel Continente la promiscuità sessuale uccide e le relazioni gay anche". C'è proprio tanto bisogno di un papa nero!

 Lo sketch incriminato di Crozza
(Stefano De Pietro)

OLI 325: NATALE - Il grande freddo

Ho due amiche molto care, circa la stessa età, trenta anni l’una, trentatrè l’altra.
Tutte e due laureate, anche se in campi diversi, e con successiva formazione di masters e dottorati.
Una vive ad Atene, l’altra a Genova.

Vite lontane, ma unite da un’esperienza comune: quest’anno non hanno mai acceso il riscaldamento. Non hanno i soldi per pagarselo, ma per fortuna (diciamo così) sia l’una che l’altra hanno il riscaldamento autonomo e possono “scegliere”.
In questi stessi giorni mi arriva, sempre da Atene, la brossure di un convegno che si è tenuto nell’ambito della manifestazione “Money Show”. L’argomento sono i metodi costruttivi che permettono il risparmio energetico. Nel testo leggo questa osservazione: “Nelle nostre moderne comunità i poveri non soffrono la fame, ma hanno freddo”. Il costo dell’energia per riscaldarsi “come lo hanno calcolato finora” è andato infatti oltre le loro possibilità economiche.
Mio padre mi parlava dei “geloni” (http://en.wikipedia.org/wiki/Chilblains ), esperienza comune dei ragazzi poveri nei primi anni del secolo scorso. Niente riscaldamento nelle scuole, pochissimo nelle case.
Ma quando un amico greco mi dice che “dovremo di nuovo imparare a vivere poveramente come i nostri nonni”, forse non dovrà mettere in conto i geloni.
Il riscaldamento globale ci protegge.
(Paola Pierantoni - foto dell'autrice)

OLI 325: RACCONTO DI NATALE - La prova

Genova, anno 2040

L'ambulanza aziendale del secondo turno arrivò puntuale come sempre. Infermieri e badanti si avvicinarono all'area di sosta dove l'autista, con professionale esperienza, aveva appena completato la manovra di parcheggio. Uno sbuffo d'aria accompagnò l'apertura del portellone centrale ed il personale paramedico, ordinatamente, salì sul mezzo ormai fermo.
“Come sta oggi, ingegner Ferretti?”, disse un'infermiera tastando il polso di un vecchio incartapecorito e scheletrico.
“Meglio grazie”.
“Ieri ci ha fatto proprio spaventare lo sa?”
Un giovanissimo in camice bianco aiutò un'attempata signora a mettersi in piedi.
“Le mie povere ossa!”
“Coraggio signora; con calma e ce la facciamo”.
“Ce la dobbiamo fare. Mi mancano ancora tre anni”.
In fondo all'ambulanza un altro infermiere misurava la pressione di un anziano obeso costretto su una sedia a rotelle.
“90/140. E' sempre alta dottor Venturi. Sta facendo la cura?”
“Sì, certo”.
“Ma mangia anche un po' meno?”
Terminati i controlli di rito, gli impiegati claudicanti, una decina in tutto, si avviarono verso i cancelli dell'azienda controllati a vista dal personale addetto. Giunti nei pressi della timbratrice, già tutti pronti con il badge in mano, il gruppo si arrestò e si fece silenzio. Un uomo di mezza età, alto, ben vestito, con occhi piccoli e neri, stava entrando da un ingresso secondario. Aveva un braccio appeso al collo ed un vistoso cerotto sulla fronte, postumi evidenti di un incidente piuttosto grave che tuttavia non gli valsero alcuna compassione.
“E' lui!”, si sentì mormorare da più parti.
“Quel maledetto!”, aggiunsero voci più aspre ed indignate.
Il mormorio, diventò un vociare diffuso e quindi si trasformò in aperta contestazione.
“Bastardo! Assassino! Merda!”
Intervennero subito alcuni uomini della sicurezza che spinsero l'uomo verso un ascensore dove si dileguò. Non era previsto che venisse in contatto con i dipendenti; non era previsto ma era accaduto. Qualcosa non aveva funzionato nei meccanismi di controllo. Ormai, però, era troppo tardi per rimediare.
Giunto al primo dei tre piani geriatrici, il dottor Venturi, liberatosi dall'assedio degli infermieri, diede fondo alle sue modeste energie ed attraversò tutto corridoio urlando dalla sua sedia a rotelle.
“E' qui! L'ispettore è qui!”
>>> >>>>>>>>>>>>>>    (leggi il racconto completo)
(Nino Miano)

OLI 325: NATALE - Auguri (nel tempo che passa)

Ci muoviamo con il fiato sospeso.
Conserviamo un filo di voce.
Le parole spesso si perdono nell'aria.
Ma mantengono anima e coraggio
per affrontare l'orco più feroce.

Non è ancora discesa la neve,
ebbra di candore e di calda pace.
Le foglie marciscono sui sentieri.
Fecondano la terra alle rinascite.
E segnano i nostri passi nel buio,
con il suono allegro del loro disfarsi.

Chi può si aggrappa all'albero di Natale.
Chi non può al rosso e all'oro dei ricordi.
Un bambino tornerà, è sempre la prima volta,
a proporci l'uguaglianza della nudità.
Tre re giungeranno a cavallo di una cometa,
portando la magia dei doni, vestiti di umiltà.

Poi le ore piccole faranno spazio alla luce.
Il fresco profumo delle fresie sfiderà i sensi.
E più in là, con il sole alto, il papavero
illuminerà di rosso prati e colline.
Per il piacere degli occhi. Per svegliarci al mondo.
(Angelo Guarnieri)

OLI 325: PAROLE DEGLI OCCHI - Il Natale dei piccoli pasticceri viennesi

Foto di Ivo Ruello ©

OLI 325: LETTERE - Genere e globalizzazione in due DVD

Cara Oli,

Vi scrivo perché avevate seguito con attenzione (Oli 307, Oli 307, Oli 308, Oli 314) l’evento “Punto G 2011 - Genere Genova Globalizzazione” che il 25 e il 26 giugno 2011 aveva aperto a Genova il decennale del G8.
Ora è stata pubblicata a cura di Marea tutta la documentazione delle due giornate di dibattito: due Dvd che contengono immagini, interviste, registrazioni, materiali audio, video, documenti che restituiscono l’elaborazione femminista italiana e internazionale sull’impatto della globalizzazione nella vita delle donne. Chi è interessato a vedere un’anteprima dei Dvd e a sapere come prenotarli può andare sul sito di Marea. Vi ringrazio per l’attenzione.
(Monica Lanfranco)

martedì 13 dicembre 2011

OLI 324 - SOMMARIO

VERSANTE LIGURE - MENO PEGGIO CHE MARIO C’È (Enzo Costa e Aglaja)
RAZZISMO - La Stampa e le lacrime di coccodrillo (Stefano De Pietro)
SOCIETA' - Pino Petruzzelli, Elogio agli zingari (da Ted)
IMMIGRAZIONE - Il decreto Salva-Italia interviene positivamente sui permessi di soggiorno (Saleh Zaghloul)
LIMERICK* – Quel Tecnico Presidente del Consiglio (Guido Rosato)
MANOVRA - Tempi di sacrifici in Regione (Bianca Vergati)
TRASPORTI – Visitiamo l’Europa, facciamoci del male (Paola Pierantoni)
ELEZIONI - Futuro sindaco, botta senza risposta (Bianca Vergati)
GRECIA - Origini di una crisi secondo Petros Markaris (Ivo Ruello)
PAROLE DEGLI OCCHI – Crozz’al verde (a cura di Giorgio Bergami)
LETTERE - Roberta De Monticelli, Don Verzè e la servitù volontaria (Daniela Patrucco)

OLI 324: VERSANTE LIGURE - MENO PEGGIO CHE MARIO C’È

La manovra è molto dura
(ma è svanita la Gelmini!)
l’equità poca e insicura
(via Rotondi, via Frattini!)
non risparmia i pensionati
(fatto fuori anche La Russa!)
sull’altare dei mercati
(e a Brunetta un bel “via pussa!”)
l’evasione non si assale
(fuori Bossi, per ius soli!)
e non c’è patrimoniale
(secession da Calderoli!)
resta la precarietà
(è sparita la Carfagna!)
quando mai scomparirà?
(e via Papi, che cuccagna!).
È parecchio dolorosa,
la manovra, detto in breve
(ma ci han tolto sappiam cosa
e il dolor ci sembra lieve).



Versi di ENZO COSTA
Vignetta di AGLAJA
.

OLI 324: RAZZISMO - La Stampa e le lacrime di coccodrillo

E' notizia di cronaca l'assalto al campo nomadi di Torino, dopo la finta aggressione ad una ragazza che ha inizialmente accusato due stranieri di uno stupro mai avvenuto nella realtà. Su La Stampa di Torino parte immediatamente la campagna mediatica razzista, con un articolo di Massimiliano Peggio, "Mette in fuga i due rom che violentano la sorella". Un corteo cittadino di protesta sfocia in un attacco paramilitare ad un accampamento di rom, viene bruciato tutto il poco che possedevano una cinquantina di persone che ci abitavano. Poi la smentita, la ragazzina ritratta la versione, non solo non sono stati due rom ad aggredirla ma addirittura si trattava di un rapporto consenziente. Il giorno dopo La Stampa si affretta a pubblicare le scuse (per i lettori!), richiamando il sentimento di razzismo che non dovrebbe albergare nella mente di persone istruite, ma che c'è (questo il sunto dell'articolo di Guido Tiberga). Come se il razzismo fosse un problema di istruzione, come se l'eugenetica fosse un'invenzione di imbecilli, o lo sterminio d'interi popoli, compresi quelli moderni, fosse orchestrato da acefali analfabeti. Le scuse non sono nemmeno di Peggio, forse per evitare di usare nuovamente quel cognome "sbagliato" associato ad un fatto giornalistico talmente clamoroso, ma che per La Stampa non merita nulla più di due righe. Anzi, le scuse sono indirizzate solo ai lettori, nemmeno ai rom che da tale titolo, incongruente con le più semplici regole della correttezza della stampa, hanno subito un capovolgimento di vita: alcuni sono infatti rientrati nei paesi d'origine, per lo shock e la paura di ulteriori ritorsioni. Sarebbe stata una strage se non fosse stato per la polizia, hanno dichiarato alcuni di loro intervistati. Altro che "Peggio", l'articolo tocca "il fondo": possibile che non si siano resi conto che la mancanza di scuse a chi ha subito le conseguenze della loro leggerezza suona come un ribadire la completa indifferenza della redazione alla sofferenza di quelle persone? Cento punti meno a La Stampa. Ed una promessa: che ci adopereremo con le nostre scarse forze di un blog "di periferia" affinché la direzione de La Stampa paghi i danni ai Rom. Qui l'iniziativa su Facebook.
(Stefano De Pietro)

OLI 324: SOCIETA' - Pino Petruzzelli, Elogio agli zingari

OLI 324: IMMIGRAZIONE - Il decreto Salva-Italia interviene positivamente sui permessi di soggiorno

Il decreto salva-Italia interviene anche sui permessi di soggiorno dei migranti e lo fa positivamente operando la seguente modifica al Testo Unico sull’Immigrazione: “In attesa del rilascio o del rinnovo del permesso di soggiorno (…), il lavoratore straniero può legittimamente soggiornare nel territorio dello Stato e svolgere temporaneamente l'attività lavorativa”. La validità ai fini del soggiorno e del lavoro della ricevuta della domanda di rilascio o rinnovo del permesso di soggiorno diventerebbe così una disposizione legislativa. Si trattava infatti di una buona prassi adottata dal 2001 a Genova (unica città in Italia) e dal 2006 in tutto il territorio nazionale. Nel 2001 la Cgil di Genova aveva contrattato l’emanazione di tre circolari da parte dei Centri per l’Impiego, Asl e Anagrafe con le quali si disponeva la validità della ricevuta della presentazione della domanda di rinnovo del permesso di soggiorno ai fini dell’avviamento al lavoro, dell’assistenza sanitaria e dell’iscrizione anagrafica. Nel 2006 l’allora ministro dell’Interno Giuliano Amato emana la direttiva del 5 agosto che estende questa buona prassi a tutto il territorio nazionale.
Con l’approvazione del decreto salva-Italia questa prassi amministrativa intelligente viene elevata al rango di disposizione di legge risolvendo non pochi problemi interpretativi che provocavano diverse applicazione. E’ significativo che questo provvedimento sia inserito nella manovra economica che intende salvare il nostro paese, i tecnici liberi da puri calcoli elettorali si rendono conto e riconoscono l’importanza del contributo del lavoro dei migranti alla crescita. Consolidando, infatti, la regolarità del soggiorno si combatte il lavoro nero dei migranti favorendo i contratti di lavoro regolari ed assicurando alle casse di stato i relativi contributi Inps, Inail, Irpef e le altre imposte.
Ci sarebbero molti altri provvedimenti di consolidamento della regolarità del soggiorno e di ampliamento dei diritti di cittadinanza che avrebbero effetti moltiplicatori del contributo degli immigrati alla crescita del Paese, rendendolo allo stesso tempo più vivibile e civile. L'auspicio è che questo sia soltanto un primo passo nella giusta direzione.
(Saleh Zaghloul)

OLI 324: LIMERICK* – Quel Tecnico Presidente del Consiglio


(Guido Rosato)

*Sul limerick:

OLI 324: MANOVRA - Tempi di sacrifici in Regione

Dall’alto della sua possanza l’ex preside di liceo ora rappresentante dell’Idv in Regione Liguria, ha tuonato contro gli sprechi prendendosela con i troppi e costosi sei assessori esterni. Come dargli torto se si pensa quanto incassano i suddetti, che manco sono stati eletti e che per un gioco di appoggi politici sono stati chiamati a ricoprire l’incarico: in un valzer di deleghe assessori alla sinistra, al listino, agli indipendenti via via si sono riempite caselle, lasciando a bocca asciutta chi ci ha messo a suo dire, faccia e risorse.
Ecco allora che, richiamandosi ai tagli sui costi della politica, l’ex preside e collega con una lettera a Il Secolo XIX del 6 dicembre, hanno invitato il presidente di Regione a pescare assessori tra gli eletti, ridistribuendo deleghe e diminuendo il numero. - Un bel risparmio -, scrivono - di quasi due milioni di euro -. Da applausi, bravi.
I due si sono dimenticati di evidenziare che i tagli alla regione Liguria proclamati in un battibaleno scatteranno però dalla prossima legislatura, non si può cambiare d’amblè uno statuto: dunque, voglia di assessorato o malumori di maggioranza?
Non tutti sanno che un assessore regionale prende dai 120 ai 130 mila euro “netti” all’anno di stipendio se abita più o meno vicino al capoluogo, (Il Secolo XIX, 4.12.2011) ma quelli esterni, poverelli, non ricevono neppure il vitalizio (e nemmeno subiscono trattenute), mentre un consigliere prende un paio di migliaia di euro in meno al mese e niente benefit per staff e spese varie.
D’altronde all’ex preside,considerato dai colleghi "l’assessore migliore alla cultura che si sarebbe potuto avere", sempre così preoccupato per scuola e istruzione sarà sfuggito che quest’anno riceveranno la borsa di studio soltanto 1756 studenti su 3697 che ne avevano fatto richiesta.
Escluse totalmente le matricole, si garantirà chi ha già iniziato gli studi perché come spiega l’Arssu, Agenzia regionale servizi scolastici, i fondi sono così ridotti che invece di dare poco a tutti si è deciso di dire no a chi comincia ora. I “fortunati” avranno il 50% subito e il resto a giugno, che potrebbe essere ancora decurtato, se come pare il contributo nazionale sarà tagliato di altri 250 mila euro. Gli studenti rimasti fuori con basso reddito accertato avranno agevolazioni su tasse, mensa e alloggi.
Magari non si potrà fare, però ad averlo saputo forse l’ex preside avrebbe potuto proporre di dirottare il bel risparmio degli assessori sulle borse di studio per gli studenti universitari. Ma la notizia è comparsa il 7 dicembre, il giorno dopo la pubblicazione della sua lettera, su Il Secolo XIX di Spezia e Savona: probabilmente non legge le edizioni locali.
(Bianca Vergati)

OLI 324: TRASPORTI – Visitiamo l’Europa, facciamoci del male

In questi mesi passati ci siamo esercitati a farvi invidiare le delizie tramviarie, di superficie o sotterranee, di Copenhagen (Oli 314), Zurigo (Oli 286), Berlino (Oli 282). In tutti i casi efficienza estrema, tempi d’attesa da sogno, ma tariffe (un po’) più care delle nostre.
Ora, tanto per girare il coltello nella piaga, aggiungiamo un altro tassello al nostro giro per i sistemi di trasporto urbano in Europa, presentandovi Vienna, dove non solo tutto viaggia che è una meraviglia, ma può anche essere più economico che a Genova.
Infatti, se la corsa singola costa di più (1.90 €, ma è previsto il biglietto a metà prezzo per brevissimi tragitti), man mano che il periodo di utilizzo si allunga, i costi finiscono per scendere sotto a quelli genovesi: la tessera settimanale costa infatti 14 €, anziché i nostri 16. Tutto gentilmente spiegato anche in italiano.
Cosicché praticamente nessuno usa i biglietti singoli (in quattro giorni mai visto timbrare un biglietto all’ingresso di tram e metropolitana) e tutti vanno e vengono con i loro tesserini di varia durata: tutti viaggiatori “abituali”, in quanto viaggiatori “felici”, dato che aspetteranno una manciata di minuti il mezzo che li porterà in giro per Vienna notte e giorno, dalle 5 del mattino a mezzanotte. Tempo massimo d'attesa dai 3 ai 5 minuti, che si allungano a 7 (!) tra le cinque e le cinque e mezza del mattino e dopo le 21, ed addirittura a 10 (!!) dopo le undici di sera. Nel week end si viaggia tutta la notte, con attesa massima di 15 minuti dall'una alle quattro del mattino.
Naturalmente tutti i mezzi aprono le porte allo stesso livello del marciapiede, per cui entrano ed escono agevolmente carrozzine per bambini e invalidi, e non manca il tocco del politicamente corretto: le immagini che suggeriscono di lasciare il posto a persone con più difficoltà alternano i sessi: in una sequenza è la mamma che tiene in braccio il bambino, in un’altra il babbo; una volta c’è un vecchietto, un’altra una vecchietta. Solo la persona incinta è sempre una donna …
Tutto viene da lontano? Altroché. A Vienna hanno iniziato a costruire la metropolitana nel 1898, l’hanno elettrificata nel 1928, ma poi è stata interamente distrutta durante la guerra.
Così la riapertura della metropolitana moderna è del 1976, a cui è seguito un continuo ampliamento, tutt’ora in corso. Anche la rete tramviaria di superficie è stata distrutta durante la guerra, ma la ricostruzione è partita subito, nel 1950.
Noi questo “lontano” non ce lo abbiamo.
Al suo posto, giunta dopo giunta, ci siamo fabbricati un presente di alti costi, disservizio, progetti di lentissima attuazione (metropolitana), e altri che non riescono ad iniziare (tram), e ora, giunti alla grande crisi, è davvero difficile uscirne, con buona pace di tutti.
(Paola Pierantoni – foto dell’autrice)

OLI 324: ELEZIONI - Futuro sindaco, botta senza risposta

- Niente solisti -, dichiara Roberta Pinotti, spiazzando chi auspicava con il giovane segretario Pd un ricambio generazionale e una ventata di novità. E la bionda senatrice, che ritiene essere lei la novità, promette collegialità, giura di non voler seminar zizzania, di mettersi comunque a disposizione, niente personalismi, lei si è proposta in armonia con il partito. Magari spiando l’effetto alluvione nel caso la Marta riprovi, nel caso che il ragazzino Lorenzo Basso nutra velleità. Soffiare tutti sul tempo prima del via, come un tempo per la Segreteria del partito, per il posto in Parlamento, eppure anche un’atleta dilettante come si definisce, sa dello starter.
Prosegue la sua campagna elettorale nei quartieri di Albaro, Foce e San Martino, platea vecchiotta, pochi giovani dell’apparato, palco psichedelico di un malinconico stabilimento balneare. Lei è lì ad ascoltare i cittadini, che si esercitano in mini comizi, felici d’essere in scena, interrotti ogni tanto da una straniante percussione che s’impadronisce del microfono.
Tema-clou, le manutenzioni, problema comune di difficile risoluzione, sentenzia la Roberta che ricette non ne ha tranne il decentrare al privato, come ha fatto il sindaco di Salerno, da lei consultato.
Bella l’idea delle aiuole targate supermercato, lodi all’intervento in corso Torino ma così gli albarini si sentono discriminati, poveretti, privati di decoro urbano e sicurezza. - Mancano i soldi per le forze dell’ordine - ma la candidata promette meno vigili in ufficio e più disponibilità a cambiare ruolo nell’amministrazione.
E chi ci crede che l’usciere vada a fare il giardiniere?
Rilanciare l’immagine di Genova, Corso Italia sia la promenade, il mare della città, sottolinea la senatrice, perciò gli stabilimenti balneari, che bontà loro presenteranno un progetto con più spiagge libere, sono una grande risorsa, svolgono attività sociale, facendo sue le tesi del presidente dell’associazione, che chiede alla Ue il rinnovo delle concessioni senza bando (sostenuti anche dalla Regione, La Stampa di Savona , 7.12.2011).
E neppure per un attimo alla senatrice sfiora il dubbio che le concessioni siano privilegi e che nessun giovane potrà provare a farne la sua impresa. Ascolta compunta che – in Italia funziona così, che cosa vuole quest’Europa e i suoi cavilli di liberalizzazioni, c’è gente che ha lo stabilimento da 50, 70 anni ... -
E a che canoni! A tutti si chiedono sacrifici, ma ai balneari no, sono a marchio ereditario inalienabile. Si protesta giustamente per i tagli alle risorse, ma zitti e mosca sulle spiagge: così per esempio una società sportiva nei pressi del Gaslini rende al Demanio 400 (quattrocento) euro e per farne parte se ne pagano mille a fondo perduto , più 750 euro di quota annuale con sostanziosi conguagli.
Forse la Pinotti non conosce l’argomento, ma se le si chiede del Puc, confessa che lo deve ancora leggere, per l’ex ospedale di Quarto s’informerà in Regione, sugli Erzelli afferma che il Comune potrebbe fare molto, ma non dice cosa.
Perché stupirsi se poco risponde, in fondo l’aspirante sindaco voleva ascoltare e pazienza se per i cittadini è stato un rendez-vous poco esaustivo. Ci turba che Bersani pare voglia in Parlamento Stefano Fassina (Italia Oggi, 6.12.2011): dovrebbe subentrare alla Pinotti.
(Bianca Vergati)

OLI 324: GRECIA - Origini di una crisi secondo Petros Markaris

Lunedì 12 dicembre nel salone del Minor Consiglio di Palazzo Ducale a Genova, un folto pubblico ha accolto la conferenza dello scrittore greco Petros Markaris, programmata nell’ambito della rassegna “Mediterranea”.
Markaris, nato ad Istanbul, di padre armeno e madre greca, sceneggiatore di diversi film di Theo Anghelopulos, è noto al grande pubblico per il commissario di polizia Kostas Charitos, protagonista dei suoi romanzi pubblicati in Italia da Bompiani.
Markaris, con un discorso appassionato, ha descritto il momento attuale in Grecia, in balia di una crisi economica di cui non si intravedono prospettive di uscita: quali sono le cause che hanno portato il paese in questo stato?
Partendo dalla caduta della dittatura dei colonnelli nell’aprile del 1974, Markaris divide il passato ellenico recente in tre periodi: il primo, dal 1974 al 1981, è stato quello delle grandi riforme; il secondo dal 1981, è stato segnato dall’ingresso della Grecia nell’Unione Europea; il terzo ha origine nell’ottobre 2010, con le dimissioni del governo Karamanlis, ed è contrassegnato dalla attuale crisi economica.
Il presente greco “è un incubo”, dice Markaris. I motivi profondi di questa crisi vengono da lontano e sono riconducibili a diversi fattori:
- da più di trenta anni la scena politica è stata dominata da due famiglie, Papandreou e Karamanlis, e questo ha di fatto bloccato lo sviluppo di una democrazia compiuta;
- manca in Grecia una forte classe borghese, con una propria cultura;
- con l’ingresso nell’Unione Europea, l’arrivo di forti finanziamenti comunitari in un paese senza alcuna base economica produttiva ha portato un fittizio arricchimento, con una perdita parallela dei valori della cultura popolare;
- la presenza di forte evasione fiscale e di corruzione ormai diffuse a tutti i livelli;
- un punto di svolta infine è costituito dalle Olimpiadi di Atene del 2004, dove i costi, lievitati in corso d’opera a livelli esorbitanti, hanno portato ad un forte indebitamento pubblico con banche straniere.
Siamo tutti responsabili di quel che è avvenuto, dice Markaris, e ora il rischio è che la gente si metta ad aspettare un “salvatore”.
Markaris si è detto diviso tra un senso di scoramento che può giungere alle lacrime, e una rabbia tale da voler sfasciare tutto. Quale può essere una via di uscita? Lo scrittore auspica una rinascita culturale, che trovi le proprie radici da un lato nella classe intellettuale, formata da scrittori, poeti e giornalisti, dall’altro nella parte migliore della classe politica, individuabile oggi solo nelle minoranze “pensanti” all’interno dei due grandi partiti greci di massa, Pasok e Nea Demokratia. Ma, aggiunge, non tocca solo alla Grecia: è tutta l’Europa che deve ritrovare una cultura e una prospettiva che vada oltre i “numeri” del Pil, dello Spread, degli indici di borsa.
Lui, da scrittore, ha deciso di utilizzare i suoi prossimi romanzi come mezzo per aprire una discussione sulla crisi greca, sui suoi drammi, sulle sue cause: il primo è già stato pubblicato in Italia col titolo “Prestiti scaduti”, Ed. Bompiani.
(Ivo Ruello - foto dell'autore)

OLI 324: PAROLE DEGLI OCCHI – Crozz’al verde


Foto di Giorgio Bergami ©

Italialand Nuove attrazioni su La7, 9 dicembre 2011: Lo sfottò di Maurizio Crozza a Umberto Bossi e ai suoi. La Lega Nord non è più al governo, ma continua ad esserci. Meglio non abbassare la guardia.

Tutto lo sketch:

OLI 324: LETTERE - Roberta De Monticelli, Don Verzè e la servitù volontaria

Nel suo articolo straordinario, a proposito dello scandalo del San Raffaele e del suo padre-padrone Don Verzè, Francesco Merlo ha "giustificato" le personalità eccellenti cadute nella sua rete: "... del resto don Verzé non ha sedotto solo il cardinale Martini e tutta la credula Milano cattolica. Come ogni rispettabile padrino aveva bisogno della copertura laica e dunque l’ha ingaggiata. Massimo Cacciari ed Ernesto Galli della Loggia sono due intelligenze di prima grandezza nella cultura italiana, di quelli che braccano e scovano e mettono alla gogna i vizi del paese..."
In risposta e con riferimento al "fiume melmoso del disastro che ha travolto ma non sradicato la direzione dell’ospedale e non ha finora toccato l’Università (la cui amministrazione è comunque separata e autonoma)..", Roberta De Monticelli scrive oggi su Repubblica a proposito del "... tema profondissimo della responsabilità personale di ogni atto e di ogni cosa detta, e la divisa della veglia critica nei confronti delle proprie stesse pulsioni oscure. Allora? Merlo parla di “seduzione”, di cui sarebbero stati vittime molti che hanno creduto e sono “caduti nelle panie”.
Evidentemente prescindendo da nomi e cognomi, la domanda che (si) pone ci riguarda tutti: "non ci sarà una sorta di troppo facile giustificazione, in questa immagine delle panie? È questa la domanda che io credo dobbiamo porre a noi stessi. Questo io chiederei a tutti noi, che di questa meravigliosa giovinezza che è la ricerca vera, e di questa vera religione che è l’indagine nelle profondità dell’umano, abbiamo avuto il privilegio di vivere. A noi, che dal pensiero che scienza e sapienza dell’umano potessero quotidianamente incontrarsi abbiamo ricevuto linfa e nutrimento. E che riconosciamo con dolorosa gratitudine da dove, da chi, ci viene questo pensiero, o almeno la possibilità di metterlo in pratica.
Questo chiederei: quanto ha potuto giocare nella nostra ignoranza del lato oscuro il rinvio ingiustificabile del nostro primo dovere, quello di chiedere e dare ragione, sempre? Di chiedere trasparenza, e di applicarla, sempre? Quanto si applica agli altri, agli amministratori, e quanto anche a noi stessi, il detto che non c’è servitù se non volontaria, o almeno che anche l’opacità delle decisioni ultime, dove è subita, è volontaria? Oggi non c’è altra salvezza per questo bene, la ricerca, l’università, l’eccellenza e la libertà, che nella nostra prontezza a scindere il riconoscimento della paternità di un’idea e della sua forza, dall’acquiescenza all’oscurità dei metodi consortili della “padronanza”.
Scrisse per ben altra occasione Piero Calamandrei che «sotto la morsa del dolore e della vergogna gli indifferenti…(si sono risvegliati) alla ribellione contro la propria cieca e dissennata assenza ». "
Resta altro da dire? Mi inchino alle parole e al loro significato. Che le vergogne, che individualmente e collettivamente abbiamo attraversato e che attraversiamo, ci traghettino "alla ribellione contro la nostra cieca e dissennata assenza".
(Daniela Patrucco)

martedì 6 dicembre 2011

OLI 323 - SOMMARIO

VERSANTE LIGURE - RIABILITIAMOLO (Enzo Costa e Aglaja)
PENSIONI - Chi calcola l'incalcolabile? (Paola Pierantoni)
POLITICA - Liquidazioni ed encomi solenni (Vittorio Flick)
POLITICA - Il governo Monti e il trionfo dell’ambivalenza (Paola Pierantoni)
INFORMAZIONE - La manovra SalvaItalia e il cosiddetto "servizio pubblico" (Ivo Ruello)
INTERNET - Aakash, una parola davvero nuova (Stefano De Pietro)
CULTURA - Ken Russell: un ricordo personale (Ivo Ruello)
PAROLE DEGLI OCCHI – Don Gallo nel frigo rosso (a cura di Giorgio Bergami)
LETTERE - Appuntamento allo Zenzero per il centro anti violenza (Marina Dondero)

OLI 323: VERSANTE LIGURE - RIABILITIAMOLO

Con Lui non siate irati
sareste poco probi!
È vero, ci ha lasciati
in mezzo a cupe nubi
con conti dissestati
miseria, nuove plebi
al vuoto consegnati
di crisi e caos succùbi
di codici privati
(eccetto pin e Abi),
ma avea nobili afflati:
salvar voleva Ruby.


Versi di ENZO COSTA
Vignetta di AGLAJA
.

OLI 323: PENSIONI - Chi calcola l'incalcolabile?

Eravamo sotto di due anni e mezzo rispetto alla media europea dell’età di pensionamento.
Da lunedì la soglia è stata varcata e siamo pienamente entrati nella corrente che trascina sempre più avanti l’età in cui si può lasciare il lavoro, riducendo l’entità dei trattamenti pensionistici. Strada obbligata, si afferma, a causa dell’allungamento della vita e del faticoso ingresso delle persone giovani in un lavoro pienamente retribuito e “contribuito”.
Il governo Monti ha compiuto il salto in modo talmente secco da togliere il fiato. Tanto che lo stesso Alberto Brambilla - presidente del Nucleo di Valutazione della spesa previdenziale del Ministero del Lavoro – intervenendo martedì 6 dicembre alla trasmissione “Tutta la città ne parla” su Radio 3, dopo aver sostenuto che l'aggancio del pensionamento alla cosiddetta “speranza di vita” è necessario, ha affermato che il salto è stato troppo brusco, tale da sconvolgere le prospettive esistenziali di molte persone.
Che si viva più a lungo è un dato di realtà.
La realtà però è fatta anche di aspetti apparentemente incalcolabili, della cui concretezza e importanza ci si accorge dolorosamente solo dopo decenni, quando il danno è irreversibile, o chiede immensi costi di recupero.
Come quando una comunità si trova a dover investire miliardi per il recupero di un’area imbottita di inquinamenti nocivi abbandonata dopo anni di irresponsabile sfruttamento: quale è, calcolandolo dall’inizio alla fine, il bilancio economico complessivo per la collettività?
L’apparentemente “incalcolabile” dell’aumento dell’età del pensionamento è legato alla domanda: ma cosa fanno oggi le persone che in età ancora vitale sia intellettualmente che fisicamente, si trovano libere dall’impegno quotidiano del lavoro retribuito? Se ne stanno a guardare la televisione e i lavori stradali, o fanno qualcosa che ci serve?
Per l’esperienza che ho, grande parte delle persone svolgono un lavoro meno qualificato delle proprie potenzialità e competenze, o comunque un lavoro che utilizza solo una parte molto delimitata e circoscritta della propria creatività.
La liberazione del proprio tempo riapre i giochi, a vantaggio di tutti.
Io vedo donne e uomini in pensione che fanno gratuitamente cose straordinarie, nella cultura, nell’intervento sociale, nell’espressione artistica.
Se le persone lasceranno il lavoro più vecchie, più stanche, più malate tutto questo andrà perduto. Quanto costa questa perdita? Qualcuno lo ha calcolato?
Chissà poi se qualcuno ha calcolato l’altra conseguenza dell’aumento della speranza di vita: l’aumento degli anziani anzianissimi, quelli per i quali la promessa di una vita più lunga è stata largamente mantenuta, ma non quella - su cui si glissa - dell’auto sufficienza e di una salute splendida fino ad un istante, ma proprio un istante, prima di morire. Quanta parte hanno i pensionati - soprattutto le donne - nell'assistenza a queste persone? Se li teniamo al lavoro fintanto che anche loro inizieranno ad avere dei problemi, che si fa?
(Paola Pierantoni - disegno di Guido Rosato)

OLI 323: POLITICA - Liquidazioni ed encomi solenni

Ho speso buona parte della vita lavorativa in aziende del gruppo IRI. Di scandali ne ho visti molti nel periodo 1960 - 2000: in Finsider, in Alfasud, in Finmeccanica (ripetutamente), in Fincantieri, in Ilva. Ai miei tempi, però, quando gli scandali emergevano in sede giudiziaria, oppure superavano un certo limite ritenuto, a torto, accettabile, scattava la “risoluzione per giusta causa”. Difficilmente questa era accompagnata da una “buona uscita”. Per contro, a differenza di quanto avvenuto negli Stati Uniti (Enron), poche sono state le condanne e mai, a mia memoria, azienda a partecipazione statale si è costituita parte civile.
Quindi non mi meraviglio degli episodi di cronaca riportati in questi giorni dai giornali e solo in parte oggetto di indagine giudiziaria. Considero invece uno scandalo nello scandalo sia la liquidazione concordata con l’ex presidente del gruppo (5,5 milioni di euro) che il comunicato del Consiglio di Amministrazione che recita “i più sentiti ringraziamenti per l’altissima professionalità e il proficuo impegno che hanno consentito la crescita e l’affermazione del gruppo sui mercati internazionali…” (per il seguito si rinvia al Fatto Quotidiano del 2 dicembre u.s.). Liquidazione che, aggiunge il giornale, è pari a circa 220 anni di stipendio di un impiegato della Finmeccanica.

Anche se ormai pensionato da tempo, formulo alcune riflessioni:
1) L’andamento dei titoli Finmeccanica evidenzia oggi, primo dicembre, una perdita del 61,72 % rispetto al 1 gennaio 2011.
2) La “promotion internazionale” non è stata affidata ad “area manager”, tecnicamente competenti e cresciuti in azienda, ma a faccendieri, a uomini delle pubbliche relazioni e, sempre a detta dei giornali, ad una cosi detta “ambasciatrice” sud americana proveniente da altra attività non meglio chiarita.
3) Nessuno ha mai esternato il pesante condizionamento esercitato dai politici, non circoscritto al solo “nepotismo” e “familismo” (vedere ultimo numero di Panorama) ma esteso alla concessione di appalti, ai finanziamenti ai partiti, alle carriere manageriali interne.
4) L’assenza di ogni verifica – controllo da parte dei consiglieri di amministrazione (profumatamente pagati); in particolare di quelli del Ministero del Tesoro (azionista di maggioranza relativa), dei sindaci e degli enti preposti.
5) Il taglio mediatico alla questione Finmeccanica che porta ad individuare ogni responsabilità nei coniugi Guarguaglini e nel responsabile delle p.r.

Quanto sopra unicamente per concludere, amaramente, che le conseguenze ricadranno, come sempre, sui contribuenti e, in particolare, sui lavoratori del gruppo, mentre chi è causa del disastro potrà godersi in pace la “buona uscita”. Le “buone uscite” dei c.d. manager sono infatti lievitate a livelli stratosferici, le loro retribuzioni, sia nel “pubblico” che nel “privato”, sono cresciute esponenzialmente e in modo inversamente proporzionale al potere di acquisto di pensionati e forza lavoro. Continuano ad essere richiesti, sin dagli anni ottanta, in nome di “patriottismo per una salvezza nazionale” sempre sventolata e mai raggiunta, pesanti sacrifici, cui operai, impiegati e pensionati si sono abituati, ma che hanno raggiunto e stanno superando i limiti di sopportabilità, mentre i loro figli non hanno sbocchi occupazionali significativi.
Genova, infine, dopo le pesanti ristrutturazioni degli anni ottanta, della svendita dell’ILVA e in presenza della incombente minaccia rappresentata dalla Cantieristica, si deve preparare a ulteriori ridimensionamenti e “spezzatini” per consentire lo sviluppo di un gruppo che si sta orientando verso aeronautica e difesa, cedendo (o svendendo?) gli altri settori di attività (vedi Repubblica del 2/12/2011 – articolo di Giovanni Pons).
(Vittorio Flick)

OLI 323: POLITICA - Il governo Monti e il trionfo dell’ambivalenza

Rispetto alle misure del governo, molti cittadini sperimentano emotivamente il trionfo dell’ambivalenza.
Il colpo subito dalla consueta platea a basso reddito è durissimo, e dato che, realisticamente, non ci si può fare nulla, la reazione adeguata sarebbe la rabbia. Che però, a tradimento, viene stemperata dal sollievo di non avere più davanti il lestofante irresponsabile, autoriferito ed indecente a cui eravamo abituati, sostenuto da una pletora di ridicoli ministri a libro paga. Di fronte a noi invece c'è un signore colto e competente, che si rivolge agli interlocutori con educazione, che sa parlare in italiano, che risponde alle domande dei giornalisti senza insultarli. Circondato da ministri che sanno di cosa parlano, tra cui una donna che con il suo pianto ci fa capire che si rende conto della portata di quel che sta facendo, e che la cosa non le è indifferente. Tutto è serio, dignitoso, responsabile. Non più un governo esclusivamente funzionale agli interessi economici e giudiziari di un insopportabile riccastro, ma un governo che si propone una politica nazionale ed europea.
Vista ed interpretata da destra. Facendo cassa a spese anche di chi ha redditi appena superiori a quello della povertà, forzando le resistenze del Pd, e il dissenso dei sindacati, molto più dei veti del Pdl.
La prossimità al cosiddetto baratro taglia le gambe a chi è felice di essere uscito dall’incubo berlusconiano, ma dissente da un governo che non vuole e/o non può contrastare potenti interessi: quelli dei ricchi, quelli della chiesa, quelli della casta militare.
Incerti i tempi e i modi in cui potrà nascere una nuova giustizia sociale, fondata su una nuova idea dell’economia, anche perché al punto di non ritorno ci siamo arrivati con la vasta corresponsabilità dei milioni di concittadini che hanno portato per tre volte Berlusconi al governo, ammirandone e invidiandone il modello, e di una opposizione che, in anni ed anni, non ha saputo proporre una prospettiva diversa.
(Paola Pierantoni - disegno di Guido Rosato)

OLI 323:INFORMAZIONE - La manovra SalvaItalia e il cosiddetto "servizio pubblico"


4 dicembre 2011, ore 20, è iniziato da pochi minuti il telegiornale di La7, Enrico Mentana si interrompe per trasmettere, in diretta televisiva, la conferenza stampa del Presidente del Consiglio Mario Monti, che illustra, assieme ai ministri coinvolti, la manovra “SalvaItalia” appena approvata dal Consiglio dei Ministri domenicale: manovra dura, “lacrime e sangue” per usare un luogo comune. All’esposizione della manovra seguono le domande dei giornalisti, in un clima freddo, tecnico, da grandi occasioni: La7 interrompe la diretta solo verso la fine. Nel frattempo, sulle reti del servizio cosiddetto “pubblico”, non si trova traccia di diretta, per un evento che sembra decidere del futuro dell’Italia, dell’euro, e forse, dicono, dell’economia del mondo intero.
La lacuna informativa è passata inosservata, in modo quasi sospetto, alla quasi totalità del mondo della carta stampata, con la sola eccezione de il Fatto Quotidiano (*), dove Beppe Giulietti ci informa che le uniche dirette sono state, oltre a LA7, Sky e Rainews.
Possibile che l’unico "servizio pubblico" rimasto sia il programma di Michele Santoro?
(Ivo Ruello - disegno di Guido Rosato)
(*) http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/12/05/conflitto-interessi-risiamo/175315/

OLI 323: INTERNET - Aakash, una parola davvero nuova

Mentre i giornali raccontano delle guerre commerciali tra i classici fabbricanti dei tablet, in India appare un nuovo oggetto che potrebbe rivoluzionare il mondo, si chiama Aakash (*), è un computer tablet dal costo di produzione di poche decine di dollari, che sarà venduto a meno di 100 euro nel mercato mondiale.
Il progetto, fortemente voluto dal governo indiano per fornire la possibilità di accedere alla rete a tutti gli studenti, era stato già precedentememte annunciato e qualcuno aveva sollevato il sopracciglio di fronte alla corsa appena iniziata dai tecnici indiani. Invece, puntuali come un treno inglese, ecco il "device" che potrebbe scuotere il mondo dell'informatica, costringendo i concorrenti ad abbattere clamorosamente i prezzi. Su Ebay per ora si trovano solo le custodie (**).
Certamente non si tratta della "Ferrari" dei tablet, ma per un accesso alla posta e alle pagine web è sufficiente.
Mentre in Italia continua la diatriba sui libri di testo, costosissimi, anche dopo l'ultimo decretone del governo B. che ha limitato la possibilità di sconti in editoria, all'estero si lavora sodo e si ottengono risultati. Un ulteriore messaggio di quanto sia indispendabile sostituire i governanti dai capelli bianchi con giovani svegli e pronti ad un cambiamento, che avvenga senza curarsi troppo delle corporazioni e delle sinergie negative tra istituzioni e poteri privati che caratterizzano la nostra economia.
(*) http://informatica.liquida.it/focus/2011/10/06/aakash-la-tavoletta-anti-ipad-made-in-india-che-costa-26-euro/
(**) http://www.ebay.com/itm/AAKASH-UBISLATE-ANDROID-2-2-7-TABLET-PC-SLEEVE-CASE-1-EBAY-/150675319792?pt=US_Tablet_Accessories&hash=item2314f2ebf0#ht_4659wt_955
(Stefano De Pietro)

OLI 323: CULTURA - Ken Russell: un ricordo personale

“Correva l’anno 1987”, si usa dire, molti anni sono trascorsi, eppure la memoria in me è ancora vivida. Nel Teatro Margherita di allora, i cui spazi sono ora utilizzati dal supermercato Coin, si rappresentava Mefistofele, di Arrigo Boito, sotto la regia di Ken Russell (*): le scelte di Russell avevano creato un clima burrascoso già nei giorni precedenti (**), per scatenarsi poi, la sera della prima, in una forte contestazione, senz'altro attesa e, forse, programmata, visto che alcuni si presentarono in teatro muniti di fischietti da vigile urbano (***).
Durante la replica a cui assistetti, la contestazione si scatenò solo alla scena in cui Margherita canta la sua aria, in una cucina moderna, nell’atto di stirare panni, davanti ad un frigorifero contenente la testa della madre. Scelte provocatorie, dissacranti, certo, ma anche divertenti, almeno a giudizio di un melomane “dilettante”, quale lo scrivente si ritiene: il gusto della provocazione cercata, della contestazione che evidentemente risultava in qualche modo gradita anche a Ken Russell.
A quella replica cui assistetti, il regista sedeva in galleria, qualche fila davanti a noi: ai fischi ed agli applausi che si contendevano la scena, rispose alzandosi in piedi, voltandosi verso il pubblico, ringraziando tutto il pubblico, contestatori e non, vestito con un’incredibile giacca a grandi scacchi rossi, quale solo un’inglese, per quanto eccentrico, si può permettere. Indimenticabile.
Al di là di giudizi estetici, a livello di reazione puramente emotiva, è per me un piacere ricordare quella sera, un salutare schiaffo al tradizionalismo imperante nei teatri d’opera.
(Ivo Ruello)
(*) http://www.teatrodel900.it/index.php?option=com_content&task=view&id=449&Itemid=360
(**) http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1987/01/24/il-vecchio-faust-diventato-hippy.html
(***) http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1987/01/25/evviva-mefistofele-abbasso-ken-russell.html

OLI 323: PAROLE DEGLI OCCHI – Don Gallo nel frigo rosso

Foto di Giorgio Bergami ©

G’Day su La7, primo dicembre 2011: stavolta in diretta nel rosso frigorifero di Geppi Cucciari c’è don Andrea Gallo.

Tutta la puntata:

OLI 323: LETTERE - Appuntamento allo Zenzero per il centro anti violenza

Su OLI 275 un anno fa lanciai l’allarme sul futuro del Centro antiviolenza di via Mascherona e sui Centri d’ascolto presenti nel territorio provinciale.
L’allarme è diventato realtà e, al momento, gli impegni previsti a bilancio non sono sufficienti a garantire per tutto il 2012 la loro esistenza. Mancano circa 50.000 euro e le prospettive future, compreso lo smantellamento delle Province, sono decisamente nere.
Il Centro di via Mascherona in questi anni ha funzionato bene consolidando la rete con i servizi presenti sul territorio, garantendo le donne nel percorso di fuoriuscita dalla violenza .
La maggior parte delle donne seguite ha contattato il Centro direttamente, altre hanno chiamato il numero nazionale 1522 di cui il Centro è riferimento territoriale, vi sono poi le segnalazioni degli ospedali e pronto soccorso, delle forze dell’ordine e degli ambiti territoriali sociali.
Al Centro risponde una operatrice esperta che ascolta le motivazioni della donna e a seconda dei problemi la indirizza ai servizi opportuni.
Il passo successivo può essere la proposta di un appuntamento per approfondire la situazione con la donna e valutare assieme il da farsi. Non sempre chi ha trovato il coraggio di telefonare è andata all’appuntamento, a conferma di quanto sia difficile riconoscere la propria condizione di violenza e avere la forza per uscirne. Ciononostante da gennaio 2009 ad oggi le donne prese in carico dal Centro sono oltre 400. Un dato importante che sappiamo essere però solo la punta di un fenomeno che rimane nella quasi totalità sommerso. I dati raccolti dal Centro evidenziano l’attivazione prevalente della consulenza legale e psicologica come pure il prevalere di violenze fisiche e psicologiche che nella maggior parte dei casi si sommano a quella economica. L’autore della violenza è in maggioranza il partner o ex partner (coniuge, convivente , fidanzato) o comunque una persona conosciuta a conferma di una dato ormai noto a livello mondiale.
Le donne sono in maggioranza e con una età media di 41 anni e nel 50% dei casi hanno figli minori che assistono o subiscono direttamente la violenza e ciò costituisce in molti casi il motivo scatenante per decidersi a chiedere aiuto. Le donne straniere appartengono pur con numeri diversi ad oltre 18 nazionalità. I maltrattanti sono in maggioranza italiani anche nel caso di donne straniere e i dati confermano la trasversalità del fenomeno della violenza sia per quanto riguarda le etnie che la condizione sociale.
La pesante crisi economica che stiamo vivendo rischia di mettere nuovamente in secondo piano i finanziamenti contro la violenza, considerandoli marginali rispetto alla macelleria sociale in atto. Per questo, pur continuando a ribadire che le istituzioni se ne devono far carico a tutti i livelli, la Rete provinciale antiviolenza ha lanciato una raccolta fondi: non è facile, ma ci proviamo.
Tra gli artisti che ci sostengono con iniziative c’è il Coro Daneo che terrà un concerto a favore del Centro sabato 10 dicembre alle 17.30 presso il circolo ARCI Zenzero di via Torti 35. A seguire una cena solidale a 23 euro con prenotazione entro il 7 dicembre chiamando Paola 0105499470 oppure Rita 3204359045.
Vi aspettiamo, NON CHIUDETE QUELLA PORTA!
(Marina Dondero - Assessora della Provincia di Genova)