Se non lo vedi, non ci credi. Si parla del comportamento di alcuni media locali che alimentano il discredito, usando fonti talvolta inattendibili e tecniche giornalistiche da copertina patinata scandalistica. Pagine dedicate al Movimento 5 Stelle, mascherate da “notizioni” su Beppe Grillo ed eletti del Movimento. Persino Marco Doria sente il bisogno di chiamarsi fuori da questa gazzarra redazionale pubblicando sulla sua pagina di Facebook un chiarimento riguardo una frase da lui mai pronunciata su Putti (“Chiedo voti ai genovesi, non al comico”).
Dopo le elezioni, sembra che alcune redazioni siano letteralmente schizzate nella fantascienza.
Per Grillo si prende in esame un post del suo sito, che invita gli aderenti al Movimento a non partecipare più a show televisivi a sfondo politico, e la cosa viene letta come un “diktat del capo” al quale i grillini obbedienti si adatterebbero immediatamente. Fatto salvo che proprio il giorno dopo proprio Paolo Putti è riapparso in televisione, senza che per questo sia stato non dico espulso, ma nemmeno rimbrottato.
E’ chiaro che il commento di Grillo andrebbe letto da un altro punto di vista, quello di come funziona il Movimento, mentre la testata, evidentemente abituata a ben altro genere di struttura partitico-redazionale, non riesce a cogliere il messaggio preoccupato di Beppe, che conosce bene il mondo della comunicazione politica e ne sa anticipare i risultati, deludenti.
Possibile che con tutte le cose positive che si potrebbero trovare nei programmi e nelle persone, ogni volta si cerchi di scavare solo in un torbido inesistente, inventandolo rivolgendosi come sorgente d’informazioni a personaggi già ben noti per la propria inaffidabilità su certi argomenti? Il gioco fa parte di quel tipo di notizie alle quali i media in generale ci hanno abituati in anni di bombardamento mediatico, dove gli argomenti sono solo inerenti tribunali, inchieste per corruzione, favoritismi personali, quando non terrorismo istituzionale. E le notizie sarebbero solo queste? Non ci sono pagine disponibili per far parlare le persone e lasciar loro esprimere le proprie idee, i programmi, il dibattito costruttivo?
L'opinione è che durante queste ultime consultazioni elettorali il Movimento 5 Stelle abbia dato uno scossone così forte al sistema istituzionalizzato stampa/politica, che la reazione sarebbe stata da tracciato cardiografico infartuale. Già prima del 6 maggio le proiezioni avevano messo in moto la macchina mediatica in trasmissioni con dibattiti continuamente disturbati dal moderatore, che appariva visibilmente schierato, mentre la pubblicità “mica tanto subliminale” di una campagna pubblicitaria redazionale “sui sì” negava ogni possibilità di risposta a chi faceva del “no a quei sì” la propria posizione politica. Non ci si aspetta a tempi brevi un miglioramento dal sistema giornalistico nazionale, destinato a crollare lentamente sotto il peso dell’appartenenza politica. In un paese che nella classifica sulla libertà di stampa è caduto a livelli tra i più bassi al mondo (75esimo secondo Il fatto quotidiano") solo iniziative di stampa autofinanziata e lontana da condizionamenti potranno garantire quell’informazione che sta alla base di ogni sistema democratico funzionante. E, naturalmente, la voce libera per definizione dei blog, per i quali proprio in questi giorni la Corte di Cassazione ha decretato in modo definitivo l'esclusione dalla categoria delle testate giornalistiche, liberandoli quindi da ogni problema di pubblicazione di notizie: "That's one small step for a man, one giant leap for mankind".
(Stefano De Pietro)
martedì 15 maggio 2012
OLI 343: IMMIGRAZIONE - Genova, Everyone is welcome
La recente apertura, in vico Croce Bianca a Genova del PADISS (Progetto Accoglienza Diurna Inclusione Sociale Sanitaria) era stata riportata nelle pagine genovesi de La Repubblica del 27 aprile scorso: il centro, nato da un progetto finanziato dal Ministero dell'Interno con il Fondo Europeo per l'Immigrazione, è gestito dalla Onlus Afet Aquilone con la cooperativa Mater Domina, e fornisce agli immigrati servizi di vario tipo, dalla doccia, al bucato, al barbiere, per arrivare a corsi di lingua, orientamento al lavoro e consulenza legale. "Everyone is welcome", recitano i volantini affissi all'ingresso del PADISS, ognuno è il benvenuto: deve solamente fornire età, nazionalità e "nickname", soprannome, per accedere ai servizi. Arrivano soprattutto uomini, dal Maghreb, ma recentemente anche un gruppo di donne maghrebine ha chiesto ospitalità per le proprie riunioni.
Lo scorso 4 maggio l’incontro svoltosi al PADISS con il Senatore Ignazio Marino ha permesso di fare il punto della situazione: secondo le parole di Rossella Ridella, responsabile del progetto, è stato stabilito un rapporto con l'ASL per le informazioni sul Servizio Sanitario Nazionale, con le associazioni Camici e Pigiami, e Ambulatorio Internazionale di Città Aperta, ma l’ambizione del centro è ampliare la rete di collaborazioni.
Dagli interventi del dibattito che si è volto tra il pubblico (composto in prevalenza da operatori del settore), è emersa pricipalmente la difficoltà per gli immigrati, anche regolari, di accedere alla medicina di base, provocando come conseguenza, da un lato l’utilizzo spesso improprio delle strutture di Pronto Soccorso, dall’altro lato il ricorso obbligato al volontariato.
Per affrontare meglio questi problemi, affermano i responsabili del centro, si sta cercando di ampliare le collaborazioni con medici di base ed altre associazioni: a volte però ciò non è stato possibile.
Ad esempio il tentativo di stabilire rapporti con i medici di base non è stato certamente favorito dall’Ordine dei Medici, preoccupato che ciò potesse privilegiare i medici più “disponibili”.
Come non è stato possibile fondare una sezione genovese dell’associazione Avvocato di Strada, a cui non è stato fornito alcun riscontro da parte dell’Ordine degli Avvocati.
Se il centro PADISS di vico Croce Bianca costituisce una realtà sicuramente virtuosa, dove le energie sane della società collaborano, intristisce la sostanziale indifferenza di questi ordini professionali. Perché non abolirli, finalmente?
(Ivo Ruello - foto dell'autore)
Lo scorso 4 maggio l’incontro svoltosi al PADISS con il Senatore Ignazio Marino ha permesso di fare il punto della situazione: secondo le parole di Rossella Ridella, responsabile del progetto, è stato stabilito un rapporto con l'ASL per le informazioni sul Servizio Sanitario Nazionale, con le associazioni Camici e Pigiami, e Ambulatorio Internazionale di Città Aperta, ma l’ambizione del centro è ampliare la rete di collaborazioni. Dagli interventi del dibattito che si è volto tra il pubblico (composto in prevalenza da operatori del settore), è emersa pricipalmente la difficoltà per gli immigrati, anche regolari, di accedere alla medicina di base, provocando come conseguenza, da un lato l’utilizzo spesso improprio delle strutture di Pronto Soccorso, dall’altro lato il ricorso obbligato al volontariato.
Per affrontare meglio questi problemi, affermano i responsabili del centro, si sta cercando di ampliare le collaborazioni con medici di base ed altre associazioni: a volte però ciò non è stato possibile.
Ad esempio il tentativo di stabilire rapporti con i medici di base non è stato certamente favorito dall’Ordine dei Medici, preoccupato che ciò potesse privilegiare i medici più “disponibili”.
Come non è stato possibile fondare una sezione genovese dell’associazione Avvocato di Strada, a cui non è stato fornito alcun riscontro da parte dell’Ordine degli Avvocati.
Se il centro PADISS di vico Croce Bianca costituisce una realtà sicuramente virtuosa, dove le energie sane della società collaborano, intristisce la sostanziale indifferenza di questi ordini professionali. Perché non abolirli, finalmente?
(Ivo Ruello - foto dell'autore)
OLI 343: CULTURA - Come è triste Venezia
I famosi “tagli alla cultura” ci sono venuti incontro nel corso di una visita alle Gallerie dell’Accademia (http://www.gallerieaccademia.org/ ) di Venezia, tesori immersi nella melanconia della trascuratezza. Nessuno controlla all’entrata della galleria che i visitatori abbiano fatto il biglietto, e quindi, di conseguenza, se abbiano con sé oggetti inopportuni.
Una volta entrati si gira per sale in cui i capolavori della pittura veneta sono esposti ad ogni contatto: i distanziatori spesso sono assenti, o sono costituiti da una simbolica catenella. Nella maggioranza delle sale è assente qualunque sorveglianza.
Quasi ovunque assenti anche le “schede di sala”, indispensabili in un assetto museale antico, in cui mancano alle pareti quadri che illustrino le opere esposte. A volte manca perfino la targa che indica titolo e autore dei quadri.
Fuori uso l’ascensore che porta alle toilettes. Qualche libro sul bancone della biglietteria costituisce tutto il “book shop” del museo.
Tanto i visitatori, in questa Venezia sommersa dal turismo ci vengono lo stesso, pagano quello che devono in ristoranti e alberghi, e tanto basta.
(Paola Pierantoni - foto dell'autrice)
Etichette:
CULTURA,
Gallerie dell'Accademia,
Oli 343,
Paola Pierantoni,
Venezia
OLI 343: LETTERE - Religione cattolica, le attività alternative alla Don Milani
Cari Lettori di Olinews,
raccolgo con piacere l'invito della redazione a presentarvi un'iniziativa che ritengo importante dal punto di vista scolastico e civile.
Sono insegnante nella scuola statale e come tale ho sempre considerato fondamentale garantire agli alunni il diritto alle attività didattiche alternative all'insegnamento della religione cattolica.
Molti di voi già sanno che in seguito al Nuovo Concordato del 1984 tra Stato Italiano e Chiesa Cattolica, l'insegnamento della religione cattolica (Irc) nella scuola pubblica italiana ha cessato di essere curricolare, per divenire facoltativo. Se prima era necessario inoltrare alle segreterie scolastiche formale richiesta di esonero, successivamente le famiglie hanno potuto decidere all'atto dell'iscrizione se avvalersi o meno dell'Irc. Per coloro che non intendono farlo è da allora prevista la possibilità di scegliere fra differenti opzioni, tra cui lo svolgimento di attività didattiche e formative alternative all'Irc.
Ancora oggi, però, a più di 25 anni di distanza, in moltissime scuole italiane tali attività non vengono né programmate né svolte. In sostanza genitori e studenti sono spesso costretti ad accettare la riduzione dell'orario scolastico o lo studio individuale o ad acconsentire a soluzioni che non rispecchiano le loro intime convinzioni.
Per rispondere costruttivamente a tale situazione, quest'anno la scuola statale sperimentale Don Milani presso cui lavoro, supportata del Laboratorio di Tecnologie Didattiche, ha organizzato e coordinato un progetto di rete tra docenti di diverse scuole intitolato: “L'insegnamento di Attività Alternativa: quali prospettive?” (per maggiori informazioni: http://www.labtd.it/partecipa/).
Obiettivo del progetto è stato promuovere la cultura e le buone pratiche delle attività didattiche e formative alternative all'insegnamento della religione cattolica in ogni ordine e grado di scuola, attraverso l'aggiornamento e il confronto del personale scolastico circa la normativa, la didattica e le diverse problematiche relative a tale ambito di insegnamento.
Il progetto ha consentito lo scambio tra una trentina di partecipanti, accomunati dalla convinzione che la programmazione di attività alternative rappresenti una basilare condizione di rispetto della normativa vigente e di garanzia del principio di equità all'interno del contesto scolastico.
Il percorso di concluderà con un interessante convegno, ospitato a Palazzo Ducale – sala del Munizioniere - giovedì 24 maggio (ore 14.30 – 19.00).
Il convegno, patrocinato e sostenuto da diverse istituzioni e associazioni sia locali sia nazionali, prevede la presentazione dei documenti redatti in modo collaborativo dai docenti coinvolti nel progetto, gli interventi di autorevoli relatori sul tema delle attività alternative, una tavola rotonda con dibattito pubblico conclusivo.
vviamente mi auguro che tale evento possa essere un'occasione di incontro anche per i lettori di OLInews!
(Valeria Ghiron - referente del progetto "L'insegnamento di attività alternative: quali prospettive?")
raccolgo con piacere l'invito della redazione a presentarvi un'iniziativa che ritengo importante dal punto di vista scolastico e civile.
Sono insegnante nella scuola statale e come tale ho sempre considerato fondamentale garantire agli alunni il diritto alle attività didattiche alternative all'insegnamento della religione cattolica.
Molti di voi già sanno che in seguito al Nuovo Concordato del 1984 tra Stato Italiano e Chiesa Cattolica, l'insegnamento della religione cattolica (Irc) nella scuola pubblica italiana ha cessato di essere curricolare, per divenire facoltativo. Se prima era necessario inoltrare alle segreterie scolastiche formale richiesta di esonero, successivamente le famiglie hanno potuto decidere all'atto dell'iscrizione se avvalersi o meno dell'Irc. Per coloro che non intendono farlo è da allora prevista la possibilità di scegliere fra differenti opzioni, tra cui lo svolgimento di attività didattiche e formative alternative all'Irc.
Ancora oggi, però, a più di 25 anni di distanza, in moltissime scuole italiane tali attività non vengono né programmate né svolte. In sostanza genitori e studenti sono spesso costretti ad accettare la riduzione dell'orario scolastico o lo studio individuale o ad acconsentire a soluzioni che non rispecchiano le loro intime convinzioni.
Per rispondere costruttivamente a tale situazione, quest'anno la scuola statale sperimentale Don Milani presso cui lavoro, supportata del Laboratorio di Tecnologie Didattiche, ha organizzato e coordinato un progetto di rete tra docenti di diverse scuole intitolato: “L'insegnamento di Attività Alternativa: quali prospettive?” (per maggiori informazioni: http://www.labtd.it/partecipa/).
Obiettivo del progetto è stato promuovere la cultura e le buone pratiche delle attività didattiche e formative alternative all'insegnamento della religione cattolica in ogni ordine e grado di scuola, attraverso l'aggiornamento e il confronto del personale scolastico circa la normativa, la didattica e le diverse problematiche relative a tale ambito di insegnamento.
Il progetto ha consentito lo scambio tra una trentina di partecipanti, accomunati dalla convinzione che la programmazione di attività alternative rappresenti una basilare condizione di rispetto della normativa vigente e di garanzia del principio di equità all'interno del contesto scolastico.
Il percorso di concluderà con un interessante convegno, ospitato a Palazzo Ducale – sala del Munizioniere - giovedì 24 maggio (ore 14.30 – 19.00).
Il convegno, patrocinato e sostenuto da diverse istituzioni e associazioni sia locali sia nazionali, prevede la presentazione dei documenti redatti in modo collaborativo dai docenti coinvolti nel progetto, gli interventi di autorevoli relatori sul tema delle attività alternative, una tavola rotonda con dibattito pubblico conclusivo.
vviamente mi auguro che tale evento possa essere un'occasione di incontro anche per i lettori di OLInews!
(Valeria Ghiron - referente del progetto "L'insegnamento di attività alternative: quali prospettive?")
Etichette:
Don Milani,
Oli 343,
scuola pubblica,
Valeria Ghiron
martedì 8 maggio 2012
OLI 342: SOMMARIO
BENI PUBBLICI : Addio Villa Raggio (Bianca Vergati)
ELEZIONI - Cronache da un seggio (Paola Pierantoni)
ELEZIONI - Movimento 5 Stelle, intervista a Paolo Putti (Giovanna Profumo)
ELEZIONI - Marco Doria e l'appoggio del Pd (Bianca Vergati)
ELEZIONI – Lista Doria, una serata in piazza (Ferdinando Bonora)
ELEZIONI - In attesa di giudizio (Giovanna Profumo)
PAROLE DEGLI OCCHI - Lo sguardo di un protagonista (a cura di Giorgio Bergami)
ELEZIONI - Cronache da un seggio (Paola Pierantoni)
ELEZIONI - Movimento 5 Stelle, intervista a Paolo Putti (Giovanna Profumo)
ELEZIONI - Marco Doria e l'appoggio del Pd (Bianca Vergati)
ELEZIONI – Lista Doria, una serata in piazza (Ferdinando Bonora)
ELEZIONI - In attesa di giudizio (Giovanna Profumo)
PAROLE DEGLI OCCHI - Lo sguardo di un protagonista (a cura di Giorgio Bergami)
OLI 342: BENI PUBBLICI : Addio Villa Raggio
Dal funzionario una risposta perentoria: “Vale l’ora”.
Cioè ? Se la delibera è stata approvata la mattina del 7 dicembre ed il Piano Urbanistico Comunale è stato approvato il pomeriggio del 7 dicembre, la delibera non rientra nel Piano approvato. Fine.
Così pare si sia compiuto il destino di Villa Raggio, via Pisa 56 in Albaro, l’ex istituto S.Giorgio entrato nel circuito del patrimonio da dismettere della Regione Liguria, dopo una lunga querelle con l’erede di chi l’aveva donato quarant’anni fa per fini “socio-sanitari”: si era ribellata Edvige Jole Oberti, torinese, dopo aver saputo la modifica di destinazione d’uso dell’edificio e in un primo momento il Tar aveva accolto una sospensiva, ma poi non c’è stato niente da fare.
Era il 2008 e nel 2010 compare su www.fintecnaimmobiliare.it l’invito a presentare entro il 9 luglio Offerta Vincolante per “complesso immobiliare di elevata qualità con superficie lorda di tremila mq.”, presso uno studio notarile di Roma. Se ne occupa Valcomp Due, come recita il bando, “società s.r.l. interamente controllata dalla Fintecna” con sede nella capitale.
All’asta vanno immobili di tutta la Liguria, in zone anche di pregio come Alassio, Sarzana., Bordighera, sono appartamenti, ex strutture ospedaliere, terreni: su tutti si assicura l‘edificabilità, la residenzialità, il cambio d’uso.
Finiscono così beni pubblici, che avevano una “funzione pubblica” come Villa Raggio, un tempo clinica per malati di tubercolosi, poi centro riabilitativo ortopedico e Consultorio. Valutata tre milioni di euro, si dice, ormai in abbandono, ancora conserva preziosi affreschi, statue sul colonnato del tetto, splendidi alberi.
Villa Raggio nelle cartografie del Puc licenziato dalla sindaco Vincenzi è “rossa”, ovvero “elemento storico-artistico rilevante”, all’interno del Sistema delle ville e parchi storici di San Luca d’Albaro-Puggia (Norme di Conformità, Ambito di Conservazione), con disciplina paesaggistica puntuale a tutela dell’edificato antico e della conservazione del verde nell’originaria consistenza.
Nel cartello esposto un mese fa dalla società Bagliani su progetto di studio Guidi di Bagno in bella vista si leggono dunque per il complesso monumentale opere di ristrutturazione, cambio d’uso, frazionamento, ampliamento, sostituzione edilizia, realizzazione di piscina pertinenziale con foto relativa di altra riqualificazione già attuata dai committenti…
Che brivido quella piscina da mediterranèe. E farci una bella scuola, con quel magnifico giardino? Ora i bambini della scuola elementare e materna sono a due passi da una delle strade più inquinate di Genova, in via Cavallotti, una scuola di cui hanno ceduto pure il tetto per farne terrazzi agli appartamenti del convento vicino riconvertito: sessant’anni di gentile concessione all’ex cappelletta, ora residenza di pregio.
Non si può preservare tutto, s’intende, incombono tagli e conti in rosso, ma almeno le caratteristiche di Villa Storica, il suo parco.
Dimenticavamo. Per una questione di ore Villa Raggio non è rientrata nella normativa di tutela del Puc, anzi in poco più di un anno, dall’asta di luglio 2010 alla delibera di dicembre 2011 ha avuto un iter super rapido.
Perché ci lamentiamo sempre delle lungaggini della burocrazia?
(Bianca Vergati)
Cioè ? Se la delibera è stata approvata la mattina del 7 dicembre ed il Piano Urbanistico Comunale è stato approvato il pomeriggio del 7 dicembre, la delibera non rientra nel Piano approvato. Fine.
Così pare si sia compiuto il destino di Villa Raggio, via Pisa 56 in Albaro, l’ex istituto S.Giorgio entrato nel circuito del patrimonio da dismettere della Regione Liguria, dopo una lunga querelle con l’erede di chi l’aveva donato quarant’anni fa per fini “socio-sanitari”: si era ribellata Edvige Jole Oberti, torinese, dopo aver saputo la modifica di destinazione d’uso dell’edificio e in un primo momento il Tar aveva accolto una sospensiva, ma poi non c’è stato niente da fare.
Era il 2008 e nel 2010 compare su www.fintecnaimmobiliare.it l’invito a presentare entro il 9 luglio Offerta Vincolante per “complesso immobiliare di elevata qualità con superficie lorda di tremila mq.”, presso uno studio notarile di Roma. Se ne occupa Valcomp Due, come recita il bando, “società s.r.l. interamente controllata dalla Fintecna” con sede nella capitale.
All’asta vanno immobili di tutta la Liguria, in zone anche di pregio come Alassio, Sarzana., Bordighera, sono appartamenti, ex strutture ospedaliere, terreni: su tutti si assicura l‘edificabilità, la residenzialità, il cambio d’uso.
Finiscono così beni pubblici, che avevano una “funzione pubblica” come Villa Raggio, un tempo clinica per malati di tubercolosi, poi centro riabilitativo ortopedico e Consultorio. Valutata tre milioni di euro, si dice, ormai in abbandono, ancora conserva preziosi affreschi, statue sul colonnato del tetto, splendidi alberi.
Villa Raggio nelle cartografie del Puc licenziato dalla sindaco Vincenzi è “rossa”, ovvero “elemento storico-artistico rilevante”, all’interno del Sistema delle ville e parchi storici di San Luca d’Albaro-Puggia (Norme di Conformità, Ambito di Conservazione), con disciplina paesaggistica puntuale a tutela dell’edificato antico e della conservazione del verde nell’originaria consistenza.
Nel cartello esposto un mese fa dalla società Bagliani su progetto di studio Guidi di Bagno in bella vista si leggono dunque per il complesso monumentale opere di ristrutturazione, cambio d’uso, frazionamento, ampliamento, sostituzione edilizia, realizzazione di piscina pertinenziale con foto relativa di altra riqualificazione già attuata dai committenti…
Che brivido quella piscina da mediterranèe. E farci una bella scuola, con quel magnifico giardino? Ora i bambini della scuola elementare e materna sono a due passi da una delle strade più inquinate di Genova, in via Cavallotti, una scuola di cui hanno ceduto pure il tetto per farne terrazzi agli appartamenti del convento vicino riconvertito: sessant’anni di gentile concessione all’ex cappelletta, ora residenza di pregio.
Non si può preservare tutto, s’intende, incombono tagli e conti in rosso, ma almeno le caratteristiche di Villa Storica, il suo parco.
Dimenticavamo. Per una questione di ore Villa Raggio non è rientrata nella normativa di tutela del Puc, anzi in poco più di un anno, dall’asta di luglio 2010 alla delibera di dicembre 2011 ha avuto un iter super rapido.
Perché ci lamentiamo sempre delle lungaggini della burocrazia?
(Bianca Vergati)
OLI 342: ELEZIONI - Cronache da un seggio
Giorni immediatamente precedenti alle elezioni, volantinaggio a Cornigliano e San Teodoro per sostenere un’amica candidata. Il preavviso dell’astensionismo prossimo venturo è molto chiaro: sono tante le persone che ci dicono che non voteranno. Sono quartieri popolari, un tempo si sarebbe potuto dire operai. A Cornigliano c’è un piccolo mercato e incontriamo soprattutto donne. I loro sguardi trasmettono delusione e rassegnazione e annunciano una protesta che ha il tono della rinuncia. Con qualche persona si riesce a parlare un po’ più a lungo, si cerca di dare valore a questo diritto del voto, che le donne hanno da così poco tempo, che gli immigrati non hanno, che non va buttato alle ortiche, ma quando ci si congeda, nella maggioranza dei casi, sentiamo che le nostre parole non hanno lasciato traccia. Solo in qualche raro caso ci pare che qualcosa si sia spostato, ma chissà.
Giorni di voto, rappresentante di lista in due seggi del Lagaccio. Le persone arrivano col contagocce: l’astensione va in scena. Uno dei due è un seggio “tradizionale”, con un presidente sperimentato da anni e scrutatori di vecchia guardia. Il piglio del presidente è direttivo, non ammette consigli e interferenze, ma alla fine lo lascerò alle prese con un conteggio che non torna … L’altro è un seggio di ragazzi, tutti giovanissimi, dal presidente agli scrutatori. Qui il clima è allegro, le appartenenze politiche non vengono in superficie, e anche quando sono dichiarate, come quella del giovanissimo rappresentante della lega, sono vissute in leggerezza: sarà la giovane età, sarà un buon carattere, ma il ragazzo si rivolge a me, anziana signora con spilla della lista Doria sorridendomi con spontaneità, senza tensioni. Ricambio. In fase di scrutinio ci scambieremo informazioni. Lo scrutinio avviene con lo stile del lavoro di gruppo, e finirà prima dell’altro.
Nel seggio dei ragazzi arriva una anzianissima signora, novanta anni. Tira fuori la fotocopia della carta d’identità, ma il presidente non l’accetta. La signora si siede su una sedia e per mezz’ora apre e chiude le cerniere della borsetta e del portafoglio alla ricerca di quello che non c’è. Non si dà pace. Provo a spezzare una lancia per far accettare la validità della fotocopia, ma non c’è niente da fare, e la signora alla fine se ne riparte. La immagino a mettere sotto sopra la casa, e penso che la giovane età del presidente abbia inferto una ferita superflua. Ma ecco che il giorno dopo ritorna, sventolando la carta d’identità ritrovata. L’accoglie un applauso, anche i ragazzi avevano continuato a pensarci, e questo ritorno è stato per tutti un sollievo.
Nel seggio accanto, invece, arriva un uomo di trenta anni circa, venuto apposta per rifiutarle, le schede.
Mentre passo le ore aspettando i radi elettori, mi raggiungono da Atene le telefonate di amici disperati per l’esito elettorale in Grecia. Il giorno dopo un’amica mi invia il link a un video della conferenza stampa del leader del partito neo-nazista “Alba dorata”: alcune body guards lo precedono e intimano ai giornalisti presenti “Tutti in piedi!”. Solo alcuni abbandonano la sala per protesta. L'amica, a commento, mi scrive: tristezza e paura.
Vale la pena di guardarlo: fa venire la voglia di andare a votare.
(Paola Pierantoni)
Giorni di voto, rappresentante di lista in due seggi del Lagaccio. Le persone arrivano col contagocce: l’astensione va in scena. Uno dei due è un seggio “tradizionale”, con un presidente sperimentato da anni e scrutatori di vecchia guardia. Il piglio del presidente è direttivo, non ammette consigli e interferenze, ma alla fine lo lascerò alle prese con un conteggio che non torna … L’altro è un seggio di ragazzi, tutti giovanissimi, dal presidente agli scrutatori. Qui il clima è allegro, le appartenenze politiche non vengono in superficie, e anche quando sono dichiarate, come quella del giovanissimo rappresentante della lega, sono vissute in leggerezza: sarà la giovane età, sarà un buon carattere, ma il ragazzo si rivolge a me, anziana signora con spilla della lista Doria sorridendomi con spontaneità, senza tensioni. Ricambio. In fase di scrutinio ci scambieremo informazioni. Lo scrutinio avviene con lo stile del lavoro di gruppo, e finirà prima dell’altro.
Nel seggio dei ragazzi arriva una anzianissima signora, novanta anni. Tira fuori la fotocopia della carta d’identità, ma il presidente non l’accetta. La signora si siede su una sedia e per mezz’ora apre e chiude le cerniere della borsetta e del portafoglio alla ricerca di quello che non c’è. Non si dà pace. Provo a spezzare una lancia per far accettare la validità della fotocopia, ma non c’è niente da fare, e la signora alla fine se ne riparte. La immagino a mettere sotto sopra la casa, e penso che la giovane età del presidente abbia inferto una ferita superflua. Ma ecco che il giorno dopo ritorna, sventolando la carta d’identità ritrovata. L’accoglie un applauso, anche i ragazzi avevano continuato a pensarci, e questo ritorno è stato per tutti un sollievo.
Nel seggio accanto, invece, arriva un uomo di trenta anni circa, venuto apposta per rifiutarle, le schede.
Mentre passo le ore aspettando i radi elettori, mi raggiungono da Atene le telefonate di amici disperati per l’esito elettorale in Grecia. Il giorno dopo un’amica mi invia il link a un video della conferenza stampa del leader del partito neo-nazista “Alba dorata”: alcune body guards lo precedono e intimano ai giornalisti presenti “Tutti in piedi!”. Solo alcuni abbandonano la sala per protesta. L'amica, a commento, mi scrive: tristezza e paura.
Vale la pena di guardarlo: fa venire la voglia di andare a votare.
(Paola Pierantoni)
Etichette:
Alba Dorata,
ELEZIONI,
Genova,
Grecia,
OLI 342,
Paola Pierantoni
OLI 342: ELEZIONI - Movimento 5 Stelle, intervista a Paolo Putti
Lunedì 7 maggio, al Sottosopra di Via dei Giustinani di Genova, Paolo Putti si dice tre volte stanco, perché da settembre il Movimento ha cercato di coniugare la sua comunicazione classica, quella della rete, con un gran lavoro sui territori, molto impegnativo e bello. In questi mesi il suo obbiettivo è stato di partecipare a tutti gli incontri con i gruppi di cittadini in cui veniva invitato per dare il segnale che dietro al movimento che si muove sul web ci sono delle facce che si fanno guardare, ascoltare, annusare.
A chi gli ricorda la sfida della politica praticata risponde:
Noi abbiamo sicuramente della strada da fare, ma abbiamo già dimostrato di avere una capacità di costruire e di prendere decisioni condivise e partecipate, cosa che i partiti non sono assolutamente capaci di fare. Loro ragionano per alleanze, per consenso costruito sul do ut des: cioè se ti do la mia alleanza, tu cosa mi dai? Un assessorato oppure un posto in quella partecipata… Questa roba qua a noi non interessa. E secondo me questo è un grande vantaggio. Noi, per contro, lavoriamo molto sul consenso, sul far in modo che tutta l’assemblea arrivi a condividere un percorso comune su vari temi, confrontandosi, discutendo le basi per un dialogo al centro del quale c’è la consapevolezza che lì in mezzo si vuole costruire il bene comune. Questo i partiti non lo fanno più, quindi non lo capiscono neanche, ragionano solo davvero per io devo stare nell’alleanza, se no non riesco ad avere nemmeno un assessorato, se non ho un assessorato magari non mi arriva qualche soldo attraverso l’assessore e quindi non riesco a mantenere la sede, la sezione oppure quell’altro. Sono pensieri che a noi non interessano e non ci riguardano e quindi per noi questo è un grande vantaggio.
Nessun posto in giunta dice Paolo Putti (Vincenzi ne aveva dato uno ad Ottonello Pdl, ndr.) perché tradirebbe il mandato degli elettori e delle persone. Un sì a tutte le proposte che avranno l’obbiettivo di costruire un bene comune, di promuovere i diritti della cittadinanza, di sostenere un lavoro magari legato a conservare le risorse piuttosto che a consumarle. Per tutto questo, noi diremo sì. Per tutto il resto diremo no sicuramente. Credo che creeremo un po’ di scompiglio perché potremmo sostenere cose della maggioranza e dell’opposizione e non saremo legati come gli altri a sostenere tutto quello che dice la maggioranza, se si è in maggioranza, e tutto quello che dice l’opposizione, se si è in opposizione. Noi sosterremo le cose che hanno un senso per il bene dei cittadini.
A chi lo accusa di ambiguità – per i voti intercettati dalla lega, l’immigrazione e la battuta di Beppe Grillo sulla mafia - risponde:
La frase di Grillo sicuramente è stata molto strumentalizzata perché lui si riferiva ad uno degli aspetti della mafia che è quello dell’usura (in precedenza Putti aveva dichiarato “sono parole che lasciano l’amaro in bocca” ndr). Per quanto riguarda invece il discorso dello ius soli io ho sempre detto che invece sono favorevole a tutto quello che va nella costruzione di un ampliamento dei diritti dei bambini. L’ho dichiarato in campagna elettorale, l’ho fatto scrivere sui giornali e Grillo non mi ha mai detto niente e il Movimento non ha mai detto niente. Io credo che davvero ci sia la possibilità di discutere, di affrontare le questioni e di farle capire. E la cosa che secondo me è importante è che una comunità è fatta di tante sfaccettature, di tante persone diverse che anche hanno paure diverse o forze diverse. E se io non penso di poter dialogare anche con chi votava lega - per il timore che gli stranieri possano rappresentare in qualche modo un pericolo per lui - ed arrivo con lui a fare un percorso, per cui alla fine si capisce che in realtà magari sono le banche e i poteri che hanno interesse affinché lui abbia paura degli stranieri - perché così concentra lì la sua attenzione e non su quelli che sono i reali problemi - se io non penso questo e do per scontato di non voler dialogare con chi votava la lega, sbaglio assolutamente, perché la comunità è fatta di gente che votava lega, di gente che votava Pdl, di gente che votava Pd e di gente che non votava. Io devo parlare con tutti loro e costruire assieme un progetto diverso di futuro.
Putti si distanzia dalle logiche di centro, destra e sinistra e sulle aziende comunali dichiara:
Sia sulle partecipate che sugli assessorati abbiamo il pensiero che i posti strategici e di valore possano essere dati a persone competenti, quindi anche con bandi. Per cui non ci debbano andare persone solamente fidate, persone che in qualche modo abbiano delle collaborazioni o degli interessi con il partito di turno. A noi interessa che ci siano le persone più competenti per quel ruolo.
Sulla Fondazione Carige, vorrebbe capirci un po’ di più. No, non ha visto il bilancio della Fondazione, ma crede che non ci debba andare qualcheduno che rappresenta le istituzioni o i partiti che sono nelle istituzioni, lì ci deve andare qualcheduno che è in grado di dare il massimo livello di competenza per analizzare quali sono i bisogni sociali della città, e quali sono i diversi bisogni sociali a cui ogni anno bisogna rispondere. Di anno in anno. A seconda delle strategie necessarie. Putti vuole che lì ci siano le persone più preparate per fare un’analisi sociale e individuare tra i progetti presentati quelli che garantiscono questo tipo di approccio, un livello di qualità alto e che si fanno valutare quindi comprendano un modello di valutazione importante, credo che siano questi i modelli con cui affrontare questo tipo di cose.
Sollecitato sull'estate in arrivo e sulle spiagge libere assenti in città, Putti dice che sì, anche quelle erano indicate nei molti cartelli gialli usati a Palazzo Ducale per protestare contro l'informazione schierata di certa stampa. Perché l'ambiente e le risorse naturali devono essere accessibili a tutti. Con il Movimento dovrà capire come garantire queste spiagge libere e con quali risorse.
(Giovanna Profumo)
A chi gli ricorda la sfida della politica praticata risponde:
Noi abbiamo sicuramente della strada da fare, ma abbiamo già dimostrato di avere una capacità di costruire e di prendere decisioni condivise e partecipate, cosa che i partiti non sono assolutamente capaci di fare. Loro ragionano per alleanze, per consenso costruito sul do ut des: cioè se ti do la mia alleanza, tu cosa mi dai? Un assessorato oppure un posto in quella partecipata… Questa roba qua a noi non interessa. E secondo me questo è un grande vantaggio. Noi, per contro, lavoriamo molto sul consenso, sul far in modo che tutta l’assemblea arrivi a condividere un percorso comune su vari temi, confrontandosi, discutendo le basi per un dialogo al centro del quale c’è la consapevolezza che lì in mezzo si vuole costruire il bene comune. Questo i partiti non lo fanno più, quindi non lo capiscono neanche, ragionano solo davvero per io devo stare nell’alleanza, se no non riesco ad avere nemmeno un assessorato, se non ho un assessorato magari non mi arriva qualche soldo attraverso l’assessore e quindi non riesco a mantenere la sede, la sezione oppure quell’altro. Sono pensieri che a noi non interessano e non ci riguardano e quindi per noi questo è un grande vantaggio.
Nessun posto in giunta dice Paolo Putti (Vincenzi ne aveva dato uno ad Ottonello Pdl, ndr.) perché tradirebbe il mandato degli elettori e delle persone. Un sì a tutte le proposte che avranno l’obbiettivo di costruire un bene comune, di promuovere i diritti della cittadinanza, di sostenere un lavoro magari legato a conservare le risorse piuttosto che a consumarle. Per tutto questo, noi diremo sì. Per tutto il resto diremo no sicuramente. Credo che creeremo un po’ di scompiglio perché potremmo sostenere cose della maggioranza e dell’opposizione e non saremo legati come gli altri a sostenere tutto quello che dice la maggioranza, se si è in maggioranza, e tutto quello che dice l’opposizione, se si è in opposizione. Noi sosterremo le cose che hanno un senso per il bene dei cittadini.
A chi lo accusa di ambiguità – per i voti intercettati dalla lega, l’immigrazione e la battuta di Beppe Grillo sulla mafia - risponde:
La frase di Grillo sicuramente è stata molto strumentalizzata perché lui si riferiva ad uno degli aspetti della mafia che è quello dell’usura (in precedenza Putti aveva dichiarato “sono parole che lasciano l’amaro in bocca” ndr). Per quanto riguarda invece il discorso dello ius soli io ho sempre detto che invece sono favorevole a tutto quello che va nella costruzione di un ampliamento dei diritti dei bambini. L’ho dichiarato in campagna elettorale, l’ho fatto scrivere sui giornali e Grillo non mi ha mai detto niente e il Movimento non ha mai detto niente. Io credo che davvero ci sia la possibilità di discutere, di affrontare le questioni e di farle capire. E la cosa che secondo me è importante è che una comunità è fatta di tante sfaccettature, di tante persone diverse che anche hanno paure diverse o forze diverse. E se io non penso di poter dialogare anche con chi votava lega - per il timore che gli stranieri possano rappresentare in qualche modo un pericolo per lui - ed arrivo con lui a fare un percorso, per cui alla fine si capisce che in realtà magari sono le banche e i poteri che hanno interesse affinché lui abbia paura degli stranieri - perché così concentra lì la sua attenzione e non su quelli che sono i reali problemi - se io non penso questo e do per scontato di non voler dialogare con chi votava la lega, sbaglio assolutamente, perché la comunità è fatta di gente che votava lega, di gente che votava Pdl, di gente che votava Pd e di gente che non votava. Io devo parlare con tutti loro e costruire assieme un progetto diverso di futuro.
Putti si distanzia dalle logiche di centro, destra e sinistra e sulle aziende comunali dichiara:
Sia sulle partecipate che sugli assessorati abbiamo il pensiero che i posti strategici e di valore possano essere dati a persone competenti, quindi anche con bandi. Per cui non ci debbano andare persone solamente fidate, persone che in qualche modo abbiano delle collaborazioni o degli interessi con il partito di turno. A noi interessa che ci siano le persone più competenti per quel ruolo.
Sulla Fondazione Carige, vorrebbe capirci un po’ di più. No, non ha visto il bilancio della Fondazione, ma crede che non ci debba andare qualcheduno che rappresenta le istituzioni o i partiti che sono nelle istituzioni, lì ci deve andare qualcheduno che è in grado di dare il massimo livello di competenza per analizzare quali sono i bisogni sociali della città, e quali sono i diversi bisogni sociali a cui ogni anno bisogna rispondere. Di anno in anno. A seconda delle strategie necessarie. Putti vuole che lì ci siano le persone più preparate per fare un’analisi sociale e individuare tra i progetti presentati quelli che garantiscono questo tipo di approccio, un livello di qualità alto e che si fanno valutare quindi comprendano un modello di valutazione importante, credo che siano questi i modelli con cui affrontare questo tipo di cose.
Sollecitato sull'estate in arrivo e sulle spiagge libere assenti in città, Putti dice che sì, anche quelle erano indicate nei molti cartelli gialli usati a Palazzo Ducale per protestare contro l'informazione schierata di certa stampa. Perché l'ambiente e le risorse naturali devono essere accessibili a tutti. Con il Movimento dovrà capire come garantire queste spiagge libere e con quali risorse.
(Giovanna Profumo)
Etichette:
Comune,
ELEZIONI,
Genova,
Movimento 5 stelle,
OLI 342
OLI 342: ELEZIONI - Marco Doria e l'appoggio del Pd
I dati sono chiari: il gap fra la percentuale di coalizione dei partiti per “Marco Doria candidato sindaco” e le preferenze per Marco Doria è di quasi il 3 per cento, tanto quanto sarebbe bastato per passare al primo turno. La sensazione sempre sotto traccia che non si stesse facendo tutto il possibile da parte di tutti i partiti la si è avuta anche nel piccolo, nei quartieri, tra la gente.
Tanti i banchetti o i volantinaggi. C’era chi propagandava la sua opposizione a Monti, il referendum contro il finanziamento dei partiti e siede a Tursi o in Regione ma non accenna a Doria.Chi parlava di sicurezza e valori socialisti, chi si è chiamato fuori e poi si è accodato con distinguo eppure era in Sala Rossa da quel dì, chi diceva che il risultato delle primarie è sacrosanto.. bla bla. Sono circolate molte mail di candidati al Consiglio comunale della coalizione, spesso nemmeno una parola sul futuro sindaco, al più in chiusura del “mi candido perché”.
Così meno di dieci circoli Pd in città hanno invitato Doria e non si sono viste manifestazioni per appoggiarlo. Tanti incontri per Doria con cittadini, associazioni, categorie e in giro aperitivi di singoli aspiranti, accompagnati dal padrino di turno per il proprio cantuccio elettorale. Si porta voti, vero, ma per chi?
Dunque diciamolo chiaramente: si è fatta campagna per il Partito e meno per Marco Doria. Nella speranza nemmeno tanto peregrina che il gruppo forte a Tursi avrebbe avuto magari non tutte le stesse facce, sicuramente lo stesso “scudetto”. E così forse sarà. Se il ballottaggio vedrà vincente Doria, che con le sue liste ha raggiunto l’11 e mezzo per cento contro il 24 per cento circa del Pd,
il professore che sorride poco, sorriderà ancor meno perchè dovrà vedersela con il partito a cui ha stravolto le primarie e che è di nuovo maggioranza: neppure con Sinistra ecologia e libertà riuscirà a decidere in solitaria.
Strano destino: magari un aiutino non desiderato potrà arrivare dal Movimento 5 Stelle, che dichiarano essersi posti a mastini di guardia in sala Rossa.
C’è molto da lavorare. A meno non si avveri ciò che molto maldestramente il giornalista di Primocanale ha insinuato nel domandare ad Enrico Musso se pensa di “rubare voti anche presso quella parte del Pd che ha votato Doria perché di centro sinistra, ma non è tanto contento di sostenere la sua candidatura e potrebbe pensare ad un candidato più moderato, facendo riferimento a quella parte di partito democratico che in studio è rappresentata…” Ed a quel punto Roberta Pinotti, presente in studio per commentare i risultati, lo interrompe indignata e se ne va, chiarendo che lei avrebbe sostenuto lealmente chi aveva vinto le Primarie.
Imbarazzo e sorrisetti del candidato di destra. Tutto pare poi si sia ricomposto, visto che Pinotti è di nuovo lì, ma gli elettori di centro sinistra si chiedono perché sia stata “inviata” proprio la senatrice a rappresentarli in tv: gli inviti si può sempre declinarli.
(Bianca Vergati - foto di Ivo Ruello)
Tanti i banchetti o i volantinaggi. C’era chi propagandava la sua opposizione a Monti, il referendum contro il finanziamento dei partiti e siede a Tursi o in Regione ma non accenna a Doria.Chi parlava di sicurezza e valori socialisti, chi si è chiamato fuori e poi si è accodato con distinguo eppure era in Sala Rossa da quel dì, chi diceva che il risultato delle primarie è sacrosanto.. bla bla. Sono circolate molte mail di candidati al Consiglio comunale della coalizione, spesso nemmeno una parola sul futuro sindaco, al più in chiusura del “mi candido perché”.
Così meno di dieci circoli Pd in città hanno invitato Doria e non si sono viste manifestazioni per appoggiarlo. Tanti incontri per Doria con cittadini, associazioni, categorie e in giro aperitivi di singoli aspiranti, accompagnati dal padrino di turno per il proprio cantuccio elettorale. Si porta voti, vero, ma per chi?
Dunque diciamolo chiaramente: si è fatta campagna per il Partito e meno per Marco Doria. Nella speranza nemmeno tanto peregrina che il gruppo forte a Tursi avrebbe avuto magari non tutte le stesse facce, sicuramente lo stesso “scudetto”. E così forse sarà. Se il ballottaggio vedrà vincente Doria, che con le sue liste ha raggiunto l’11 e mezzo per cento contro il 24 per cento circa del Pd,
il professore che sorride poco, sorriderà ancor meno perchè dovrà vedersela con il partito a cui ha stravolto le primarie e che è di nuovo maggioranza: neppure con Sinistra ecologia e libertà riuscirà a decidere in solitaria.
Strano destino: magari un aiutino non desiderato potrà arrivare dal Movimento 5 Stelle, che dichiarano essersi posti a mastini di guardia in sala Rossa.
C’è molto da lavorare. A meno non si avveri ciò che molto maldestramente il giornalista di Primocanale ha insinuato nel domandare ad Enrico Musso se pensa di “rubare voti anche presso quella parte del Pd che ha votato Doria perché di centro sinistra, ma non è tanto contento di sostenere la sua candidatura e potrebbe pensare ad un candidato più moderato, facendo riferimento a quella parte di partito democratico che in studio è rappresentata…” Ed a quel punto Roberta Pinotti, presente in studio per commentare i risultati, lo interrompe indignata e se ne va, chiarendo che lei avrebbe sostenuto lealmente chi aveva vinto le Primarie.
Imbarazzo e sorrisetti del candidato di destra. Tutto pare poi si sia ricomposto, visto che Pinotti è di nuovo lì, ma gli elettori di centro sinistra si chiedono perché sia stata “inviata” proprio la senatrice a rappresentarli in tv: gli inviti si può sempre declinarli.
(Bianca Vergati - foto di Ivo Ruello)
Etichette:
Bianca Vergati,
COMUNALI 2012,
ELEZIONI,
Genova,
Ivo Ruello,
OLI 342
OLI 342: ELEZIONI – Lista Doria, una serata in piazza
Genova, piazza delle Fontane Marose. Son passate da poco le dieci e mezzo di sera quando si sentono applausi dal fondo. Il folto gruppo che da ore assiste al procedere degli eventi – dal televisore nel gazebo allestito nel pomeriggio sotto le stanze messe a disposizione da don Gallo già per il comitato elettorale delle primarie – si volta e può finalmente rivedere di persona il proprio candidato a sindaco, sino a poco prima nel salone di Palazzo Tursi, conteso dalle reti locali e nazionali, ultima in ordine di tempo La7 con Gad Lerner a dialogare con lui ne L’infedele.
Marco Doria, rilassato e sereno, si concede una lunga chiacchierata attorniato dai suoi sostenitori e collaboratori, più che soddisfatti per come stanno andando le cose, sebbene un po’ delusi per la vittoria al primo turno mancata per un soffio. Parla senza sforzare la voce, pacatamente, com’è il suo stile, e con la sicurezza del vincitore, sia pur differito di un paio di settimane. Ringrazia per il sostegno e la partecipazione, insiste sulla necessità di impegnarsi a fondo nei quattordici giorni che separano dal ballottaggio, soprattutto per recuperare almeno in parte coloro che hanno espresso il loro scontento astenendosi dal voto, con punte mai verificatesi prima (a Genova circa il 44% degli aventi diritto, su una media nazionale intorno al 33%, quando nelle precedenti consultazioni gli astenuti erano stati rispettivamente circa il 37% e il 26%). Tra le varie considerazioni, anche l’esigenza di riuscire a raggiungere e convincere le molteplici componenti di una città tanto complessa e articolata, facendo ciascuno la propria parte.
I giornalisti che stavano stazionando con le loro telecamere, intervistando ogni tanto ora l’uno ora l’altro per le dirette delle loro emittenti private, non appena si accorgono della presenza di Doria si fanno sotto a riprenderlo in video e a catturarne le parole, con un curioso effetto di sovrapposizione e rimescolamento dei livelli e dei modi della comunicazione, tra la sua voce tranquilla che parla a chi gli sta intorno e ritorna amplificata dal televisore rimasto da solo sotto il gazebo, mentre, accanto a lui che continua imperterrito a conversare, i conduttori a turno spiegano ai loro spettatori ciò che accade e intanto tutti i presenti, rivedendosi sullo schermo in lontananza, sentono di essere proiettati attraverso l’etere in mille case, testimoni di uno dei tanti momenti della millenaria storia di Genova.
A un certo punto compare Pierluigi Vinai, unico tra gli sconfitti a raggiungere la sede dell’avversario per complimentarsi con lui.
Alla fine Doria si congeda dai suoi, dicendo divertito che c’è sempre una prima volta nella vita: di lì a poco sarà la sua prima volta a Porta a Porta, ovviamente non seduto nel salotto di Bruno Vespa ma in collegamento dal Municipio, dove si accinge a ritornare.
Quelli che rimangono si rimettono a far capannelli in piazza, o a seguire le dirette televisive, con lo stillicidio dei risultati che giungono col contagocce dalle sezioni in cui lo spoglio è rallentato dall’abnorme numero di voti espressi in modo ambiguo su schede mal congegnate, difficili da gestire, comprendere e compilare, con lo scandalo di quasi undicimila dichiarate nulle (3,92%).
Continua il cardiopalmo: c’è chi spera in improbabili rimonte della percentuale di voti; si tiene d’occhio il piccolo scarto che separa Enrico Musso da Paolo Putti come contendente per il ballottaggio.
Soltanto nel cuore della notte il Viminale comunicherà i dati definitivi, confermando la gara finale tra Doria (48,31%) e Musso (15,00%).
(Ferdinando Bonora, foto di Giovanna Profumo)
Marco Doria, rilassato e sereno, si concede una lunga chiacchierata attorniato dai suoi sostenitori e collaboratori, più che soddisfatti per come stanno andando le cose, sebbene un po’ delusi per la vittoria al primo turno mancata per un soffio. Parla senza sforzare la voce, pacatamente, com’è il suo stile, e con la sicurezza del vincitore, sia pur differito di un paio di settimane. Ringrazia per il sostegno e la partecipazione, insiste sulla necessità di impegnarsi a fondo nei quattordici giorni che separano dal ballottaggio, soprattutto per recuperare almeno in parte coloro che hanno espresso il loro scontento astenendosi dal voto, con punte mai verificatesi prima (a Genova circa il 44% degli aventi diritto, su una media nazionale intorno al 33%, quando nelle precedenti consultazioni gli astenuti erano stati rispettivamente circa il 37% e il 26%). Tra le varie considerazioni, anche l’esigenza di riuscire a raggiungere e convincere le molteplici componenti di una città tanto complessa e articolata, facendo ciascuno la propria parte.
I giornalisti che stavano stazionando con le loro telecamere, intervistando ogni tanto ora l’uno ora l’altro per le dirette delle loro emittenti private, non appena si accorgono della presenza di Doria si fanno sotto a riprenderlo in video e a catturarne le parole, con un curioso effetto di sovrapposizione e rimescolamento dei livelli e dei modi della comunicazione, tra la sua voce tranquilla che parla a chi gli sta intorno e ritorna amplificata dal televisore rimasto da solo sotto il gazebo, mentre, accanto a lui che continua imperterrito a conversare, i conduttori a turno spiegano ai loro spettatori ciò che accade e intanto tutti i presenti, rivedendosi sullo schermo in lontananza, sentono di essere proiettati attraverso l’etere in mille case, testimoni di uno dei tanti momenti della millenaria storia di Genova.
A un certo punto compare Pierluigi Vinai, unico tra gli sconfitti a raggiungere la sede dell’avversario per complimentarsi con lui.
Alla fine Doria si congeda dai suoi, dicendo divertito che c’è sempre una prima volta nella vita: di lì a poco sarà la sua prima volta a Porta a Porta, ovviamente non seduto nel salotto di Bruno Vespa ma in collegamento dal Municipio, dove si accinge a ritornare.
Quelli che rimangono si rimettono a far capannelli in piazza, o a seguire le dirette televisive, con lo stillicidio dei risultati che giungono col contagocce dalle sezioni in cui lo spoglio è rallentato dall’abnorme numero di voti espressi in modo ambiguo su schede mal congegnate, difficili da gestire, comprendere e compilare, con lo scandalo di quasi undicimila dichiarate nulle (3,92%).
Continua il cardiopalmo: c’è chi spera in improbabili rimonte della percentuale di voti; si tiene d’occhio il piccolo scarto che separa Enrico Musso da Paolo Putti come contendente per il ballottaggio.
Soltanto nel cuore della notte il Viminale comunicherà i dati definitivi, confermando la gara finale tra Doria (48,31%) e Musso (15,00%).
(Ferdinando Bonora, foto di Giovanna Profumo)
Etichette:
Bruno Vespa,
Ferdinando Bonora,
Gad Lerner,
Giovanna Profumo,
L'Infedele,
La7,
Marco Doria,
OLI 342,
Pierluigi Vinai,
Porta a Porta
OLI 342: ELEZIONI - In attesa di giudizio
Nelle sedi elettorali di Marco Doria e Paolo Putti.
(Galleria fotografica di Giovanna Profumo)
Etichette:
ELEZIONI,
Genova,
Giovanna Profumo,
Lista Marco Doria,
Movimento 5 stelle,
OLI 342,
Paolo Putti
mercoledì 2 maggio 2012
OLI 341: SOMMARIO
COMUNALI 2012 - Spazio aperto per i/le candidati/e
ELEZIONI - Doria, Putti e le affinità elettive (Giovanna Profumo)
ELEZIONI - Appello migrante contro l'astensionismo (Saleh Zaghloul)
SCUOLA - L'autofinanziamento del liceo Paul Klee (Giovanna Profumo)
ELEZIONI - Cercare il futuro a Genova (Bianca Vergati)
ELEZIONI - Nuovi volti ad arginare l'astensione (Paola Pierantoni)
PAROLE DEGLI OCCHI - Siamo tutti sulla torre? (a cura di Giorgio Bergami)
ELEZIONI - Doria, Putti e le affinità elettive (Giovanna Profumo)
ELEZIONI - Appello migrante contro l'astensionismo (Saleh Zaghloul)
SCUOLA - L'autofinanziamento del liceo Paul Klee (Giovanna Profumo)
ELEZIONI - Cercare il futuro a Genova (Bianca Vergati)
ELEZIONI - Nuovi volti ad arginare l'astensione (Paola Pierantoni)
PAROLE DEGLI OCCHI - Siamo tutti sulla torre? (a cura di Giorgio Bergami)
OLI 341: COMUNALI 2012 - Spazio aperto per i/le candidati/e
Nello scorso numero di Oli 340 avevamo invitato i candidati e le candidate che si riconoscono nel progetto della nostra newsletter ad inviarci una loro breve presentazione.
A questo invito hanno risposto sette persone: di seguito trovate i link alle loro brevi auto-presentazioni.
Pier Claudio Brasesco - Lista Doria per il Consiglio Comunale
Elena Fiorini - Lista Doria per il Consiglio Comunale
Emanuela Massa - Lista Doria per il Consiglio Comunale
Anna Maria Milani - Lista Doria per il Consiglio Comunale
Laura Paleari - Lista Sel per il Consiglio Comunale
Caterina Pizzimenti - Lista Doria per il Consiglio Comunale
Eugenio Restani - Lista Doria per il Consiglio Comunale
Vi ricordiamo che il precedente numero di Oli conteneva le presentazioni di di Eleana Marullo, Stefano De Pietro e Bianca Vergati.
La Redazione
A questo invito hanno risposto sette persone: di seguito trovate i link alle loro brevi auto-presentazioni.
Pier Claudio Brasesco - Lista Doria per il Consiglio ComunaleElena Fiorini - Lista Doria per il Consiglio Comunale
Emanuela Massa - Lista Doria per il Consiglio Comunale
Anna Maria Milani - Lista Doria per il Consiglio Comunale
Laura Paleari - Lista Sel per il Consiglio Comunale
Caterina Pizzimenti - Lista Doria per il Consiglio Comunale
Eugenio Restani - Lista Doria per il Consiglio Comunale
Vi ricordiamo che il precedente numero di Oli conteneva le presentazioni di di Eleana Marullo, Stefano De Pietro e Bianca Vergati.
La Redazione
Etichette:
Candidati,
candidOli,
COMUNALI 2012,
ELEZIONI,
OLI 341
OLI 341: ELEZIONI - Doria, Putti e le affinità elettive
Quando a luglio dell’anno scorso è stata pubblicata su OLI la lettera AAA Cercasi Sindaco era possibile considerarla un appello disperato. Le uniche due risposte al post sostenevano che il profilo del nostro sindaco non avrebbe mai trovato spazio nei partiti, lamentavano il condizionamento di un sistema di potere e la necessità di uno scatto di orgoglio da parte dei cittadini. Lo spazio fisico e mentale della politica sembrava un organigramma aziendale, occupato da monoliti, le cui cariche non venivano mai rinnovate.
Durante l’estate, mentre era in montagna, Marco Doria viene a sapere da sua madre di un articolo apparso sui giornali che lo riguarda: qualcuno lo vuole candidare alle primarie del centro sinistra.
In settembre Paolo Putti, dopo votazioni interne, diventa il candidato ufficiale del Movimento 5 Stelle per le elezioni genovesi a sindaco.
Queste sono state per molti cittadini genovesi due buone notizie. E la risposta concreta alla nostra inserzione. Purtroppo pare che Doria e Putti non possano gestire progetti amministrativi insieme. C’è motivo di ritenere che non gli sia consentito dai leader nazionali che li sostengono. Questa pratica, politicamente, si chiama veto. E’ un giochino in mano alle segreterie dei partiti – e adesso anche al movimento - che ha fatto moltissimi danni, soprattutto a sinistra perché non ha permesso di governare. Le elezioni genovesi potrebbero essere un’occasione per Putti, Doria e relativi candidati di liste per rompere il giochino e dimostrare agli elettori che i mesi trascorsi non sono stati vani. Non si tratta di rinunciare a principi religiosi ma di cogliere le affinità elettive comuni da mettere in campo per governare la città.
Nel microcosmo di Oli questa cosa è già accaduta.
(Giovanna Profumo - fotografia dell'autrice)
Durante l’estate, mentre era in montagna, Marco Doria viene a sapere da sua madre di un articolo apparso sui giornali che lo riguarda: qualcuno lo vuole candidare alle primarie del centro sinistra.
In settembre Paolo Putti, dopo votazioni interne, diventa il candidato ufficiale del Movimento 5 Stelle per le elezioni genovesi a sindaco.
Queste sono state per molti cittadini genovesi due buone notizie. E la risposta concreta alla nostra inserzione. Purtroppo pare che Doria e Putti non possano gestire progetti amministrativi insieme. C’è motivo di ritenere che non gli sia consentito dai leader nazionali che li sostengono. Questa pratica, politicamente, si chiama veto. E’ un giochino in mano alle segreterie dei partiti – e adesso anche al movimento - che ha fatto moltissimi danni, soprattutto a sinistra perché non ha permesso di governare. Le elezioni genovesi potrebbero essere un’occasione per Putti, Doria e relativi candidati di liste per rompere il giochino e dimostrare agli elettori che i mesi trascorsi non sono stati vani. Non si tratta di rinunciare a principi religiosi ma di cogliere le affinità elettive comuni da mettere in campo per governare la città.
Nel microcosmo di Oli questa cosa è già accaduta.
(Giovanna Profumo - fotografia dell'autrice)
Etichette:
ELEZIONI,
Genova,
Giovanna Profumo,
Marco Doria,
OLI 341,
Paolo Putti
OLI 341: ELEZIONI - Appello migrante contro l'astensionismo
Ieri sera, al telegiornale di La 7, Enrico Mentana ha presentato un sondaggio nel quale risulta che il 38% degli italiani hanno dichiarato di astenersi dal voto. Chi non ha il diritto al voto, come le decine di migliaia di cittadini immigrati che vivono regolarmente a Genova da molti anni, trova incomprensibile che una percentuale così alta di cittadini italiani scelga di non votare. I migranti sono costretti all’astensionismo e non potranno scegliere il sindaco della loro città: fatto poco democratico e ben denunciato dal candidato sindaco Marco Doria quando ha presentato la propria lista con sole 39 persone, dedicando a loro il quarantesimo posto.
Gli immigrati genovesi hanno capito l’importanza della partecipazione alla vita pubblica in città e nel paese e per loro il diritto al voto è prioritario, e indispensabile strumento d’integrazione e di democrazia. Si tratta di una grande conquista delle lotte per la libertà e la liberazione e non è un caso che le donne italiane l’abbiano ottenuto molto tempo dopo gli uomini (hanno votato per la prima volta nel 1946). Molti popoli sono ancora in lotta per avere libere e vere elezioni (vedi la lotta che continua dei popoli arabi). E’ proprio vero che noi esseri umani non sappiamo valorizzare ciò che abbiamo. C’è chi si astiene perché è deluso, chi per protesta e c’è chi crede, così facendo, di togliersi ogni responsabilità dell’uso che verrà fatto del proprio voto. In verità si tratta comunque di una precisa scelta politica: quella di fare decidere ad altri questioni che lo riguardano direttamente. Chi si astiene, favorisce la scelta della maggioranza dei partecipanti al voto. Praticamente, vota per il vincitore.
Ci vuole un voto più responsabile, più informato, più partecipato. La legge elettorale per le comunali, diversamente da quella per le politiche, è molto più democratica e rispettosa del voto dei cittadini: ci permette di scegliere le persone (non soltanto i partiti) ai quali dare il nostro voto. Votiamo dunque per le persone che difendono la pace, la democrazia, l’uguaglianza, la legalità, la laicità, il rispetto delle regole. Votiamo chi lavora per i diritti universali al lavoro dignitoso, sicuro e regolare, allo studio ed alla salute. Votiamo le persone antirazziste che lavorano per la convivenza pacifica, l’interculturalità ed il rispetto delle diversità. Non votiamo razzisti e guerrafondai, non votiamo i responsabili del declino economico, politico, culturale e morale del nostro paese.
(Saleh Zaghloul)
Gli immigrati genovesi hanno capito l’importanza della partecipazione alla vita pubblica in città e nel paese e per loro il diritto al voto è prioritario, e indispensabile strumento d’integrazione e di democrazia. Si tratta di una grande conquista delle lotte per la libertà e la liberazione e non è un caso che le donne italiane l’abbiano ottenuto molto tempo dopo gli uomini (hanno votato per la prima volta nel 1946). Molti popoli sono ancora in lotta per avere libere e vere elezioni (vedi la lotta che continua dei popoli arabi). E’ proprio vero che noi esseri umani non sappiamo valorizzare ciò che abbiamo. C’è chi si astiene perché è deluso, chi per protesta e c’è chi crede, così facendo, di togliersi ogni responsabilità dell’uso che verrà fatto del proprio voto. In verità si tratta comunque di una precisa scelta politica: quella di fare decidere ad altri questioni che lo riguardano direttamente. Chi si astiene, favorisce la scelta della maggioranza dei partecipanti al voto. Praticamente, vota per il vincitore.
Ci vuole un voto più responsabile, più informato, più partecipato. La legge elettorale per le comunali, diversamente da quella per le politiche, è molto più democratica e rispettosa del voto dei cittadini: ci permette di scegliere le persone (non soltanto i partiti) ai quali dare il nostro voto. Votiamo dunque per le persone che difendono la pace, la democrazia, l’uguaglianza, la legalità, la laicità, il rispetto delle regole. Votiamo chi lavora per i diritti universali al lavoro dignitoso, sicuro e regolare, allo studio ed alla salute. Votiamo le persone antirazziste che lavorano per la convivenza pacifica, l’interculturalità ed il rispetto delle diversità. Non votiamo razzisti e guerrafondai, non votiamo i responsabili del declino economico, politico, culturale e morale del nostro paese.
(Saleh Zaghloul)
OLI 341: ELEZIONI - Cercare il futuro a Genova
“Cerchi lavoro? Non dire che sei laureato”, è il titolo del servizio su Il Secolo XIX di martedì 1 maggio, storia di un venticinquenne disoccupato, con tesi in Diritto Internazionale, plurilingue, che in un mese a Genova non ha avuto nemmeno una risposta alle sue domande di lavoro.
Caso mai un’offerta nel terziario, per intenderci al 75 per cento cuoco o cameriere stagionale.
Recita l’Agenzia dell’Onu, insieme all’Istat che la disoccupazione giovanile ha raggiunto in Italia il 35,9 per cento, mentre sono un milione e mezzo quelli che in generale non cercano lavoro.
Tema ineludibile di questi tempi l’occupazione, con uno sguardo a chi il lavoro lo ha perso, lo cerca o lo dovrà cercare, ovvero un’emergenza che dovrebbe riguardare in primis i giovani.
Il Governo ha proposto l’avvio di un’impresa di un giovane ad un euro, averceli però gli altri soldi che servono, chiedilo alle banche.
Anche alla festa del Primo Maggio si è fatto un gran parlare dei giovani, a cui la politica dedica ultimamente fiumi di discorsi, li sbandiera nelle liste e nei comizi. Paiono panda dello zoo, ma che vuoi, i panda mangiano soltanto germogli di bambù e allora sono difficili da preservare, in fondo in fondo anche un pochino ingombranti. Così i ragazzi d’oggi nella testa di tanti che giovani non lo sono più, che dicono ai miei tempi eh, bei bamboccioni che vogliono anche il posto e non si danno da fare. Sovente si evocano gli anni del dopoguerra, del boom, gli anni ’70.
“Ci uniscono le storie, la Storia”... ma non si dice che noi “anta” ci siamo mangiati il futuro.
Pure il Presidente della Repubblica ha detto basta nostalgie.
Intanto nella campagna elettorale per il Comune la parola lavoro pare un mantra. Un mantra monco, la dicotomia dovrebbe essere “lavoro-giovani”.
E’ vero, un sindaco non può fare più di tanto per l’occupazione, magari può favorire le aziende per gli spazi sul territorio, nel rispetto di ambiente e cittadini, con una mobilità efficiente, una burocrazia virtuosa o sinergie fiscali con le altre Istituzioni.
I candidati-sindaco vanno in giro ad ascoltare però la gente più disparata, dai lavoratori in cassa integrazione, ai famigliari dei malati, ai protestatari del parcheggio o dell’inquinamento acustico e ambientale, il verde, i buchi delle strade. Tutti argomenti che hanno la loro importanza nella quotidianità, portati però a volte in primo piano da alcuni che la loro parte di vita l’hanno già avuta. Meno male che c’è chi dedica spazio e ascolto agli invisibili, agli ultimi, che pure non sono pochi.
Ma all’ascolto dei giovani chi ci va?
Solo i candidati sindaco del Movimento Cinque Stelle e della Lega Nord erano presenti in prima persona martedì 24 aprile al Ducale alla Consulta degli studenti, con centinaia di ragazzi, neanche i media hanno dato peso alle assenze, menzionato l’evento.
Il futuro non appassiona neanche un po’, la nostra è malinconicamente una città di vecchi, mentre stanno sparendo delle generazioni.
(Bianca Vergati)
Caso mai un’offerta nel terziario, per intenderci al 75 per cento cuoco o cameriere stagionale.
Recita l’Agenzia dell’Onu, insieme all’Istat che la disoccupazione giovanile ha raggiunto in Italia il 35,9 per cento, mentre sono un milione e mezzo quelli che in generale non cercano lavoro.
Tema ineludibile di questi tempi l’occupazione, con uno sguardo a chi il lavoro lo ha perso, lo cerca o lo dovrà cercare, ovvero un’emergenza che dovrebbe riguardare in primis i giovani.
Il Governo ha proposto l’avvio di un’impresa di un giovane ad un euro, averceli però gli altri soldi che servono, chiedilo alle banche.
Anche alla festa del Primo Maggio si è fatto un gran parlare dei giovani, a cui la politica dedica ultimamente fiumi di discorsi, li sbandiera nelle liste e nei comizi. Paiono panda dello zoo, ma che vuoi, i panda mangiano soltanto germogli di bambù e allora sono difficili da preservare, in fondo in fondo anche un pochino ingombranti. Così i ragazzi d’oggi nella testa di tanti che giovani non lo sono più, che dicono ai miei tempi eh, bei bamboccioni che vogliono anche il posto e non si danno da fare. Sovente si evocano gli anni del dopoguerra, del boom, gli anni ’70.
“Ci uniscono le storie, la Storia”... ma non si dice che noi “anta” ci siamo mangiati il futuro.
Pure il Presidente della Repubblica ha detto basta nostalgie.
Intanto nella campagna elettorale per il Comune la parola lavoro pare un mantra. Un mantra monco, la dicotomia dovrebbe essere “lavoro-giovani”.
E’ vero, un sindaco non può fare più di tanto per l’occupazione, magari può favorire le aziende per gli spazi sul territorio, nel rispetto di ambiente e cittadini, con una mobilità efficiente, una burocrazia virtuosa o sinergie fiscali con le altre Istituzioni.
I candidati-sindaco vanno in giro ad ascoltare però la gente più disparata, dai lavoratori in cassa integrazione, ai famigliari dei malati, ai protestatari del parcheggio o dell’inquinamento acustico e ambientale, il verde, i buchi delle strade. Tutti argomenti che hanno la loro importanza nella quotidianità, portati però a volte in primo piano da alcuni che la loro parte di vita l’hanno già avuta. Meno male che c’è chi dedica spazio e ascolto agli invisibili, agli ultimi, che pure non sono pochi.
Ma all’ascolto dei giovani chi ci va?
Solo i candidati sindaco del Movimento Cinque Stelle e della Lega Nord erano presenti in prima persona martedì 24 aprile al Ducale alla Consulta degli studenti, con centinaia di ragazzi, neanche i media hanno dato peso alle assenze, menzionato l’evento.
Il futuro non appassiona neanche un po’, la nostra è malinconicamente una città di vecchi, mentre stanno sparendo delle generazioni.
(Bianca Vergati)
Etichette:
Bianca Vergati,
ELEZIONI,
Giovani,
Lavoro,
OLI 341
OLI 341: ELEZIONI - Nuovi volti ad arginare l'astensione
Dietro al banco del bar il gestore di un locale del centro storico che conosco da tempo mi dice: “Lasciami pure il volantino della tua amica, ma quest’anno è incredibile! Si presentano tutti!”. E mi indica una parete di legno in cui ha spillato i volantini di persone che conosce, e che si sono candidate alle comunali di quest'anno.
La stessa osservazione l’avevo raccolta nei giorni passati da amiche e amici: quasi tutti, quest’anno, hanno trovato nelle liste elettorali persone di stretta e strettissima conoscenza e di valore.
E anche a me non era mai successo di vedere tra le candidate e i candidati tante persone che conosco così bene.
Qualcosa si è messo in moto. Soprattutto un desiderio di praticare la politica da parte di persone che non sono stata allevate nei recinti dei partiti, e che hanno trovato - finalmente - uno spazio per farlo.
Aria nuova in cucina? Ma allora al voto bisogna proprio andarci! Le giovani persone che si stanno esponendo in questo tentativo vanno sostenute col voto. Astenersi diventa una grave omissione.
(Paola Pierantoni)
La stessa osservazione l’avevo raccolta nei giorni passati da amiche e amici: quasi tutti, quest’anno, hanno trovato nelle liste elettorali persone di stretta e strettissima conoscenza e di valore.
E anche a me non era mai successo di vedere tra le candidate e i candidati tante persone che conosco così bene.
Qualcosa si è messo in moto. Soprattutto un desiderio di praticare la politica da parte di persone che non sono stata allevate nei recinti dei partiti, e che hanno trovato - finalmente - uno spazio per farlo.
Aria nuova in cucina? Ma allora al voto bisogna proprio andarci! Le giovani persone che si stanno esponendo in questo tentativo vanno sostenute col voto. Astenersi diventa una grave omissione.
(Paola Pierantoni)
OLI 341: LETTERE - Antonio Bruno: un comunicato da leggere
Ho incontrato nella rete un comunicato di Antonio Bruno, consigliere del Partito della Rifondazione Comunista, all'opposizione nella passata amministrazione comunale, ora candidato nella lista della Federazione della Sinistra, che sostiene Marco Doria.
Mi sembra utile farlo conoscere, per aumentare la consapevolezza per l'esercizio democratico del voto e per interrogarci costruttivamente su alcune questioni nodali sulle quali il prossimo Governo di Genova si troverà a misurarsi.
Comunicato di Antonio Bruno: "Transitando senza soluzione di continuita’ dalla presidenza della Provincia al consiglio di amministrazione di banca Carige, Sandro Repetto sembra dimenticarsi che il 6 e il 7 maggio ci saranno nuove elezioni. Verrà eletto un nuovo sindaco, un nuovo consiglio e una nuova maggioranza siederà sui banchi di Tursi. Il nuovo consiglio deve sentirsi commissariato e vincolato dalle decisioni (sbagliate) sulle grandi opere? I nuovi eletti troveranno tempo di leggere le conclusioni del dibattito pubblico sulla gronda autostradale di ponente che suggerivano di fare opere importanti come il nodo di San Benigno?
E quando si accorgeranno che il nodo di San Benigno non si farà più e a Genova Ovest arriveranno sempre due corsie di auto e Tir mischiati, dovranno starsene del fatto che i loro predecessori (non tutti) senza leggere il lavoro del dottor Bobbio hanno approvato il nuovo tratto autostradale Vesima – Bolzaneto?
E, cambiando argomento, se i nuovi consiglieri comunali sapessero far di conto e si accorgessero che spendere 6,3 miliardi di euro per due gallerie (lunghe 35 chilometri) per collegare ad alta velocità ferroviaria Fegino a Tortona è una follia, anche perchè si potrebbero far andare 200 treni in più nella linea dei Giovi con gli opportuni ammodernamenti e il collegamento con la bretella ferroviaria Voltri – Borzoli, spendendo solo 300 milioni?
Dovrebbero subire le decisioni cervellotiche e ideologiche e impastate di affarismo del consiglio precedente? Spero proprio di no."
(Angelo Guarnieri)
Mi sembra utile farlo conoscere, per aumentare la consapevolezza per l'esercizio democratico del voto e per interrogarci costruttivamente su alcune questioni nodali sulle quali il prossimo Governo di Genova si troverà a misurarsi.
Comunicato di Antonio Bruno: "Transitando senza soluzione di continuita’ dalla presidenza della Provincia al consiglio di amministrazione di banca Carige, Sandro Repetto sembra dimenticarsi che il 6 e il 7 maggio ci saranno nuove elezioni. Verrà eletto un nuovo sindaco, un nuovo consiglio e una nuova maggioranza siederà sui banchi di Tursi. Il nuovo consiglio deve sentirsi commissariato e vincolato dalle decisioni (sbagliate) sulle grandi opere? I nuovi eletti troveranno tempo di leggere le conclusioni del dibattito pubblico sulla gronda autostradale di ponente che suggerivano di fare opere importanti come il nodo di San Benigno?
E quando si accorgeranno che il nodo di San Benigno non si farà più e a Genova Ovest arriveranno sempre due corsie di auto e Tir mischiati, dovranno starsene del fatto che i loro predecessori (non tutti) senza leggere il lavoro del dottor Bobbio hanno approvato il nuovo tratto autostradale Vesima – Bolzaneto?
E, cambiando argomento, se i nuovi consiglieri comunali sapessero far di conto e si accorgessero che spendere 6,3 miliardi di euro per due gallerie (lunghe 35 chilometri) per collegare ad alta velocità ferroviaria Fegino a Tortona è una follia, anche perchè si potrebbero far andare 200 treni in più nella linea dei Giovi con gli opportuni ammodernamenti e il collegamento con la bretella ferroviaria Voltri – Borzoli, spendendo solo 300 milioni?
Dovrebbero subire le decisioni cervellotiche e ideologiche e impastate di affarismo del consiglio precedente? Spero proprio di no."
(Angelo Guarnieri)
COMUNALI 2012 - Pier Claudio Brasesco
Pier Claudio Brasesco, Candidato in Consiglio Comunale per la lista Marco Doria
Chi sono: ho 55 anni, sono felicemente sposato e ho due splendidi figli. Laureato in Medicina e Chirurgia e specializzato in Geriatria, dal 1982 lavoro a Genova come medico di famiglia convenzionato, dedicandomi anche allo sviluppo della medicina del territorio ed alla formazione di colleghi e studenti. Da semplice cittadino ho spesso aderito e promosso iniziative di volontariato e cooperazione in ambito sociosanitario. Non sono iscritto ad alcun partito.
Perché mi candido: nel mio lavoro riscontro quotidianamente una domanda di assistenza e sostegno, in particolare nelle persone anziane, che va al di là degli specifici problemi di salute. Questi bisogni comuni e diffusi il più delle volte non trovano risposte nei servizi e neppure nella società.
Per farvi fronte con le risorse disponibili è necessario sviluppare una maggiore interazione fra sistema sanitario e sociale, capace di sostenere le persone nelle situazioni di difficoltà. Occorre inoltre promuovere una migliore qualità della vita e della convivenza nei diversi ambiti urbani.
Il mio impegno: in Consiglio Comunale mi propongo di sollecitare un’attenzione permanente al ben-essere delle persone in tutte le politiche della città e di sostenere progetti che favoriscano l'integrazione sociosanitaria, la salute, l'equità di accesso ai servizi per tutti i cittadini. Continuando a lavorare come medico di famiglia.
Il mio slogan è: un impegno per la salute
Chi sono: ho 55 anni, sono felicemente sposato e ho due splendidi figli. Laureato in Medicina e Chirurgia e specializzato in Geriatria, dal 1982 lavoro a Genova come medico di famiglia convenzionato, dedicandomi anche allo sviluppo della medicina del territorio ed alla formazione di colleghi e studenti. Da semplice cittadino ho spesso aderito e promosso iniziative di volontariato e cooperazione in ambito sociosanitario. Non sono iscritto ad alcun partito.
Perché mi candido: nel mio lavoro riscontro quotidianamente una domanda di assistenza e sostegno, in particolare nelle persone anziane, che va al di là degli specifici problemi di salute. Questi bisogni comuni e diffusi il più delle volte non trovano risposte nei servizi e neppure nella società.
Per farvi fronte con le risorse disponibili è necessario sviluppare una maggiore interazione fra sistema sanitario e sociale, capace di sostenere le persone nelle situazioni di difficoltà. Occorre inoltre promuovere una migliore qualità della vita e della convivenza nei diversi ambiti urbani.
Il mio impegno: in Consiglio Comunale mi propongo di sollecitare un’attenzione permanente al ben-essere delle persone in tutte le politiche della città e di sostenere progetti che favoriscano l'integrazione sociosanitaria, la salute, l'equità di accesso ai servizi per tutti i cittadini. Continuando a lavorare come medico di famiglia.
Il mio slogan è: un impegno per la salute
Etichette:
Candidati,
COMUNALI 2012,
ELEZIONI,
OLI 341,
Pier Claudio Brasesco
COMUNALI 2012 - Elena Fiorini
Elena Fiorini, lista Marco Doria per il Consiglio Comunale
Chi sono: dal 1997 sono un avvocato, dopo essere stata educatrice in un centro per minori nel Centro storico, "Il Ce.sto", per dodici anni. Lavorando nel sociale, come responsabile di una struttura che ogni anno si occupa di più di duecento minori (curando sia il lavoro con i ragazzi e le famiglie, ma anche le relazioni con i servizi e con le istituzioni, tra cui il Comune di Genova) mi sono laureata in giurisprudenza. L'attenzione ai bisogni delle persone e l'allenamento alle relazioni, all'analisi e allo studio, al sapere sfruttare bene poche risorse, vissuti nel lavoro sociale, sono un bagaglio che porto con me: come avvocato mi occupo di diritto penale, diritto di famiglia e dei minori e di diritto dell'immigrazione e credo che chiunque abbia diritto ad una tutela legale di qualità. Spesso tutelo donne e bambini, vittime di maltrattamenti e violenze sessuali. Sono inoltre esperta di diritto dell'immigrazione, una materia complessa e oggi fondamentale, e sono la referente ligure dell'A.S.G.I. (Associazione per gli studi giuridici sull'Immigrazione); ho curato corsi di aggiornamento in materia di diritto dell'immigrazione diretti a avvocati, magistrati, assistenti sociali, mediatori culturali, educatori ed operatori sociali.
Sono anche una mamma e una compagna (siamo una coppia di fatto) e i miei bambini, Marin (nome albanese, perché concepito mentre facevo l'osservatrice alle prime elezioni del Parlamento del Kosovo per l'OSCE -Organization for Security and Co-operation in Europe) e Gregorio, hanno undici e sette anni. Presiedo il Comitato Genitori della loro scuola.
Perché mi candido e chiedo il tuo voto:Desidero contribuire con competenza, idee, energie ed esperienza allo sviluppo della mia città, con assoluto spirito di servizio: non ambisco a poltrone né a gettoni, come credo testimoni la mia storia personale.
Stimo molto Marco Doria, con il quale condivido un’idea e un progetto di città e, quando mi ha chiesto di candidarmi, ho valutato le mie competenze ed esperienze, e ho pensato che ho l'energia e la maturità per metterle a frutto a servizio della mia città. Ho una vita quotidiana come quella di tante altre donne, porto i figli a scuola, pago la mensa scolastica, prendo l’autobus, faccio la spesa, sono ben consapevole, insomma, di cosa sia vivere a Genova. Al tempo stesso ho esperienza e competenza giuridica, e per professione e per carattere sono abituata a confrontarmi con le persone più diverse, a portare avanti istanze e richieste, ma anche a mettere d’accordo e a mediare.
Tutti i giorni ho a che fare con i problemi delle persone, anche molto seri, e il mio mestiere, che credo di fare bene, è risolverli o, almeno, cercare la migliore soluzione possibile in situazioni complesse. Per questo ti chiedo di votarmi
Il mio impegno sul programma:Voglio una Genova che offra una buona qualità di vita quotidiana alle famiglie e alle persone, una città che si preoccupi di includere e tenere insieme i suoi cittadini, creando opportunità e un contesto accogliente per tutti: le tensioni sociali, infatti, trovano minor spazio in un contesto di appartenenza e partecipazione.
Desidero una città europea e mediterranea, con maggiori opportunità di lavoro per tutti, che valorizzi il suo essere affacciata sul mare ed aperta agli scambi e al nuovo e le differenze culturali e religiose tra le persone siano una risorsa per la città.
Voglio una politica cittadina che sia capace di non lasciare indietro nessuno: la priorità di un Comune che funziona deve essere pensare politiche serie per minori in difficoltà, anziani, disoccupati e per tutte le persone che rischiano di rimanere sole e ai margini.
Se sarò consigliere comunale, mi impegnerò anzitutto sulle tematiche che conosco meglio: la conservazione dei servizi per la persona e la loro qualità, gli asili e le scuole materne, le mense scolastiche, gli spazi verdi, le politiche per le famiglie, i nuovo cittadini e la loro costruttiva partecipazione ad una città in cui si respiri un'aria internazionale e dove si viva con piacere il proprio quotidiano e dove legalità e sicurezza ci siano davvero per tutti.
Chi sono: dal 1997 sono un avvocato, dopo essere stata educatrice in un centro per minori nel Centro storico, "Il Ce.sto", per dodici anni. Lavorando nel sociale, come responsabile di una struttura che ogni anno si occupa di più di duecento minori (curando sia il lavoro con i ragazzi e le famiglie, ma anche le relazioni con i servizi e con le istituzioni, tra cui il Comune di Genova) mi sono laureata in giurisprudenza. L'attenzione ai bisogni delle persone e l'allenamento alle relazioni, all'analisi e allo studio, al sapere sfruttare bene poche risorse, vissuti nel lavoro sociale, sono un bagaglio che porto con me: come avvocato mi occupo di diritto penale, diritto di famiglia e dei minori e di diritto dell'immigrazione e credo che chiunque abbia diritto ad una tutela legale di qualità. Spesso tutelo donne e bambini, vittime di maltrattamenti e violenze sessuali. Sono inoltre esperta di diritto dell'immigrazione, una materia complessa e oggi fondamentale, e sono la referente ligure dell'A.S.G.I. (Associazione per gli studi giuridici sull'Immigrazione); ho curato corsi di aggiornamento in materia di diritto dell'immigrazione diretti a avvocati, magistrati, assistenti sociali, mediatori culturali, educatori ed operatori sociali.
Sono anche una mamma e una compagna (siamo una coppia di fatto) e i miei bambini, Marin (nome albanese, perché concepito mentre facevo l'osservatrice alle prime elezioni del Parlamento del Kosovo per l'OSCE -Organization for Security and Co-operation in Europe) e Gregorio, hanno undici e sette anni. Presiedo il Comitato Genitori della loro scuola.
Perché mi candido e chiedo il tuo voto:Desidero contribuire con competenza, idee, energie ed esperienza allo sviluppo della mia città, con assoluto spirito di servizio: non ambisco a poltrone né a gettoni, come credo testimoni la mia storia personale.
Stimo molto Marco Doria, con il quale condivido un’idea e un progetto di città e, quando mi ha chiesto di candidarmi, ho valutato le mie competenze ed esperienze, e ho pensato che ho l'energia e la maturità per metterle a frutto a servizio della mia città. Ho una vita quotidiana come quella di tante altre donne, porto i figli a scuola, pago la mensa scolastica, prendo l’autobus, faccio la spesa, sono ben consapevole, insomma, di cosa sia vivere a Genova. Al tempo stesso ho esperienza e competenza giuridica, e per professione e per carattere sono abituata a confrontarmi con le persone più diverse, a portare avanti istanze e richieste, ma anche a mettere d’accordo e a mediare.
Tutti i giorni ho a che fare con i problemi delle persone, anche molto seri, e il mio mestiere, che credo di fare bene, è risolverli o, almeno, cercare la migliore soluzione possibile in situazioni complesse. Per questo ti chiedo di votarmi
Il mio impegno sul programma:Voglio una Genova che offra una buona qualità di vita quotidiana alle famiglie e alle persone, una città che si preoccupi di includere e tenere insieme i suoi cittadini, creando opportunità e un contesto accogliente per tutti: le tensioni sociali, infatti, trovano minor spazio in un contesto di appartenenza e partecipazione.
Desidero una città europea e mediterranea, con maggiori opportunità di lavoro per tutti, che valorizzi il suo essere affacciata sul mare ed aperta agli scambi e al nuovo e le differenze culturali e religiose tra le persone siano una risorsa per la città.
Voglio una politica cittadina che sia capace di non lasciare indietro nessuno: la priorità di un Comune che funziona deve essere pensare politiche serie per minori in difficoltà, anziani, disoccupati e per tutte le persone che rischiano di rimanere sole e ai margini.
Se sarò consigliere comunale, mi impegnerò anzitutto sulle tematiche che conosco meglio: la conservazione dei servizi per la persona e la loro qualità, gli asili e le scuole materne, le mense scolastiche, gli spazi verdi, le politiche per le famiglie, i nuovo cittadini e la loro costruttiva partecipazione ad una città in cui si respiri un'aria internazionale e dove si viva con piacere il proprio quotidiano e dove legalità e sicurezza ci siano davvero per tutti.
Etichette:
Candidati,
COMUNALI 2012,
Elena Fiorini,
ELEZIONI,
OLI 341
COMUNALI 2012 - Emanuela Massa
Emanuela Massa, candidata in Consiglio Comuanle per la lista Marco Doria
Sono Emanuela Massa, 45 anni, 3 figli, sposata, una laurea in architettura.
Sono stata educata a sentirmi responsabile di ciò che mi accade intorno, a prendermene cura, ad esprimere le mie opinioni. Il mio primo grande interesse è stata la scuola, che mi ha vista impegnata negli organi collegiali fin dai tempi del liceo, oggi ho un ruolo di primo piano in una delle principali associazioni di rappresentanza dei genitori. Proteggere la scuola statale, la scuola della Repubblica, per me vuol dire, prima di tutto, salvaguardare la democrazia. Nel 2010 ho avuto l'opportunità di descrivere il mio punto di vista nel libro “Pensieri Sottobanco: la scuola raccontata alla mia gatta”, in cui, a più mani, si descrive una scuola che non c’è, ma che potrebbe, anzi dovrebbe essere. I diritti di autore sono integralmente devoluti ad Amnesty International e alla Casa della Legalita’ di Genova. Dal 2006 sono impegnata nel volontariato orientato alla tutela e alla promozione dei diritti umani, in particolare curo e realizzo progetti di Educazione ai Diritti Umani rivolti agli studenti delle scuole genovesi. E' una grande occasione, perché l'educazione ai diritti umani punta ad indurre i ragazzi ad assumere atteggiamenti e comportamenti che li conducano al rispetto di sé e degli altri in ogni circostanza e a prescindere da qualunque differenza di sesso, etnia, religione, fede politica ecc. L'obiettivo è quello di crescere adulti tolleranti, inclusivi, amanti della pace, liberi nel pensiero anche dalle istituzioni. Solo una cultura diffusa su questi temi riuscirà a produrre quel cambiamento di passo che vorrei vedere nel nostro modo di vivere di rapportarci con l'amministrazione. Sono una donna sportiva, con una vera passione per la corsa, credo nello sport come strumento capace di diffondere concretamente i concetti di giustizia, onestà, rispetto delle regole, spirito di gruppo, solidarietà e penso che investire negli impianti sportivi comunali sia importante, non solo per gli atleti, ma per la città in generale, perché offre occasioni di incontro e di socialità ad una cittadinanza che vive sempre più sigillata nella realtà della propria sfera familiare e lavorativa. Sono interessata ai temi della decrescita e dell’economia etica. Nel 2009, con un gruppo di amici, ho fondato un Gruppo di Acquisto Solidale. Penso che il consumo responsabile sia uno strumento capace di favorire realtà produttive che, con i loro prodotti e servizi, contribuiscono a costruire un mondo più giusto e sostenibile. Credo nella democrazia dal basso e nell’importanza di favorire la partecipazione, per questo sono impegnata in diversi coordinamenti di cittadinanza attiva, nella consapevolezza che la personale assunzione di responsabilità nei confronti di ciò che accade, la promozione e la tutela dei diritti di tutti, siano la strada giusta per indurre il cambiamento che vorrei vedere intorno a me.
Sono Emanuela Massa, 45 anni, 3 figli, sposata, una laurea in architettura.
Sono stata educata a sentirmi responsabile di ciò che mi accade intorno, a prendermene cura, ad esprimere le mie opinioni. Il mio primo grande interesse è stata la scuola, che mi ha vista impegnata negli organi collegiali fin dai tempi del liceo, oggi ho un ruolo di primo piano in una delle principali associazioni di rappresentanza dei genitori. Proteggere la scuola statale, la scuola della Repubblica, per me vuol dire, prima di tutto, salvaguardare la democrazia. Nel 2010 ho avuto l'opportunità di descrivere il mio punto di vista nel libro “Pensieri Sottobanco: la scuola raccontata alla mia gatta”, in cui, a più mani, si descrive una scuola che non c’è, ma che potrebbe, anzi dovrebbe essere. I diritti di autore sono integralmente devoluti ad Amnesty International e alla Casa della Legalita’ di Genova. Dal 2006 sono impegnata nel volontariato orientato alla tutela e alla promozione dei diritti umani, in particolare curo e realizzo progetti di Educazione ai Diritti Umani rivolti agli studenti delle scuole genovesi. E' una grande occasione, perché l'educazione ai diritti umani punta ad indurre i ragazzi ad assumere atteggiamenti e comportamenti che li conducano al rispetto di sé e degli altri in ogni circostanza e a prescindere da qualunque differenza di sesso, etnia, religione, fede politica ecc. L'obiettivo è quello di crescere adulti tolleranti, inclusivi, amanti della pace, liberi nel pensiero anche dalle istituzioni. Solo una cultura diffusa su questi temi riuscirà a produrre quel cambiamento di passo che vorrei vedere nel nostro modo di vivere di rapportarci con l'amministrazione. Sono una donna sportiva, con una vera passione per la corsa, credo nello sport come strumento capace di diffondere concretamente i concetti di giustizia, onestà, rispetto delle regole, spirito di gruppo, solidarietà e penso che investire negli impianti sportivi comunali sia importante, non solo per gli atleti, ma per la città in generale, perché offre occasioni di incontro e di socialità ad una cittadinanza che vive sempre più sigillata nella realtà della propria sfera familiare e lavorativa. Sono interessata ai temi della decrescita e dell’economia etica. Nel 2009, con un gruppo di amici, ho fondato un Gruppo di Acquisto Solidale. Penso che il consumo responsabile sia uno strumento capace di favorire realtà produttive che, con i loro prodotti e servizi, contribuiscono a costruire un mondo più giusto e sostenibile. Credo nella democrazia dal basso e nell’importanza di favorire la partecipazione, per questo sono impegnata in diversi coordinamenti di cittadinanza attiva, nella consapevolezza che la personale assunzione di responsabilità nei confronti di ciò che accade, la promozione e la tutela dei diritti di tutti, siano la strada giusta per indurre il cambiamento che vorrei vedere intorno a me.
Etichette:
Candidati,
COMUNALI 2012,
Emanuela Massa,
OLI 341
COMUNALI 2012 - Anna Maria Milani
Anna Maria Milani, candidata in Consiglio Comunale nella lista Marco Doria
Che esperienza fare campagna elettorale e nel gruppo di Marco Doria ! Ero già abituata a lavorare in gruppi per un impegno comune ma erano, comunque, gruppi di “specialisti” su temi specifici. Per una candidatura a Consigliere Comunale parlare con le persone,”scalzare” l'apatia verso la politica e la disillusione è stata tutta un'altra cosa. Incontrare negozianti, operai, ragazzi - gente comune e varia - è stata un'esperienza diversissima; la cosa che più mi ha colpita è stata scoprire come ci sia molta più disponibilità al dialogo da parte delle donne (circa il 90%) mentre gli uomini hanno dimostrato idee preconcette e meno speranza nel futuro. Occorre recuperare un sano impegno civile perché la politica sia fatta da noi e non subita !
Chi sono: Anna Maria Milani, architetto libero professionista, mi sono specializzata in architettura del paesaggio, e centri storici. Mi occupo di restauro e recupero del territorio.
Ho collaborato con le Soprintendenze per i Beni Architettonici della Liguria e del Piemonte e quale membro integrato in varie Commissioni Edilizie dell'hinterland genovese.
Il mio l'impegno si è espresso anche in attività di volontariato in Associazioni per la tutela dei beni culturali e per le problematiche sindacali della professione.
Mi piace cucinare e suonare la fisarmonica.
Perché mi candido e chiedo il tuo voto: perché credo di poter contribuire a creare una migliore qualità della vita in città, perché penso che occorra ascoltare le reali esigenze dei cittadini e non gli interessi di pochi privati, perché si deve fare ancora tanto nel rispetto dell'assetto idrogeologico del nostro bel territorio.
Il mio impegno per il programma:Per migliorare la vita in città: riqualificare i suoi spazi urbani e far riconoscere i beni culturali che la qualificano.
Per un diverso rapporto tra cittadino e istituzioni: semplificare le procedure burocratiche per riprendere la volontà del “fare” e produrre nuove occasioni di lavoro.
Per valorizzare la macchina comunale: riconoscere le sue professionalità e riportare l'Amministrazione a gestire la cosa pubblica.
Che esperienza fare campagna elettorale e nel gruppo di Marco Doria ! Ero già abituata a lavorare in gruppi per un impegno comune ma erano, comunque, gruppi di “specialisti” su temi specifici. Per una candidatura a Consigliere Comunale parlare con le persone,”scalzare” l'apatia verso la politica e la disillusione è stata tutta un'altra cosa. Incontrare negozianti, operai, ragazzi - gente comune e varia - è stata un'esperienza diversissima; la cosa che più mi ha colpita è stata scoprire come ci sia molta più disponibilità al dialogo da parte delle donne (circa il 90%) mentre gli uomini hanno dimostrato idee preconcette e meno speranza nel futuro. Occorre recuperare un sano impegno civile perché la politica sia fatta da noi e non subita !
Chi sono: Anna Maria Milani, architetto libero professionista, mi sono specializzata in architettura del paesaggio, e centri storici. Mi occupo di restauro e recupero del territorio.
Ho collaborato con le Soprintendenze per i Beni Architettonici della Liguria e del Piemonte e quale membro integrato in varie Commissioni Edilizie dell'hinterland genovese.
Il mio l'impegno si è espresso anche in attività di volontariato in Associazioni per la tutela dei beni culturali e per le problematiche sindacali della professione.
Mi piace cucinare e suonare la fisarmonica.
Perché mi candido e chiedo il tuo voto: perché credo di poter contribuire a creare una migliore qualità della vita in città, perché penso che occorra ascoltare le reali esigenze dei cittadini e non gli interessi di pochi privati, perché si deve fare ancora tanto nel rispetto dell'assetto idrogeologico del nostro bel territorio.
Il mio impegno per il programma:Per migliorare la vita in città: riqualificare i suoi spazi urbani e far riconoscere i beni culturali che la qualificano.
Per un diverso rapporto tra cittadino e istituzioni: semplificare le procedure burocratiche per riprendere la volontà del “fare” e produrre nuove occasioni di lavoro.
Per valorizzare la macchina comunale: riconoscere le sue professionalità e riportare l'Amministrazione a gestire la cosa pubblica.
Etichette:
Anna Maria Milani,
Candidati,
COMUNALI 2012,
ELEZIONI,
OLI 341
COMUNALI 2012 - Laura Paleari
Laura Paleari, Candidata al Consiglio Comunale di Genova per la lista di SEL, in appoggio a Marco Doria Sindaco.
Ho 39 anni e sono mamma di un bimbo di un anno e mezzo. Da 16 anni lavoro come Ricercatrice precaria presso il S. Martino -IST (da 11 portavoce del Coordinamento precari).
Nel 2010 ho aderito al progetto politico di SEL che propone un rinnovamento sociale restituendo voce ai Movimenti, in un sistema politico ed economico in progressivo degrado e isolamento dalla società civile.
Il mio impegno si è rivolto principalmente al problema della precarietà, non soltanto lavorativa e dei diritti che definiscono rapporti e ruoli tra le persone ma intesa come precarietà esistenziale.
Precarietà di una società sempre più spaccata in due, precarietà di un sistema dove l'impegno e il merito non hanno valore, dove si parla di futuro negando anche il presente.
Mi lancio in questa avventura istituzionale pur riconoscendone i limiti e i pericoli ma determinata nel mantenere la mia soggettività politica di base, attenta e partecipe alle istanze che nascono dal lavoro e dal territorio, per conquistare maggiore equità sociale.
link di riferimento: https://www.facebook.com/palearilaura#!/LauraPaleari
Ho 39 anni e sono mamma di un bimbo di un anno e mezzo. Da 16 anni lavoro come Ricercatrice precaria presso il S. Martino -IST (da 11 portavoce del Coordinamento precari).
Nel 2010 ho aderito al progetto politico di SEL che propone un rinnovamento sociale restituendo voce ai Movimenti, in un sistema politico ed economico in progressivo degrado e isolamento dalla società civile.
Il mio impegno si è rivolto principalmente al problema della precarietà, non soltanto lavorativa e dei diritti che definiscono rapporti e ruoli tra le persone ma intesa come precarietà esistenziale.
Precarietà di una società sempre più spaccata in due, precarietà di un sistema dove l'impegno e il merito non hanno valore, dove si parla di futuro negando anche il presente.
Mi lancio in questa avventura istituzionale pur riconoscendone i limiti e i pericoli ma determinata nel mantenere la mia soggettività politica di base, attenta e partecipe alle istanze che nascono dal lavoro e dal territorio, per conquistare maggiore equità sociale.
link di riferimento: https://www.facebook.com/palearilaura#!/LauraPaleari
Etichette:
Candidati,
COMUNALI 2012,
ELEZIONI,
Laura Paleari
COMUNALI 2012 - Caterina Pizzimenti
Caterina Pizzimenti, candidata in Consiglio Comunale per la lista Marco Doria
Chi sono: Ho 46 anni, ho due figli, vivo nel quartiere della Maddalena del Centro Storico. Ho sempre fatto attività politica in associazioni e comitati, nella LILA negli anni ’90, poi nell’Associazione Ambulatorio Internazionale Città Aperta che garantisce assistenza sanitaria gratuita agli stranieri non in regola con il permesso di soggiorno. Dal 2001 sono presidente di questa associazione. Lavoro come biologa alla Bruschettini s.r.l.. Sono sempre stata iscritta alla CGIL, e dal 2005 sono delegata sindacale dell’RSU.
Perché mi candido: Da comune cittadina sono attenta alle cose che succedono intorno a noi e ho sempre pensato che l'amministrazione comunale debba essere in continuo contatto con i cittadini per capire come meglio agire. Vivo alla Maddalena, un quartiere con delle risorse enormi ma abbandonato al degrado. Negli ultimi anni mi sono impegnata in un progetto di città partecipata nel quartiere dove vivo, insieme ad altri abitanti nel gruppo dei “Liberi cittadini della Maddalena”. L’età dei miei figli, oggi di 6 e 10 anni, e l’attività come presidente del comitato genitori della scuola Daneo, mi ha avvicinato ai problemi delle scuole dell’infanzia prima e elementari dopo. In questo settore c’è molto da fare per consolidare ed ampliare la qualità del servizio offerto.
Perché chiedo il tuo voto: Su queste tematiche ho trovato piena sintonia di vedute con Marco Doria. Ho contribuito, per quello che mi è stato possibile a far crescere il suo progetto di città. Con questa candidatura intendo proseguire nel mio impegno in particolare per far crescere una idea concreta di citta partecipata, in particolare nei quartieri e nella scuola, dove i cittadini non siano solo spettatori ma possano esercitare forme efficaci di cittadinanza attiva.
Il mio slogan è: Un impegno X la partecipazione
Chi sono: Ho 46 anni, ho due figli, vivo nel quartiere della Maddalena del Centro Storico. Ho sempre fatto attività politica in associazioni e comitati, nella LILA negli anni ’90, poi nell’Associazione Ambulatorio Internazionale Città Aperta che garantisce assistenza sanitaria gratuita agli stranieri non in regola con il permesso di soggiorno. Dal 2001 sono presidente di questa associazione. Lavoro come biologa alla Bruschettini s.r.l.. Sono sempre stata iscritta alla CGIL, e dal 2005 sono delegata sindacale dell’RSU.
Perché mi candido: Da comune cittadina sono attenta alle cose che succedono intorno a noi e ho sempre pensato che l'amministrazione comunale debba essere in continuo contatto con i cittadini per capire come meglio agire. Vivo alla Maddalena, un quartiere con delle risorse enormi ma abbandonato al degrado. Negli ultimi anni mi sono impegnata in un progetto di città partecipata nel quartiere dove vivo, insieme ad altri abitanti nel gruppo dei “Liberi cittadini della Maddalena”. L’età dei miei figli, oggi di 6 e 10 anni, e l’attività come presidente del comitato genitori della scuola Daneo, mi ha avvicinato ai problemi delle scuole dell’infanzia prima e elementari dopo. In questo settore c’è molto da fare per consolidare ed ampliare la qualità del servizio offerto.
Perché chiedo il tuo voto: Su queste tematiche ho trovato piena sintonia di vedute con Marco Doria. Ho contribuito, per quello che mi è stato possibile a far crescere il suo progetto di città. Con questa candidatura intendo proseguire nel mio impegno in particolare per far crescere una idea concreta di citta partecipata, in particolare nei quartieri e nella scuola, dove i cittadini non siano solo spettatori ma possano esercitare forme efficaci di cittadinanza attiva.
Il mio slogan è: Un impegno X la partecipazione
Etichette:
Candidati,
Caterina Pizzimenti,
COMUNALI 2012,
OLI 341
COMUNALI 2012 - Eugenio Restani
Eugenio Restani, Candidato in Consiglio Comunale per la lista Marco Doria
Non sono un politico
sono un operaio prestato alla politica
provengo da un mondo che è abitato da persone
che usano le mani per produrre
spesso a questo uniscono il ragionamento, il pensiero, all'azione
a volte il cuore, la passione
e quando questa combinazione di elementi si miscela,
si genera una preziosa magia:
"la consapevolezza che la ricchezza prodotta
(Marx la definirebbe plusvalore)
va oltre l'aspetto economico:
la presa di coscienza che il lavoro è la condizione necessaria
per l'emancipazione individuale
e della società nel suo insieme"
lavoro-dignità-diritti
questo è quello che ci piacerebbe ottenere
Non sono un politico
sono un operaio prestato alla politica
provengo da un mondo che è abitato da persone
che usano le mani per produrre
spesso a questo uniscono il ragionamento, il pensiero, all'azione
a volte il cuore, la passione
e quando questa combinazione di elementi si miscela,
si genera una preziosa magia:
"la consapevolezza che la ricchezza prodotta
(Marx la definirebbe plusvalore)
va oltre l'aspetto economico:
la presa di coscienza che il lavoro è la condizione necessaria
per l'emancipazione individuale
e della società nel suo insieme"
lavoro-dignità-diritti
questo è quello che ci piacerebbe ottenere
martedì 24 aprile 2012
OLI 340: SOMMARIO
VERSANTE LIGURE - HORROR VAURI (Enzo Costa e Aglaja)
ELEZIONI - Invito ai candidati
ELEZIONI - I candidOli, Eleana Marullo e Stefano De Pietro / Consiglio Comunale
ELEZIONI - I candidOli, Bianca Vergati / Municipio VIII Medio Levante (Bianca Vergati)
ELEZIONI - La battaglia delle affissioni (Stefano De Pietro)
BOCCADASSE - Altri piani per la ex rimessa dei bus (Bianca Vergati)
NUOVO GALLIERA - Quando si specula su un ospedale (Eleana Marullo)
IMMIGRAZIONE - Permesso di soggiorno e riforma del lavoro (Saleh Zaghloul)
MOSTRE – Cultura o business? (Antonella Mancini)
PAROLE DEGLI OCCHI - 25 Aprile 2012 (a cura di Giorgio Bergami)
LETTERE - Elezioni, Doria e le donne (Francesca Dagnino)
ELEZIONI - Invito ai candidati
ELEZIONI - I candidOli, Eleana Marullo e Stefano De Pietro / Consiglio Comunale
ELEZIONI - I candidOli, Bianca Vergati / Municipio VIII Medio Levante (Bianca Vergati)
ELEZIONI - La battaglia delle affissioni (Stefano De Pietro)
BOCCADASSE - Altri piani per la ex rimessa dei bus (Bianca Vergati)
NUOVO GALLIERA - Quando si specula su un ospedale (Eleana Marullo)
IMMIGRAZIONE - Permesso di soggiorno e riforma del lavoro (Saleh Zaghloul)
MOSTRE – Cultura o business? (Antonella Mancini)
PAROLE DEGLI OCCHI - 25 Aprile 2012 (a cura di Giorgio Bergami)
LETTERE - Elezioni, Doria e le donne (Francesca Dagnino)
Iscriviti a:
Post (Atom)





