mercoledì 2 maggio 2012

OLI 341: ELEZIONI - Doria, Putti e le affinità elettive

Quando a luglio dell’anno scorso è stata pubblicata su OLI la lettera AAA Cercasi Sindaco era possibile considerarla un appello disperato. Le uniche due risposte al post sostenevano che il profilo del nostro sindaco non avrebbe mai trovato spazio nei partiti, lamentavano il condizionamento di un sistema di potere e la necessità di uno scatto di orgoglio da parte dei cittadini. Lo spazio fisico e mentale della politica sembrava un organigramma aziendale, occupato da monoliti, le cui cariche non venivano mai rinnovate.
Durante l’estate, mentre era in montagna, Marco Doria viene a sapere da sua madre di un articolo apparso sui giornali che lo riguarda: qualcuno lo vuole candidare alle primarie del centro sinistra.
In settembre Paolo Putti, dopo votazioni interne, diventa il candidato ufficiale del Movimento 5 Stelle per le elezioni genovesi a sindaco.
Queste sono state per molti cittadini genovesi due buone notizie. E la risposta concreta alla nostra inserzione. Purtroppo pare che Doria e Putti non possano gestire progetti amministrativi insieme. C’è motivo di ritenere che non gli sia consentito dai leader nazionali che li sostengono. Questa pratica, politicamente, si chiama veto. E’ un giochino in mano alle segreterie dei partiti – e adesso anche al movimento - che ha fatto moltissimi danni, soprattutto a sinistra perché non ha permesso di governare. Le elezioni genovesi potrebbero essere un’occasione per Putti, Doria e relativi candidati di liste per rompere il giochino e dimostrare agli elettori che i mesi trascorsi non sono stati vani. Non si tratta di rinunciare a principi religiosi ma di cogliere le affinità elettive comuni da mettere in campo per governare la città.
Nel microcosmo di Oli questa cosa è già accaduta.
(Giovanna Profumo - fotografia dell'autrice)

5 commenti:

  1. Leonardo CHESSA4 maggio 2012 00:13

    Sono veramente indignato : ma quali affinità elettive ??! . Non conosco Putti ma ho imparato a conoscere Marco D. il quale non ha certo bisogno delle indicazioni di un qualsiasi leader nazionale per rigettare come infami le dichiarazioni di Grillo : dato che a Roma rubano meglio non pagare le tasse ( dillo a noi dipendenti e pensionati ) , la Lega da quando non è più al governo è vittima .... abbiamo aperto i confini a zingari e tunisini ( questa è degna della migliore tradizione nazifascista ) , la mafia non strangola i cittadini come lo Stato : a quando un patto mafia - Grillo ? Chi si riconosce nel movimento nato nelle primarie a sostegno di Doria non vuole scendere ad alcun patto a chi si riconosce in queste affermazioni : I principi di fratellanza ed uguaglianza sono più importanti di qualsiasi valico o gronda .

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  2. Leonardo Chessa4 maggio 2012 00:18

    naturalmente : "... con chi si riconosce.... "

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    1. Giovanna Profumo4 maggio 2012 16:34

      Signor Chessa, vedo che ha colto precisamente lo spirito del mio post.
      Infatti scrive "non conosco Putti ma ho imparato a conoscere Marco D".
      Infatti Lei non può e non vuole sapere che Putti, in merito alle esternazioni di Grillo sulla mafia, ha dichiarato che sono "parole che lasciano l'amaro in bocca" e che non deve "difendere Grillo a tutti i costi". Inoltre a Genova, la campagna elettorale di Putti, non ha mai assunto toni razzisti - Putti lavora con i ragazzi di strada - e mai sono stati messi in discussione dal Movimento di Genova i principi di fratellanza ed uguaglianza. Le dichiarazioni di Grillo su tasse, mafia, e immigrazione indignano, fanno male e danneggiano un lavoro prezioso costruito dal basso.
      Io comunque mi auguro che ci sia una prospettiva locale diversa da quella nazionale, una volontà da parte dei due schieramenti di riconoscere e lavorare sui punti comuni, quelli che riguardano la città e il suo futuro. Perché è per il governo della città che andiamo alle urne.

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    2. Da Paola Pierantoni: il punto, ahimè, è che le dichiarazioni di Grillo - dal punto di vista elettorale - rischiano di non fare assolutamente "male" al movimento, ma anzi di allargarne il margine di consenso, attingendo voti a destra, ad esempio da delusi elettori leghisti. Davvero penso che il livello di ambiguità di questo movimento sia insostenibile: ci sono al suo interno persone appassionate e oneste, come dice Giovanna Profumo, ma Grillo è venuto a Genova a sostenere elettoralmente il 5 stelle. E Grillo rappresenta un populismo che sta deviando sempre più verso la destra.

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  3. Naturalmente, prima di parlare di qualcosa, occorrerebbe conoscerlo, ma non è questo il luogo deputato, lo sarà il Consiglio comunale.
    Il Movimento 5 Stelle di Genova seguirà le linee guida del proprio programma, che è nato lungo tutto un anno di lavoro con associazioni, comitati e cittadini in riunioni pubbliche ogni mercoledì sera in Via San Luca 15, primo piano (Il Formicaio).
    Tra i presupposti del Movimento c'è sicuramente l'assenza di alleanze con le altre forze politiche presenti in Consiglio comunale, quindi si limiterà a supportare le mozioni in accordo col programma e ad opporsi alle altre, aggiungendo naturalmente proprie mozioni per qualsiasi argomento d'interesse per i Genovesi.
    Un ringraziamento va agli altri collaboratori di Oli, della cui redazione faccio parte, per la trasparenza e equità di posizione che sta manifestando con questa sua rubrica elettorale, a differenza di alcuni media giornalistici genovesi che si sono dimostrati schierati platealmente con quelli che sono stati definiti "i candidati più forti", negando a nuove liste elettorali quello spazio in regime di pari condizioni che dovrebbe animare la stampa in periodo elettorale, specialmente se finanziata in parte da denaro pubblico.
    Faccio notare che praticamente nessuna televisione e radio ligure, a parte pochissimi esempi, hanno messo a disposizione spazi elettorali gratuiti per i candidati e le liste, mentre, come avrete avuto modo di vedere, il lavoro di creazione del consenso e di pubblicizzazione di loghi e volti è avvenuto nei grandi spazi a pagamento, anche in periodi nei quali tale esposizione sarebbe stata riservata agli spazi elettorali predisposti dal Comune. Se vogliamo parlare di cose serie come la libertà d'informazione in Italia, tra i fanalini di coda ormai a livello mondiale non più soltanto europeo, allora parliamo di cose serie: il resto lascia il tempo che trova.
    Stefano De Pietro

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