venerdì 20 dicembre 2013

OLI 395: SOMMARIO

OLI 395: PAROLE DEGLI OCCHI - Taranto e le sirene

(Foto di Giovanna Profumo)
 Agosto 2013 - Lungomare di Taranto - le sirene dello scultore Francesco Trani

OLI 395: CITTA’ – Scuola Daneo, la nuova Genova

Nei giorni scorsi la scuola Daneo ha tenuto tra Via Cairoli e Piazza della Meridiana il suo mercatino annuale. Con la vendita dei piccoli oggetti prodotti dai bambini vengono finanziate attività che senza questo sforzo straordinario di speranza e fantasia non potrebbero esistere, in un mondo in cui la scuola è abbandonata da tanti anni alla deprivazione di risorse tanto indispensabili quanto negate.
A un certo punto inizia il coro, diretto dalla Maestra Giusi Giannubilo. In tanti a Genova ormai lo abbiamo sentito, ed è sempre una festa.
Giusi mi dice che sono in trecentocinquanta oggi le bambine e i bambini. La metà italiani, l’altra metà ancora no, anche se ne avrebbero, a rigor di logica, diritto perché sono nate e nati qui, seconde e terze generazioni, che iniziano regolarmente la scuola a inizio anno, diversamente da come avveniva anni fa, quando bambine e bambini di famiglie appena immigrate arrivavano quando capitava.
Non era facile fare fronte a queste classi a geometria variabile; oggi il problema non c'è quasi più perché di immigrati nuovi ne arrivano pochi. La maestra lo dice senza sollievo e senza allegria.
Già, si fermano in mare, o nei ‘centri di accoglienza’.
Un bambino propaganda la vendita: “Comprate! Per piacere comprate! E’ per il nostro futuro!” Sullo sfondo due striscioni recitano: “Per la scuola pubblica, per la scuola di tutti” e “Un piccolo mondo unito a sostegno della buona scuola e della cultura”.
Buon 2014, Genova.
(Paola Pierantoni - Foto dell'autrice)

OLI 395: NUOVO PD - Pinotti Roberta presente, ancora?

Per chi ci crede coglierà magari negli astri di Roberta Pinotti il colore rosso e la politica d'Autore.
Il rosso deve piacerle proprio, spicca nella scheda informativa del Senato con il giacchino fiammante, colore di tanti salotti in tv con il fido Vespa, una legislatura fa, anche se adesso è comparsa in bianco e nero trendy made in Florence, sotto le stelle ci sa proprio fare.
Poche giovani donne in pista, volteggi da sinistra doc - da parità di genere, circoscrizione, provincia, comune - Roberta nel 2001 spicca il volo per la Camera dei deputati da eterea segretaria ds ed oggi la senatrice è alla sua quarta legislatura: sfortunata però su tre legislature una a metà e questa in corso chissà, contano gli anni totali, pare, non i mandati, come da Statuto, in buona compagnia di altri parlamentari dimezzati e derogati.
In gioventù si era collocata Ds, pro Bersani, poi pd, sempre Bersani, a seguire Franceschini sostituto segretario del dimissionario Veltroni e non rieletto, con cui la parlamentare genovese appoggia Bersani alle primarie 2012.
I risultati ancora si vedono e dunque alle primarie 2013 la senatrice si presenta con Matteo Renzi. In questi giorni è riapparsa sui media, esalta "l'aria diversa in parlamento", dice la sua su  Fincantieri in Borsa e cosa dovrebbe fare il pd ligure. Da buona prof di lettere divenuta intanto esperta della Difesa, è ora sottosegretaria a quel Ministero e rimpalla il suo stesso ministro, preoccupato per quest'eccesso di leaderismo in giro, lui che proviene dalle file di B., mentre lei si definisce "entusiasta" di Matteo, che "conosco da poco più di tre mesi... avevo perplessità anch'io ma mi sono ricreduta". (Secolo XIX 15.12.13). In effetti sono prossime a tornare vacanti le caselle di Segretaria e Presidente di regione e la giovane assessora regionale spezzina incalza.
Reset sulla débacle delle primarie a sindaco, dove è arrivata ultima, ad un anno dalla poco onorevole figura, lei che sa di lieta novella, argomenta compunta, i seriosi occhialini, lei, nominata d’ufficio come candidata all’Assemblea nazionale pd. Si sussurrano i retroscena per il suo nome in lista.
Nell’ultima settimana i delegati all'assemblea provinciale decidono i candidati per l'Assemblea Nazionale che verrà eletta l'8 dicembre insieme al Segretario. Passa quasi all'unanimità l'indicazione per una lista di rinnovamento, con l'unica eccezione e gran mugugni, riguardante il presidente della regione Claudio Burlando, che comunque aveva sostenuto Renzi sin dalle altre primarie.
Si invia la lista di nomi tutti nuovi a Roma, dove fervono invece altre trattative, infatti Letta ha chiesto di distribuire alcuni suoi sostenitori nelle varie liste e Franceschini idem, per il sostegno garantito a Renzi. Slitta anche il termine di presentazione delle liste per l’ingorgo e alla fine Genova avrà per la "quota Franceschini" Pinotti capolista, in posizione di ferro, anzi di bronzo.
Ammutoliti i responsabili locali, la lista da Roma è indiscutibile, anzi i nomi proposti da Genova finiscono in fondo alla lista e non tutti saranno eletti. Dateci qualcosa di nuovo per favore.
(Bianca Vergati)

OLI 395: ESTERI - Voci dalla stampa internazionale

Negare il genocidio degli armeni non è reato
Reuters, 17 dicembre 2013: “Negare che le uccisioni di massa degli armeni nella Turchia ottomana nel 1915 erano un genocidio non è un reato penale, così ha stabilito la Corte di giustizia europea Martedì” in un caso riguardante la Svizzera.
http://www.reuters.com/article/2013/12/17/us-switzerland-turkey-genocide-idUSBRE9BG0O820131217

I reddito negli Stati Uniti
The Economist, 14 dicembre 2013: "Tra il 1979 e il 2007 i redditi più alti dei lavoratori americani (1%) sono cresciuti del 275%, secondo il Congressional Budget Office. Quelli più bassi (20%) sono aumentati del 18%."
http://www.economist.com/news/united-states/21591616-americas-minimum-wage-debate-has-rolled-round-again-raising-floor?frsc=dg%7Ca

Magia e stregoneria nel Bahrain
Gulf Daily News, 11 dicembre 2013: "Ho studiato a scuola per 12 anni e ha lavorato come insegnante per 15 anni, ma non son mai imbattuto in qualsiasi argomento che affronta la magia o stregoneria, questo significa che il governo non riesce a sensibilizzare l'opinione pubblica". http://www.gulf-daily-news.com/NewsDetails.aspx?storyid=366619

Siria: è scomparsa una leader pacifista della protesta, sospettati i ribelli islamici
Il Washington Post, 10 dicembre 2013, riporta il commento di Rami Nakhla, rifugiato politico siriano negli USA che, oggi, lavora all’U.S. Institute of Peace di Washington: "Il sequestro di Razan è stato come uno schiaffo in faccia, abbiamo bisogno di svegliarsi e riconoscere ciò che è diventato questo conflitto. E' diventato una guerra settaria regionale, un gigante mostro sanguinario nascosto dietro le nostre legittime richieste di democrazia”. http://www.washingtonpost.com/world/middle_east/peaceful-protest-leader-in-syria-disappears-islamist-rebels-suspected-of-role/2013/12/10/8d1e3364-61d0-11e3-a7b4-4a75ebc432ab_story.html

Roger Waters (Pink Floyd): musica, arte, cultura e diritti umani
CounterPunch, 06 dicembre 2013, intervista Roger Waters: “La situazione in Israele/Palestina, con l'occupazione, la pulizia etnica e il regime israeliano di apartheid razzista sistematico non è accettabile. E’ sbagliato che un artista vada a suonare in un paese che occupa terre altrui e li opprime come fa Israele. Dovrebbe dire di no. Non avrei suonato per il governo di Vichy nella Francia occupata durante la Seconda Guerra Mondiale, non avrei suonato a Berlino durante lo stesso periodo. Molte persone l’hanno fatto. C'erano molte persone che affermavano che l'oppressione degli ebrei non stava accadendo dal 1933 fino al 1946. Quindi questo non è un scenario nuovo. Solo che questa volta è il popolo palestinese ad essere ucciso. E' dovere di ogni essere umano pensante chiedersi: "Cosa posso fare?”
http://www.counterpunch.org/2013/12/06/an-interview-with-pink-floyds-roger-waters/

Attivista saudita condannata a frustate e prigione
Reuters e Yahoo News: "Un giudice saudita ha condannato un attivista politico a 300 frustate e quattro anni di carcere per aver chiesto una monarchia costituzionale in Arabia Saudita". http://ca.news.yahoo.com/saudi-activist-sentenced-lashes-prison-rights-group-162310752.html

E’ morto Colin Wilson, autore di “The Outsider”
Il New York Times, 13 dicembre 2013: "Il sentimento di Sartre era che la vita è priva di senso, che tutto è puro caso, che la vita è una passione inutile", ha detto il signor Wilson al Toronto Star nel 1998. "La mia sensazione di base è sempre stata il contrario, che l'umanità è sull'orlo di un salto evolutivo a uno stadio superiore."
http://www.nytimes.com/2013/12/13/books/colin-wilson-author-of-the-outsider-dies-at-82.html?pagewanted=2&ref=todayspaper

Yemen: Drone USA uccide almeno 13 persone che andavano ad una festa di nozze
Yahoo News, 12 dicembre 2013: “I missili sparati da un drone statunitense hanno sbattuto contro un convoglio di veicoli che viaggiava verso una festa di nozze nel centro dello Yemen, giovedì, uccidendo almeno 13 persone, ha detto un funzionari della sicurezza yemenita.” http://news.yahoo.com/officials-us-drone-strike-kills-13-yemen-200318605.html

La democrazia in Iraq
Il Washington Post, 07 dicembre 2013: “Al-Qaeda controlla il 40 per cento della zona desertica della provincia di Anbar, ha detto Sabah Karhout, il presidente del Consiglio provinciale di Anbar.” http://www.washingtonpost.com/world/middle_east/next-door-to-syria-an-al-qaeda-linked-group-is-also-gaining-ground-in-iraq/2013/12/07/ca9dfd4a-5e16-11e3-bc56-c6ca94801fac_print.html

USA: Gli scienziati del Congresso americano.
Il Washington Post, 04 dicembre 2013: “Il rappresentante repubblicano Ralph M. Hall (R-Tex.), l'emerito presidente della commissione, ha chiesto al panello: "Pensi che ci sia vita là fuori, ci stanno studiando e cosa pensano di New York City?”
http://www.washingtonpost.com/national/health-science/house-panel-ponders-extraterrestrial-life/2013/12/04/4496c3f6-5d05-11e3-95c2-13623eb2b0e1_story.html

Israele/Palestina: "negoziati di pace"
Il New York Times, 05 dicembre 2013: “Dall’inizio dell’ultimo round di negoziati, Israele ha demolito 159 case palestinesi, uccisi 23 palestinesi ed è andato avanti nella costruzione di 5.992 nuovi appartamenti nelle colonie in Cisgiordania.” “Mr. Erekat (il capo negoziatore palestinese) ha detto in occasione della Giornata delle Nazioni Unite di solidarietà con i palestinesi: "Io sono il negoziatore più svantaggiato nella storia del mondo, non ho nessun esercito, nessuna marina, nessuna forza aerea, nessuna frontiera, non ho economia.” http://www.nytimes.com/2013/12/05/world/middleeast/us-stepping-up-role-will-present-west-bank-security-proposal-to-israel.html?ref=todayspaper

Siria: Diplomatico USA dobbiamo riprendere i rapporti con Assad
Il New York Times, 04 dicembre 2013: “Dobbiamo iniziare a parlare di nuovo con il regime di Assad” su controterrorismo e altre questioni di interesse comune, ha detto Ryan C. Crocker, un diplomatico veterano che ha servito in Siria, Iraq e Afghanistan. “Deve essere fatto molto, molto tranquillamente. Per quanto Assad può essere un male non lo è quanto lo sono i jihadisti che avrebbero preso il sopravento in sua assenza.” http://www.nytimes.com/2013/12/04/world/middleeast/jihadist-groups-gain-in-turmoil-across-middle-east.html?ref=todayspaper&_r=1&

(Saleh Zaghloul)

OLI 395: POLITICA - Un amore di regione

(Rembrandt - particolare di La sposa ebrea)
C'è una storia che è emersa sulle labbra degli appassionati di politica e tresche amorose.
Narra di una Regione – la ventiduesima della cartina italiana – che prima di essere cancellata da una tragica alluvione, vide l'amore appassionato tra il Principe e la moglie del Padrone delle Acque e dei Moli.
Questa vicenda era sulla bocca di molti perché la bellissima signora aveva anche una carica di prestigio nei territori di quella regione e si temeva che quell'amore minacciasse il potere politico dei tre. Ed anche il governo.
Così si racconta che a corte si decise di offrire al Padrone delle Acque e dei Moli un incarico prestigioso oltre confine, alla dama di prendere il posto del Principe. E al Principe di prendere quello del Padrone delle acque e dei moli affinché i due amanti non fossero allontanati e il potere fosse salvo.
Di questa storia la tradizione orale ha lasciato diversi finali ma tutti concordano che i tre rimasero a lungo in carica spostandosi semplicemente di sedia.
Purtroppo di quella regione si sono perse le tracce e i cartografi faticano a collocarla: chi la vuole al Sud a riempire con una zeppa il vuoto tra punta e tacco d'Italia, chi giura fosse un'isola allungata tra la Corsica e la Liguria.
Di certo si dice che fosse un amore di regione.
(Giovanna Profumo - foto dell'autrice)

OLI 395: TEATROGIORNALE - Bomba sexy

Brendon entra in ufficio.
-Ciambella e caffè?
Chiede Jim alzandosi dalla sua postazione.
- Ho bisogno di caffeina e ho finito il turno. Tu a che ora smonti?
- Smonto alle 9. Risponde Brendon sedendosi davanti agli schermi.
- La ciambella prendimela alla crema.
 Aggiunge Brendon con un sorriso, ha la faccia sbarbata e i denti bianchi.
-Io ti offro la colazione ma stasera tu ti sdebiti con una birra.
Dice Jim uscendo; Jim è un ragazzo dalle spalle incredibilmente larghe, così larghe che stona nella sala di controllo dei droni, uno così dovrebbe essere là fuori a combattere ma suo fratello è morto sei mesi fa e sua madre non si merita due medaglie al valore.
Brendon sbadiglia, ieri sera ha letto di nuovo fino a tardi, prende le cuffie e se le mette sulle orecchie.
- Inizia il gioco.
Inserisce la password, si sgranchisce le dita e prende in mano il joystick.

  Un movimiento sensual (sensual) 
Un movimiento muy sexy (sexy) 
Un movimiento muy sexy (sexy) 

Una ventina di ragazzi con le braccia sulla testa muovono il bacino all’unisono.
Al Saqr, con la sua maglietta rossa e il cappello da baseball, fa lo scemo mentre alle sue spalle brillano delle luci a led azzurre.
Oggi si sposa sua sorella e lui è al settimo cielo perché non dovrà più vederla al mattino con il suo palandrano nero che si aggira come un fantasma: “…e non guardami mentre mi metto il velo, e non portare gli amici in casa, e…” sua sorella ha una voce stridula e ha la lingua più biforcuta di tutta la Radaa: spia alla mamma quando lui mangia lo zibibbo di nascosto, anche quando si è comprato una futa nuova è andata a dirlo. “ Ma erano yer miei, guadagnati aiutando lo zio Saleem… e poi tutti i miei amici avevano un futa a scacchi indonesiana”.
Al Saqr salta piegandosi in avanti e sculetta proprio in faccia a quell’arpia di sua sorella Tahani.
Tahani, vestita di rosa, giallo e nero, alza gli occhi al cielo e sussurra qualcosa all’orecchio della cugina, ridono. Suo marito è vicino a lei, i pantaloni bianchi, la giacca bordata in oro, un pugnale a kriss nella cintura.
- Chissà perché non va a ballare?
Chiede la cugina a Tahani indicandole il marito, la sposa si gira senza risponderle: “ Mancare di rispetto così a mio marito,” pensa “indicandolo addirittura! Se mia cugina non si dà una regolata nessuno la vorrà sposare. Lui non balla perché è un uomo serio, non un frivolo come Al Saqr, almeno credo.”
Lui si gira e la guarda e lei abbassa gli occhi. “ Meno male che ho il velo,” pensa “non bisogna arrossire davanti al proprio marito.”
Passano i vassoi con le foglie di qat e il tè zuccherato, i Kalašnikov sparano in aria in segno di augurio, il cielo è di un azzurro abbagliante e le case si stagliano sull’orizzonte come merletti.

Y las mujeres lo bailan así, así, así, así 
Todo el mundo una mano en la cabeza 
una mano en la cabeza un movimiento sexy 
un movimiento sexy 

Tahani si annoda tra le dita il sotto vestito a farfalla, largo e leggero. “Stasera sarò una donna e poi sarò una mamma” pensa e nuovamente alza gli occhi sul marito. “Non è brutto” decide e sorride tra sé e sé.

Para bailar esto es una                         (Bomba
para gozar esto es una                        (Bomba
Todas las mujeres lo bailan               (Bomba) 
Todas los hombres lo bailan             (Bomba) 
Todas las radios lo ponen                (Bomba
Las discotecas lo ponen                  (Bomba
Toda la gente lo baila                   (Bomba

Jim è tornato con la ciambella alla crema e il caffè nella tazza di carta, li ha posati sul tavolino e ha atteso che Brendon si sfilasse le cuffie esultando.
- Eh vai!
-Quanti ne hai fatti secchi?
- 17!
- Grande!
- Un campione!
- Tutti armati?
- Parliamo di Al qaeda, cocco!

 Pero este cuento se acaba, acaba, acaba acaba, acaba, acábalo 

 Da LaRepubblica.it: Yemen, drone Usa colpisce corteo nuziale: 17 morti

(Arianna Musso)

OLI 395: I nostri auguri


Care lettrici e cari lettori di Oli, fedele pubblico della nostra newsletter,
Torneremo con i nostri aggiornamenti settimanali dopo la prima settimana di gennaio.
Resta attiva la rubrica “Le cartoline di Oli”che inizieremo a pubblicare, senza alcuna periodicità, seguendo le occasioni che via via si presenteranno. Chi volesse condividere un'immagine, un'esperienza, una testimonianza, o qualsiasi spunto di riflessione può farlo inviando le proprie cartoline all’indirizzo mail della redazione.
Buone Feste e Buon 2014!
(La Redazione)

venerdì 13 dicembre 2013

OLI 394: SOMMARIO

OLI 394: PAROLE DEGLI OCCHI - La lunghissima panchina

Foto di Paola Pierantoni

Molte panchine sparirono negli anni scorsi da Genova. Questa lunghissima panchina sta a dimostrare che non sono poi così pericolose. Le rimettiamo anche altrove?

OLI 394 - PUC: Alla fine della Fiera

Mercoledì 11 dicembre presso il Municipio Medio Levante si è avuto un pacifico esempio di come si può ragionare tra cittadini e rappresentanti delle Istituzioni senza perdere la bussola, lontano dai disastri in parlamento, piazze e web. L’occasione è stata un incontro organizzato dal Movimento 5 Stelle con giovani volontari esperti e garbati, per discutere sul destino della Foce e dei suoi spazi degradati, luoghi su cui si è ormai ipotizzato di tutto, dallo stadio alla Fiumara 2.
 Una prova di percorso di partecipazione, un concorso di idee, “un interpelliamo i residenti”  auspicato e mai avvenuto, al di là dei comitati.
Si apprende dai giornali ( Repubblica, e Mercantile 29/11) di un megaprogetto sul palazzo dell’ex Nira-Ansaldo, edificio dismesso da tempo, per il quale si erano prospettati dapprima nuovi uffici. Per quali società? visto il lavoro che non c’è; e poi un grande albergo per le manifestazioni in Fiera, quali? se pure il Salone Nautico s’è ristretto.
Aste deserte per l’ex Nira, ma gli uffici di Sviluppo Genova - altro mistero di partecipata - da agosto stanno studiando in segreto la proposta di un’immobiliare di Torino, presentata a tre giorni dalla scadenza del 2 dicembre, in Commissione comunale. Si prevedono megastore alimentare e altri servizi commerciali per circa 7mila metri mq, più magazzini , perché si comprendono alcune costruzioni precarie intorno al palazzo, un albergo, palestre per quattromila mq, residenze, non manca proprio nulla: 23mila mq di superficie, a cui aggiungere un migliaio di posti auto. Finalmente, ironizza il consigliere comunale 5 Stelle in Municipio, potrà sbarcare in città la grande firma alimentare che mai v’è riuscita ed uno pensa a tutte le aiuole cittadine che da anni cura l’azienda in questione, una fortuna in giardinieri per aprire supermercati a Genova.
Premesso che qualcosa se ne dovrà pur fare di quel palazzo, a tirarlo giù nemmeno se ne parla, del resto è un immobile pubblico in un posto bellissimo, vista mare e quant’altro, come ci si arriverà? Un bel problema che l’Amministrazione dovrebbe assolutamente risolvere prima di ogni “ sì” a qualunque ipotesi, la stretta stradina sotto la sopraelevata non reggerebbe il traffico, visto il maxiparcheggio proposto: il quartiere della Foce ne ha già abbastanza di servitù di viabilità.
Nel limbo l’ipotesi stadio, il patron ha ora grosse grane con il fisco. Anche in questo progetto si prevedevano però centri commerciali, mentre è recentissima la presentazione di un Polo permanente della Nautica in Fiera da parte degli operatori del settore. Oddio che affollamento e quanto interesse tutti insieme!
E se invece si puntasse ad una rigenerazione urbana, in una visione d’insieme globale, riqualificando tutto il litorale da Boccadasse al Porto Antico, spiagge comprese, recuperando gli edifici dismessi per puntare ad una vocazione turistica? Follia cedere patrimonio pubblico in una posizione di pregio per uno stadio, attrattiva soltanto per una parte di genovesi, i tifosi di una squadra. Al di là dell’impatto urbanistico, dei max trenta posti di lavoro, come dice la brochure della Sampdoria, non se ne vedono i vantaggi per città e quartiere. Restituire invece agli abitanti il desolato piazzale Kennedy per farne un “belvedere-giardino” sopraelevato all’altezza della scogliera, vista mare con dei gradoni a rovescio come gli antichi teatri, per ricoverarvi sotto le auto dei residenti e di chi vuole passeggiare fino a Boccadasse o arrivare, tornare dall’Acquario, lungo un nuovo collegamento pedociclabile. In Fiera una cittadella del tempo libero, aperto tutto l’anno, polo per gli sport del mare e del benessere, parco acquatico, albergo: un’offerta turistica permanente per chi viene a Genova a visitare l’Acquario, fare una scappata in Riviera, si ferma un po’ e scopre che Genova è bella e non vuole morire.
L'equilibrio economico? Un po' di permute tra enti e riordino, una volta per tutte, negli intrecci di autorità portuale, comune, fiera e altro ancora.
(Bianca Vergati)

OLI 394: MOVIMENTO 9 DICEMBRE - No destra No sinistra No centro

De Ferrari, 10 dicembre, ore 16. Intorno al monumento di Garibaldi sono radunate un centinaio di persone. Sul palco un uomo sui trent'anni parla, o meglio grida, con voce affaticata e arrochita. Ne ho registrati dieci minuti, e ne propongo, di seguito, ampi e testuali stralci. Mi sembra una lettura interessante, a cui premetto alcuni pensieri.
Alcune frasi, complete del tono in cui sono state pronunciate, potrebbero essere riferite a molte altre e diverse situazioni di protesta, in contesti diversissimi. Frasi atemporali, ascoltate e applaudite in altri tempi e in altre piazze.
Lo scarto drammatico è che qui il metro di valutazione del mondo è appiattito all’unica differenza tra il ‘rubare’ e il ‘non rubare’. Come se bastasse, come se non vi fosse altro su cui misurare chi governa e detiene un potere, come se, dato il ‘non rubare’, ogni altra scelta politica fosse indifferente.
Così la parola d’ordine universale del momento, il ‘se ne devono andare’, è un grido indifferenziato, dentro a cui non c’è più né pensiero, né discrimine, né articolazione.
Dice l’oratore: “No destra, no sinistra, no centro, no altro, no sindacati, solo cittadini italiani”. Cittadini indifferenziati, destrutturati. E quindi senza potere, in balia di chi se li prende. E c’è un gran sgomitare, per prenderseli.
Dal palco un altro oratore dice: “Noi siamo il frutto di quello che ci è stato fatto“, e coglie il punto: crisi economica e disoccupazione fino alla miseria, a fronte di inerzia, corruzione, conservazione dei privilegi, devastazione del nostro patrimonio industriale, culturale, storico e paesaggistico. Chiusura in sé della classe politica fino a portarla a una distanza quasi incolmabile con la cittadinanza. Un sindacato diviso, incapace di trovare unità per dare voce alla richiesta di diritti e al disagio frammentato portato dalla disoccupazione, dal precariato, dalle delocalizzazioni, dall’immigrazione.
E’ una situazione pericolosa, potenzialmente aperta al fascismo.
In Grecia il pericolo si è materializzato in un 10 / 12 % di consensi ad Alba Dorata, raccolti nelle aree più povere e disagiate, esasperate dalla crisi.
Su un traghetto in Grecia, ad ottobre, ho colto la conversazione tra un signore di sess'antanni, che rivendicava il suo voto ad Alba Dorata, e una signora di circa quaranta. Il primo parlava della classe politica greca, la corruzione, tutti che hanno rubato, la crisi conseguenza di ladri che se ne devono andare, l’Europa come una minaccia. Discorsi completamente sovrapponibili a quelli pronunciati dal movimento 9 dicembre, o da Grillo. La signora obiettava, con timidezza, che Alba Dorata le faceva paura.
Qui da noi Grillo, a ragione, aveva detto a suo tempo che il consenso al suo movimento aveva neutralizzato questa possibile deriva. Ma la modalità sempre gridata, semplificatrice, denigratoria, accusatoria dei suoi discorsi non è antitetica, ma coerente, con questa possibile involuzione della situazione politica.
Così come lo è stato il fatto che Genova sia stata tenuta per cinque giorni consecutivi priva di ogni mezzo di trasporto pubblico da una protesta che non ha voluto o saputo trovare altre strade.
Qualche giorno fa in Italia c'è stato un altro fatto politico, i quasi tre milioni di persone che hanno utilizzato, per forzare un cambiamento, il metodo delle primarie, osteggiato, rivendicato, imposto, e comunque inedito fino a non molti anni fa. E' possibile ipotizzare che il mondo della protesta delle piazze informatiche e fisiche, e quello che ha ancora scommesso sulla  rappresentanza politica, riescano a comunicare?


Cronaca di dieci minuti:
Un primo oratore, poco più di trenta anni, dalle modalità del parlare uno degli organizzatori locali del movimento: “Portare avanti l’iniziativa, con forza. La voce del movimento lo impone, i giornali scrivono qualunque cosa, sono la macchina del fango … … Per quelli che vogliono scrivere qualcosa e vogliono riprendere questa situazione le persone deputate a parlare sono Simone, la Marina e Luca. Basta. Abbiamo deciso che sono solo questi tre. Non vogliamo censurare, ma è perché questa gente prende due parole, due, le gira, le inverte, e cambia completamente il significato. Basta che salga qualcuno e dica una cosa un po’ a sproposito, questi riprendono, fanno l’inquadratura, quattro secondi, dieci secondi, e viene che questa è una piazza di pazzi. Non è vero! Perché voi non siete pazzi! Dobbiamo essere rispettati! Domani per cortesia venite in piazza, è importantissimo, venite domani mattina per piacere, qui succederà la cosa più bella del mondo, vedrete veramente l’anima del paese domani mattina! Ci stiamo organizzando nelle scuole, qualcuno dice non dovete permettere di lasciare la scuola, non è vero! E’ la piazza la scuola! Noi rispettiamo la scuola, vogliamo farla crescere, vogliamo togliere i vincoli, vogliamo restituire i soldi alla scuola! Vogliamo queste cose. Deve essere un’Italia di persone che stanno bene, che si recuperano, che recuperano il lavoro, che recuperano fiducia nelle istituzioni, l’Italia delle persone che si levano il casco, perché sanno che non vogliamo gli scontri … a Genova non si è mossa una pietra, nessuno ha tirato niente contro nessuno! Il Berlusca … qui sono tutti venduti, che facciamo? Questi ci hanno marciato, forse anche grazie a me, perché anche io sono uno di quegli imbecilli, guardatemi in faccia, sono uno di quegli imbecilli che ha dato peso a quella gente, che gli ha dato forza, però poi, se sei una persona onesta quando ti accorgi che quello che ti sta a fianco ruba te lo togli fuori di casa te lo butti fuori di casa, te lo levi dalle palle, e allora se ne devono andare. Nonostante che non abbiamo fatto casino, non abbiamo fatto niente di quello che ci hannno chiesto, spaccare, imbellinare, ci dispiace, lo dico col cuore, siamo dispiaciuti, perché non possiamo fare un cazzo di corteo, ma obbediamo, vogliamo una piazza pulita, siamo stufi della illegalità, e per quanto ci faccia male la rispettiamo la legalità. … ho dei fogli da leggere, se qualcuno vuole leggerli, perché io sono scoppiato, e voi siete rimasti qui nonostante la fatica, nonostante ci siano stati dei vuoti di comunicazione, nonostante non ci sia stato il corteo tanto desiderato, e siete rimasti qui semplicemente perché non volevate il corteo, volevate la vostra piazza, e le cose anche noiose le diciamo perché rispettiamo tutti. Se qualcuno mi dice mi leggi questa cosa? Perché voglio parlare della scuola, voglio parlare dell’ospedale, va bene, va bene”.

Arriva un altro oratore: “Blocchiamo l’Italia per poterla finalmente sbloccare, oggi il popolo si alza in piedi, decide di ribellarsi alla casta, questo paese ha bisogno di qualche cosa di più di un palazzo, ha bisogno di speranza, il popolo non dovrebbe temere il proprio governo, sono i governi che dovrebbero temere il popolo! Noi siamo il frutto di quello che ci è stato fatto! E’ il principio generale dell’universo! Ad ogni azione corrisponde una reazione uguale e contraria. Gli uomini muoiono, le idee no! Io non sento la mancanza dell’idea, sento la mancanza dell’uomo! Non siamo qui per quello che sperate di fare, siamo qui per quello che avete fatto. Il nostro compito è riferire le notizie, non fabbricarle, quello è il compito del governo. Mentre il manganello può sostituire il dialogo, le parole non perderanno mai il loro potere. L’unica battaglia persa è quella che si ha paura di combattere! Voglio diventare io il protagonista delle mie favole, mi sono stancato di fare da spettatore! Le vere decisioni si misurano con l’azione, se non agisci non hai veramente deciso. ‘L’azione è l’arma più potente per cambiare il mondo’: Nelson Mandela…. Ci vogliono far passare per estremisti, fascisti, mafiosi, facinorosi non hanno capito che questa volta il popolo italiano li ha stanati, nonostante il massiccio attacco mediatico di tutti i servi dei parassiti i cittadini italiani in toto scenderanno tutti nella piazze e lì li deligittimeranno in nome della nostra Costituzione! Basta con i corrotti e con gli infiltrati nelle nostre istituzioni! L’era degli usurpatori è finita, è ora che torni sovrana la nostra Costituzione! No destra, no sinistra, no centro, no altro, no sindacati, solo cittadini italiani. No violenza, no prevaricazione, rispetto dell’ordine costituito e della nostra Costituzione. Questa classe politica è illegittima e usurpatrice, è stato sancito anche dalla Corte Costituzionale. Atti fatti e patti fatti presi in nome del popolo italiano sono illegittimi. Dal Trattato di Lisbona in poi è tutto nullo (?), vanno restituiti tutti i soldi estorti in base a patti infami, anticostituzionali". 
 (Paola Pierantoni - foto dell'autrice)

OLI 394: SAN BENEDETTO - 43 anni dopo, su la testa!

“Su la testa” era scritto sulla torta preparata per il 43mo anniversario della Comunità di San Benedetto al Porto festeggiato lo scorso 8 dicembre a Genova a cui hanno partecipato 450 persone riunite per ricordare Don Andrea Gallo fondatore della Comunità mancato lo scorso 22 maggio.
“Su la testa” urlava il Gallo ai suoi ragazzi esortandoli a non mollare, ma oggi, per i ragazzi di Andrea è una giornata difficile; la nostalgia è forte e la commozione è viva. La mattina si è svolta la messa nella Chiesa di San Benedetto celebrata da Don Luigi Ciotti che, come il Gallo, incita a “trovare il coraggio di non fare compromessi” dice “nella vita siamo chiamati a scegliere da che parte stare. Abbiamo solo questa vita per amare i fratelli, per riconoscere le avversità, abbiamo solo questa vita per metterci in gioco. Non basta indignarsi, l'indignazione si cura dando dignità alla vita, alla libertà alla democrazia alla nostra Costituzione…”.
Don Luigi ricorda che “Don Gallo aveva intuito in vita che l'unica verità che rende liberi è il servizio, è il mettersi in gioco” dice “Don Andrea è stato capace di abitare il suo tempo, anche noi dobbiamo essere capaci di abitare il nostro tempo con lucida sapienza, lui aveva intuito i cambiamenti non è mai rimasto prigioniero del passato”
Don Luigi ricorda che Don Federico 43 anni fa ha detto un “si” a Don Andrea “che è diventato sorpresa, la sorpresa della gratuità, la sorpresa del dono, la sorpresa della nascita della Comunità, la creazione di un punto di riferimento per sentirsi amati ed accolti”
E la Comunità di San Benedetto è diventato un punto di riferimento per tanti ragazzi e ragazze che in 43 anni hanno “camminato” con Andrea. Ma oggi Andrea non c’era. Andrea era nel cuore dei ragazzi. “Su la testa” ragazzi.
(Maria Di Pietro - Galleria immagini di Ivo Ruello e Paola Pierantoni)

OLI 394: ESTERI - Voci dalla stampa internazionale

Nelson Mandela: citazioni
CommonDreams elenca alcune citazioni di Nelson Mandela poco diffuse dai media principali:
- “Quando gli Stati Uniti d'America o la Gran Bretagna svolgono le elezioni non chiedono osservatori provenienti dall'Africa o dall'Asia, ma quando abbiamo gli elezioni vogliono gli osservatori.”
- “Si dice che nessuno conosce veramente una nazione fino a quando non è stato all'interno delle sue carceri. Una nazione non dovrebbe essere giudicata dal modo in cui tratta i suoi primi cittadini ma i suoi ultimi”.
- “Superare la povertà non è un compito di carità, è un atto di giustizia. Come la schiavitù e l'apartheid, la povertà non è naturale. E’ prodotta dall'uomo e può essere superata e sradicata dalle azioni degli esseri umani.”
- “Sappiamo troppo bene che la nostra libertà è incompleta senza la libertà dei palestinesi.”
- “Nessuna singola persona può liberare un paese. Si può liberare un paese solo se agisci in un collettivo.”
- “Se c'è un paese che ha commesso atrocità indicibili nel mondo sono gli Stati Uniti d'America. Essi non si preoccupano degli esseri umani.”
 https://www.commondreams.org/headline/2013/12/06-0

Nelson Mandela: Reagan e il regime dell’apartheid
McClatchyDC: “Possiamo abbandonare un paese che si è schierato con noi in ogni guerra che abbiamo combattuto, un paese strategicamente essenziale per il mondo libero?” Domanda Reagan in un’intervista alla CBS del 1981. L'amministrazione Reagan ha invitato gli alti funzionari della sicurezza sudafricana negli Stati Uniti, violando un embargo delle Nazioni Unite. Gli Stati Uniti hanno posto il veto ad una risoluzione del Consiglio di Sicurezza dell'Onu che avrebbe imposto sanzioni economiche a Pretoria. Reagan aveva anche iscritto Mandela nella lista internazionale dei terroristi degli Stati Uniti” http://www.mcclatchydc.com/2013/12/06/210943/in-ronald-reagan-era-mandela-was.html

Nelson Mandela: cancellato nel 2008 dalla lista USA dei terroristi internazionali
CNN: "L'ex presidente sudafricano Nelson Mandela sarà rimosso da una lista dell’anti terrorismo degli Stati Uniti nel quadro di un disegno di legge che il presidente Bush ha firmato Martedì 1 luglio 2008." http://edition.cnn.com/2008/WORLD/africa/07/01/mandela.watch/

Nelson Mandela: lacrime di coccodrillo
SpyGhana: "Non era Israele uno dei più potenti amici dell’apartheid del Sud Africa? Mandela era "un uomo di visione", "il padre della sua nazione", "un uomo umile", "un combattente per la libertà" quando lo Stato di Israele sosteneva solidamente del Sud Africa? Ronald Reagan, l'America e l'Occidente, in generale, vedevano Mandela come "un combattente per la libertà"? Il libro di Jimmy Carter "Palestine: Peace Not Apartheid" parla, direttamente o indirettamente, di questa relazione tra l'apartheid del Sud Africa e lo Stato di Israele?" http://www.spyghana.com/nelson-mandela-death-stop-shedding-crocodile-tears-part-l/

Nelson Mandela: la riabilitazione
CounterPunch: "Mandela ha trascorso gran parte della sua vita adulta trattato come un “terrorista”. Bisognava premiare il suo lungo cammino per la libertà e la fine del regime di apartheid razziale del Sud Africa. Mandela fu riabilitato in un “statista” in cambio della rapida trasformazione del Sud Africa in un avamposto del neoliberismo, privilegiando il genere di apartheid economico che molti di noi in occidente ne stanno, ora, subendo una forte dose."
http://www.counterpunch.org/2013/12/06/mandela-a-dissenting-opinion/

(Saleh Zaghloul)

OLI 394: ESTERI - Tutto era di Ben Ali

Centro di Sfax
[Ho vissuto in Tunisia per alcuni mesi. Quello che riporto sono degli stralci di discorsi che mi hanno fatto varie persone tunisine in riferimento alla situazione politica nel loro paese. Le persone, maschi o femmine e di diverse estrazioni sociali, riportavano tutte una visione omogenea della realtà anche se non credo del tutto veritiera. Per chi non lo sapesse Ben Ali fu il presidente della Tunisia dal 1987, deposto nel 2011 con la rivoluzione dei gelsomini.]

Uscivi di casa, andavi a prenderti un caffè al bar e davi i soldi a Ben Ali: perché la produzione del caffè era monopolio suo o della sua famiglia.
Prendevi la macchina, andavi a fare benzina e davi i soldi a Ben Ali: perché le aziende che estraevano petrolio erano tutte sue o della sua famiglia.
Ti accendevi una sigaretta e davi i soldi a Ben Ali; chiamavi tua moglie e davi i soldi a Ben Ali, perché le compagnie telefoniche erano tutte sue o della sua famiglia.
Qualunque cosa facessi davi soldi a Ben Ali.

La moglie di Ben Ali, la quale è raccontata sia come la figlia del generale in capo sia come una parrucchiera e a volte entrambe le cose contemporaneamente, aveva la fissa per le scarpe, ne possedeva di tutte le fogge: con i tacchi, senza tacchi, incastonate di diamanti.
La moglie di Ben Ali voleva prendere il posto di Ben Ali e si faceva vedere sempre in televisione.
Quando la moglie di Ben Ali è scappata si è portata via metà del tesoro di stato (in lingotti d'oro) nascosto nelle valigie.

E' furbo Ben Ali.
Ben Ali era il portiere di Bourguiba ma quando Bourguiba ( il presidente dell'indipendenza e fondatore dello stato tunisino moderno) si ammalò lui diventò i suoi occhi e il suo braccio. E quando la sua voce è diventata troppo debole, Ben Ali parlò al posto suo. Il popolo pensava di ascoltare Bourguiba attraverso la voce di Ben Ali ma era Ben Ali che parlava.
Quando l'eroe della rivoluzione è morto per tutti i tunisini Ben Ali era già il volto e la voce dello stato.

La famiglia d Ben Ali e quella della moglie hanno organizzato la Tunisia come se fosse la loro azienda e i cittadini tunisini fossero i loro schiavi.

Ma si stava meglio.
Il latte costava tre volte di meno. Il pane costava la metà.
La polizia se la chiamavi veniva, ora la polizia ha paura ad intervenire. La polizia pensa solo a chiederti soldi.
Prima se pensavi che qualche negoziante ti stesse fregando chiamavi la polizia e questa prima lo picchiava e poi controllava.
Nessuno ti fregava perché tutti avevano paura.
Quando c'era Ben Ali una donna poteva camminare senza paura nel centro di Tunisi e non c'era la spazzatura abbandonata ovunque.
Ora nessuno vuole più lavorare, prima tutti lavoravano perché avevano paura ora che hanno la libertà nessuno vuole fare nulla.

Con la rivoluzione tutto è peggiorato ma adesso deve avvenire una nuova rivoluzione.
Gli esponenti di Ennhada (movimento della rinascita, partito filo islamista ora al governo in coalizione) sono tutti pazzi perché hanno passato troppi anni in prigione.
Quelli di Ennhada  non capiscono più nulla a furia di pregare.
Quelli di Ennhada stanno riscrivendo la costituzione tunisina.
Quelli di Ennhada vogliono che le donne vadano in giro con il bourqa ma lo sanno tutti che in Arabia Saudita le donne vanno in discoteca e sotto il bourqa sono tutte truccate e bevono.

Alla fine con Ben Ali si stava meglio.

Ho incontrato in nave un signore tunisino che vive in Francia, una persona colta e distinta che mi ha confidato la paura che Ben Ali, o le persone a lui vicine, si stiano organizzando per presentarsi alle prossime elezioni. Questo signore ha concluso che il problema della politica in Tunisia è un problema culturale e fino a quando non si creerà un'alternativa culturale e ideologica ad Ennhada e a Ben Ali le rivoluzioni potranno solo peggiorare le cose.

L'articolo è stato aggiornato al 17 dicembre 2013.

(Arianna Musso)

OLI 394 - POLITICA: Pinotti, Genova e la lentezza

Genova è una città che ha grandi potenzialità a volte sembra di non crederci in queste sue potenzialità. Invece si deve poter cambiare, si deve poter andare in fretta, questa è una città che va troppo lenta e oggi abbiamo bisogno di correre proprio perché la crisi morde più forte, se non corriamo rischiamo di non risollevarci più. La prima emergenza è il lavoro 
Intervista a Roberta Pinotti TGR Liguria del 9.12.2013

Genova si è materializzata in tutta la sua identità nella dichiarazione della Sottosegretaria alla Difesa che ha consentito agli spettatori liguri di cogliere le ragioni del perché si è arrivati a questo punto. Lei (la città) non crede in se stessa e va troppo lenta. Genova è persona, è autonoma e responsabile delle sue azioni. Il trucchetto dialettico è noto, non è la prima volta che i politici fanno queste dichiarazioni sul paese, sull'industria, sul turismo, e su tutto quello che dovrebbero gestire e non gestiscono. Ma qui Roberta Pinotti, va oltre, sprona la città, lenta, ad andare in fretta.
Abbiamo bisogno di correre. Dice
Ma dove? Con chi? In base a quale progetto?
Probabilmente dipende solo da Genova e dai genovesi.
Se non fosse andata veramente in onda si poteva pensare che questa intervista fosse tratta da un film di Checco Zalone.
Chi, eletto Renzi, temeva il cambiamento, non si preoccupi. Nel Pd locale, per ora, è tutto come prima
(Giovanna Profumo - foto dell'autrice)

venerdì 6 dicembre 2013

OLI 393: SOMMARIO

OLI 393: PAROLE DEGLI OCCHI - Campo di stagione

(foto di Giovanna Profumo)

Novembre 2013: Sori, anche quest'anno la piscina in riva al mare ha trovato un nuovo utilizzo per la stagione invernale

OLI 393: M5S - La politica secondo Grillo

Il palco dà le spalle al sole. C'è il rischio di un Beppe in controluce a confondere la visione, penalizzare inquadrature, ma a scaldare i presenti. Sono giovani donne e uomini che già all'una del pomeriggio hanno occupato parte di piazza della Vittoria, la più grande di Genova.
Lo spettacolo, dicono i cinici, non è pagamento.
Ma questi sono venuti da tutta Italia e si sono accollati un viaggio lungo, noioso su pullman dondolanti. Inoltre c'è un freddo cane e il teatro di Grillo, se solo di quello si trattasse, si può tranquillamente godere al caldo delle proprie case, su un pc.
Sono tanti? Sono pochi?
Dal belvedere di Carignano appaiono compatti e numerosi, spezzati da un triangolo di sole. Adesso hanno anche le bandiere, sono organizzati e riconoscibili. Difficile immaginare Renzi, Cuperlo o Civati davanti a una folla così grande. Difficile anche immaginare gli eletti nei partiti storici, in piazza, a disposizione dei cittadini che li hanno mandati il Parlamento.
Beppe si rivolge alla folla con un ecumenico ed ironico venite a me,  invitando chi è rimasto in fondo alla piazza ad avvicinarsi. Gioca le carte del genere comico, del genere politico ma è anche dal sacro che attinge paragonando il movimento alla Chiesa e, indirettamente se stesso al papa.
L'esclamazione Italiani! cara a Benito è stata cancellata dal copione. Che copione rimane anche per lui quando gli scappa riferendosi alla piazza la parola platea.
Tutto è oltre a Genova, nella politica secondo Grillo. Vanno resi due miliardi e sette di rimborsi elettorali, va cancellata la truffa semantica con la quale i vecchi politici hanno ingannato i cittadini e per la quale un inceneritore è diventato termovalorizzatore, va fatto un referendum sull'euro. Chi segue Grillo sente cose già dette, ma può anche scoprire che la piazza in cui si trova è stata affittata per cento anni ad un'azienda americana per trarne i ricavi del parcheggio. Le aziende italiane svendute e il lavoro diventato ricatto fanno breccia nei cuori dei presenti.
E se lui ti promette che tutto questo si può superare perché non credergli? Lui che da solo ha portato in parlamento sessanta cittadini. Con lui e il Movimento si può reinventare il lavoro, superare i sindacati identici ai partiti. Sapendo che oggi, nella culla della civiltà, sette persone su dieci non capiscono un discorso se è leggermente complicato.
Lui no. Non andrà in TV. La rete è una delle cinque stelle. E sarà l'accesso ad internet, per nascita, un diritto costituzionale che a Grillo pare più importante dello jus soli, tanto da non citarlo nemmeno. La carta dei diritti dell'uomo non è in agenda nella politica secondo Grillo che parla di dazi per difendere i prodotti italiani e fa la lista delle aziende nazionali vendute agli stranieri. Bisogna salvaguardare il “made in itali” (come lo scrive Beppe lo pronuncia) quello vero!
Il sole è tramontato quando Dario Fo evoca paradisi fiscali per manigoldi e ricorda il tempo in cui si reagiva, insieme alla storia di ducati e signorie con la cultura e la potenza del passato. Ma il Nobel cita anche l'Ilva.
Come tanti preti, i militanti dei cinque stelle daranno l'estrema unzione ai partiti.
E dopo, grazie anche a questa piazza, chi non è con il movimento o non lo comprende si dovrà aspettare l'oltre tomba metaforica e politica.
Ma è un'apocalisse da venire.
Martedì sera Fassino, Alfano, Camusso sono in prima serata a Ballarò.
E Grillo a Sant'Ilario.
(Giovanna Profumo - foto dell'autrice)

OLI 393: SOCIETA’ - Così fan tutti

“Quell’universitaria in Ferrari figlia di tredici anni inutili di scuola”, titolava in prima pagina domenica 1 dicembre il Corriere della Sera, spendendo quasi tre mezze colonne per una reprimenda ai “ ragazzi e ragazze che hanno imbrogliato, sottraendo ai bisognosi e magari più meritevoli”, chiedendosi “se la scuola serve a qualcosa, se fornisce educazione civica, se i figli non sanno ribellarsi ai padri su quel minimo di eticità su cui si fonda la convivenza civica”. Giusto, troppo comodo però dare colpa alla scuola, in fondo in fondo alle famiglie e a nient’altro.
C’è la crisi, si è scoperto però che da Nord a Sud s’ imbroglia per ottenere agevolazioni su borse di studio, rette mensa, asili nido, tanto che d’ora in poi, decreta il governo, si potrà fare un’autocertificazione “parziale” dei redditi, ai dati importanti risponderà direttamente l’agenzia delle entrate. Ah sì? E ad esempio per quelli che hanno auto intestate a società, la villa–casale dichiarata al catasto casa agricola, bilanci in passivo perenne, che si fa? Si dirà, l’imbroglio è nell’animo umano, quanti cittadini-modello girano con il tagliando park invalidi della zia che manco guida, in fondo che male vi fo?
Ormai il senso di comunità pare la sottile linea grigia che si sbiadisce sul mare all'orizzonte, puoi dare addosso alla scuola, ma è la famiglia l’ambiente primario, cui un individuo dovrebbe fare riferimento. Nella società dell’apparire forse si sono rimescolati i modelli e non ce ne siamo accorti, non abbiamo ancora messo a fuoco i danni.
Anche la legge pare un po’ meno uguale a quella di una volta.
Farà scuola la sentenza pronunciata nei giorni scorsi dalla corte d’appello di Genova (Secolo, 2/11): almeno sul piano penale non è reato dichiarare un reddito fasullo per accedere alla riduzione dell’abbonamento dell’autobus (e con l’azienda trasporti in bancarotta..). 
I magistrati infatti hanno stralciato in secondo grado l’addebito di falso contestato ad una quarantenne, che aveva dichiarato con atto notorio di non arrivare al reddito di settemilacinquecento euro. Omettendo di essere inserita nello stato di famiglia come convivente di un medico: convivente però non vuol dire moglie a quanto sembra per i giudici, e qui giuristi e femministe potrebbero schiumare, perciò la sua dichiarazione, compreso il reddito non era poi “così falsa”. Si è passati quindi ad ipotizzare sul piano penale il reato specifico per “indebita percezione di erogazioni ai danni dello stato” e sorpresa però, tale reato non si lo può applicare se il “beneficio ricevuto “ è inferiore ai quattromila euro. Al massimo una sanzione amministrativa, l’avvocato in trionfo, la signora estasiata.
Di fatto, la sentenza suggerisce che si può fare un pochino i furbetti, carta straccia diverranno dunque tutti quelle denunce ai suddetti furbetti strombazzate in tv, con buona pace per chi il furbo non fa e ogni tanto si sente pure un po’ fesso.
(Bianca Vergati - immagine di Guido Rosato)

OLI 393: ESTERI - Voci dalla stampa internazionale



Bangladesh: Il minimo per vivere
The Guardian del 14 novembre 2013: Dal 1 dicembre il salario minimo degli operai tessili in Bangadesh aumenterà del 77 per cento, arrivando all’equivalente di 67 dollari al mese. Un compromesso raggiunto dal Governo e dai sindacati del settore dopo mesi di manifestazioni. Il sindacato però chiedeva di arrivare a 104,72 dollari al mese.
http://www.theguardian.com/world/2013/nov/14/bangladesh-garment-workers-pay-rise

British Counsil insegnate l’arabo nelle scuole
L’Independent del 20 novembre 2013: "In un rapporto pubblicato oggi dal British Council l’arabo è classificato più importante del francese fra le lingue che i bambini dovrebbero imparare a scuola." http://www.independent.co.uk/news/education/education-news/arabic-beats-french-mandarin-beats-german-and-spanish-is-best-uks-international-education-body-highlights-most-important-foreign-languages-to-learn-8949872.html

USA: come sono visti i ricchi
Il Washington Post del 27 novembre 2013: “Il 43 per cento degli intervistati ha detto che le persone ricche hanno più probabilità rispetto alla media degli americani di essere intelligenti e il 42 per cento ritiene che i ricchi lavorano più duro di tutti gli altri. I buoni ricchi! Il 53 per cento dice che le persone benestanti hanno più probabilità di essere avidi e il 34 per cento pensa che i ricchi hanno meno probabilità di essere onesti. I cattivi ricchi." http://www.washingtonpost.com/opinions/the-deal-with-rich-people/2013/11/27/7b4b47d8-5318-11e3-9fe0-fd2ca728e67c_story_1.html

USA: come si guardano i poveri
Il New York Times del 28 novembre 2013: "Susan Friske, professoressa di psicologia all'Università di Princeton, ha scoperto che quando i soggetti della ricerca collegate ad una macchina di neuro-immagine guardano le foto dei poveri e dei senzatetto, i loro cervelli spesso reagiscono come se stanno vedendo cose, non persone. La sua analisi suggerisce che gli americani a volte reagiscono alla povertà non con simpatia ma con repulsione". http://www.nytimes.com/2013/11/28/opinion/kristof-where-is-the-love.html?ref=todayspaper&_r=0&_r=1&

L’Angola “vieta” l’Islam, immaginare un governo che "vieta" il cristianesimo.
Il Guardian del 28 novembre 2013: "L'Angola è stato accusato di "vietare" l'Islam dopo aver spento la maggior parte delle moschee del paese e dopo le notizie di violenza e intimidazione contro le donne che indossano il velo. La Comunità Islamica di Angola ( ICA) sostiene che otto moschee sono state distrutte negli ultimi due anni e chi pratica l'Islam rischia di essere riconosciuto colpevole di aver disobbedito al codice penale dell'Angola." http://www.theguardian.com/world/2013/nov/28/angola-accused-banning-islam-mosques

Pedofilia nella Chiesa libanese, notare la “severa” punizione
NOW.MMEDIA del 2 dicembre 2013: del “Appena due mesi dopo che il sacerdote maronita cattolico Padre Mansour Labaki è stato riconosciuto colpevole dal Vaticano di aver aggredito sessualmente tre minorenni (e al quale è stata data la severa punizione di "preghiera e penitenza"), il capo di un monastero greco-ortodosso di Koura, Archimandrite Panteleimon Farah è stata destituito dal vescovo del Monte Libano Giorgio Khodr e condannato all'isolamento all'interno del suo monastero per aver commesso «pratiche contrarie alla vita cristiana e alla vocazione monastica» - poi risultate essere molestie conro giovani.” https://now.mmedia.me/lb/en/newsandpolitics/523627-another-church-scandal-in-lebanon

Pulizia etnica nel 21° secolo
Il Guardian del 29 novembre 2013: "Decine di migliaia di beduini palestinesi sono costretti a spostarsi dalle loro case e terre. Allo stesso tempo, ci sono annunci del governo israeliano sul web che ti promettono finanziamenti come un immigrato inglese di venire a vivere in “comunità vibranti” nel Negev, se siete ebreo. Questa è pulizia etnica". http://www.theguardian.com/world/2013/nov/29/britons-protest-israel-plan-remove-palestinian-bedouin

Arabia Saudita: “notizia” dai media sauditi
ARABNEWS del 1 dicembre 2013: "Sospetti clandestini etiopi hanno attaccato un uomo saudita e inciso una croce cristiana sul suo petto con un pezzo di metallo prima di fuggire". http://www.arabnews.com/news/485861

Siria: Jihadisti inglesi
Il Daily Mail del 30 novembre 21013: “un uomo britannico che era stato ucciso combattendo a fianco degli estremisti legati ad al Qaeda in Siria, aveva finanziato il suo viaggio con rapine a persone in una zona ricca di Londra”. http://www.dailymail.co.uk/news/article-2516137/The-Al-Qaeda-fanatic-Britain-funded-jihad-trip-Syria-mugging-Londoners-Taser.html

Siria: “da un gruppo di fratelli a signori di guerra”
Il Telegraph del 30 novembre 2013: “L'Esercito Siriano Libero che ha iniziato come un semplice gruppo di combattenti contro Assad, sta ora facendo milioni con corruzione ed estorsione”. http://www.telegraph.co.uk/news/worldnews/middleeast/syria/10485970/Syria-dispatch-from-band-of-brothers-to-princes-of-war.html

Palestina: per i bambini palestinesi non c’è sicurezza nemmeno nelle case loro
Electronic Intifada del 28 novembre 2013: “Per i bambini, come Muhammad al-Majid di quattro anni, non c'è sicurezza nemmeno nelle loro case, perché le forze di occupazione israeliane possono invadere le case in qualsiasi momento del giorno o della notte. Secondo DCI, sono 179 i bambini palestinesi che sono stati imprigionati e processati nel sistema giudiziario israeliano al 30 settembre”. http://electronicintifada.net/blogs/ali-abunimah/israeli-forces-raid-home-arrest-4-year-old-dad-says
(Saleh Zaghloul)

OLI 393: GRECIA - Il rebetiko di Vinicio Capossela



Manolis Pappos
Mercoledì 3 dicembre, in contemporanea in una sessantina di sale cinematografiche italiane, è stato proiettato «Indebito», il film-documentario di Vinicio Capossela ed Andrea Segre sulla Grecia e sulla musica rebetika.
Il rebetiko, un genere nato verso la fine dell'800, ha il periodo d'oro tra i primi anni 20 e l'inizio della seconda guerra mondiale: suoi principali protagonisti sono i profughi greci espulsi dalla Turchia nel 1922, alla fine del conflitto greco-turco (1919-1922). Circa due milioni di persone, che si rifugiarono principalmente nei porti di Salonicco e del Pireo, portandosi dietro cultura e musica: i temi trattati non sono mai politici, si parla di alcool, droga, amore, prigione, ma il rebetiko è comunque inviso al potere. Sarà questa sua «alterità» rispetto alle varie dittature succedutesi in Grecia (da Metaxas negli anni 30 al regime dei colonnelli tra il 1967 ed il 1974), a conferire al genere grande popolarità, favorita anche dall'attenzione di musicisti «colti», quali Mikis Theodorakis e Manos Hatzidakis.
Evghenios Voulgaris
Non stupisce che Vinicio Capossela, uno dei più «curiosi» musicisti italiani, dopo più di dieci anni di frequentazione della Grecia e delle sue tradizioni musicali, abbia prodotto, in sequenza, un CD (Rebetiko Gymnastas), un libro (Tefteri, 'il libro dei conti in sospeso'), ed 'Indebito', film-documentario, in cui diversi musicisti ci descrivono il loro rapporto con la musica, gli stati d'animo ad essa sottesi, e ci fanno ascoltare le loro voci e i loro strumenti nell'ambiente più naturale, le taverne di Atene, del Pireo, di Salonicco, tra un bicchiere di ouzo, o di tsipuro, e qualche mezes.
La Grecia di oggi non è solo rebetiko è, ovviamente, crisi economica: realtà ingombrante che in 'Indebito', nonostante il titolo, fa appena capolino.
Dimitris Mitsakidis
Ma tra rebetiko e crisi c'è una relazione. Nato per dare voce al dolore e alla speranza, in altri anni difficili questo genere musicale è stato uno strumento culturale ed emotivo che ha aiutato le persone che vivevano al margine ad affrontare le difficoltà e a rivendicare la dignità di una cultura e di uno stile di vita.
Oggi torna ad essere un rifugio per non scomparire unicamente nella depressione, una finestra poetica da cui guardare a se stessi e allo 'pseftiko dounià', al mondo menzognero in cui viviamo.
Capossela sembra avere perfettamente interiorizzato il mood, lo stato d'animo che pervade chi suona e chi ascolta questa musica. Ma dire 'ascolta' è improprio: chi siede nelle taverne di certo non si limita ad ascoltare, ma canta, beve, mangia, parla, piange, e se raggiune lo stato d'animo giusto chiede ai musicisti di eseguire la canzone più amata e la balla. Questo continua a succedere, ovunque, in Grecia, e come viene detto nel film davvero tutti partecipano a questo rito: dalle ragazze e ragazzi giovanissimi, alle persone con ormai molti anni addosso.
Non è quindi difficile condividere con Vinicio Capossela una delle frasi-chiave del film: «questa musica è rivoltosa perché accende in noi la consapevolezza che ogni attimo è eterno perché è l'ultimo, ed è quello che ci invidiano gli dei».
(Ivo Ruello, le foto di Paola Pierantoni ritraggono tre dei musicisti presenti nel film)

OLI 393: TEATROGIORNALE - Nuda proprietà

Adriana ha chiuso la porta di ingresso con un gesto di stizza, mastica gli insulti che vorrebbe dire a Cecilia.
- Non siamo al Colosseo!
Cecilia è nella camera che era stata lo studio di Ettore, il marito di Adriana. Il divano letto è aperto, sopra vi è una valigia di plastica e stoffa a quadretti.
-Io me ne torno in Ecuador, signora. Torno da mia figlia, capisce?
Cecilia è una donna sui 40 anni, ha i jeans con gli strass e una maglia gialla e rossa che le arriva sulle cosce.
- Le ho fatto un po’ di spesa e le ho lasciato in frigo la cena e il pranzo per domani.
Cecilia piega una tuta rosa e la mette in borsa vicino a un sacchetto che contiene 8 pinguini che salgono, a ritmo di musica, su una montagna di ghiaccio e scivolano giù.
- Ha sentito suo figlio?
È la terza volta che lo chiede in quarantotto ore. Lei lo aveva chiamato una settimana prima per metterlo al corrente che i soldi di sua madre erano finiti e che lei non poteva lavorare per loro a gratis ma sua madre non poteva vivere sola. Il figlio aveva detto che non erano fatti suoi e aveva buttato giù il telefono. Cecilia sospira e piega il pigiama a fiori giallo e verde. Sua madre le tiene sua figlia in Equador e l’aveva vista affaticata il giorno prima su Skype. Ormai Priscilla ha 6 anni, deve aiutare in casa almeno un poco. Ma quando lei tornerà, allora sì che metterà in riga quella piccola viziatella e mette in valigia il pigiama.
Per Adriana andare dall’ingresso alla cucina è ormai un viaggio, la vista è appannata e i vecchi mobili galleggiano nella penombra. Le sue ossa sono come tenute assieme da dei fili di metallo arrugginiti, troppo corti per permetterle la maggioranza dei movimenti ma la cosa che la fa più arrabbiare è la memoria. Non si ricorda che ha venduto la casa come nuda proprietà senza parlarne col figlio ed è per questo che il figlio la odia; non si ricorda dove ha messo gli occhiali; non si ricorda che ha 87 anni e quando si intravede allo specchio non si riconosce anche se sa che è lei. A volte si ricorda del perché suo figlio la odia e si arrabbia: è la sua vita, la sua casa, lui mica le ha chiesto il permesso prima di sposarsi con quella malummera di sua moglie (moglie di seconda mano visto che ha già una figlia). Cammina piano Adriana, non vuole cadere, non vuole trattenere un istante di più quell’ingrata di Cecilia. Vuole solo arrivare alla sedia in cucina, accendere la televisione e sentire il brusio lontano che ne arriva.
Adriana tiene la mano destra sul mobile basso dell’ingresso, un po’ per sostegno, un po’ per orientarsi, un po’ per non sentirsi sospesa nel vuoto. Quando era bambina le piaceva stare sospesa, attaccata con le gambe al l’albero di ciliegie e dondolare, il vestito di lana marrone e la camicia di flanella sul viso. Sua madre che la sgrida ma che tiene i grappoli di ciliegie che lei le ha regalato sulle orecchie come fossero degli orecchini.
- La mamma aveva i capelli neri.
Sussurra Adriana mentre le dita nodose fanno cadere una boccetta di ceramica su un centrino; la boccetta, cadendo, fa un rumore sordo. Nessuno lo sente.
Cecilia esce dalla stanza con la giacca blu col cappuccio col pelo, ha la valigia in mano.
- Signora, io vado.
Adriana non si gira, ormai è arrivata in fondo al mobile dell’ingresso.
- Le metto qua le chiavi e il resto della spesa.
Cecilia lascia una banconota da 10 euro sul mobile e un mazzo di chiavi senza portachiavi.
- Sul vostro conto ci sono ancora 100 euro. La pensione arriverà tra 15 giorni. Spero che vostro figlio venga presto.
- Chiudi la porta.
Dice Adriana e aspetta che la porta sbatta per continuare la sua traversata verso la cucina: c’è l’angolo, si gira a destra, davanti c’è il bagno e la porta è aperta.
- Ma viveva al Colosseo quella lì?
Biascica e si incammina per chiudere la porta, le dita artritiche si chiudono attorno alla maniglia in ottone. Il bagno… quando era piccola non voleva mai farsi il bagno la domenica ma stava sempre con le gambe nell’acqua del fiume, tanto che le era venuta la febbre reumatica ed era stata a letto due mesi e in quei giorni vedeva la mamma sbiadita, così come ora vede il lavabo del bagno.
Chiude la porta del bagno e si gira per raggiungere la porta della cucina, tiene la mano sulla carta da parati ruvida. Fuori sta facendo nuvolo, da dietro le tende bianche la luce si affievolisce, i contorni del tavolo e delle sedie si fanno sempre più confusi.
- Dove é andata Cecilia? Mi tocca aspettarla quella lì. Mai una volta che mi dica quando torna.
Adriana alza la sedia e la porta indietro, la sedia stride contro il pavimento ma nessuno la sente. Il telecomando nero è sopra il tavolo, lo prende e schiaccia un tasto a caso. La televisione si accende. Adriana si siede, il suo volto è illuminato da una luce verdognola.

Da La stampa: Anziani in crisi, volano le vendite della nuda proprietà.