martedì 11 ottobre 2011

OLI 315: POLITICA – Parole nel tempo

Nel 1970 nasce in Grecia una canzone contro l’apatia di tanti nei confronti della giunta militare, versi che chiamano in causa la corresponsabilità di tutti nei confronti di quel che stava accadendo.
La canzone (versi di Giannis Markopoulos, musica di Giorgos Skourtis, splendido interprete Nikos Xylouris) è, a nostro giudizio, bellissima. Ma non è tanto per questo che ve la proponiamo. Il fatto è che – fatte salve tutte le differenze - ci capita di trovarla  terribilmente attuale anche in questa Italia 2011.
Volete provare a vedere se vi succede lo stesso? Leggetene il testo e ascoltatela.



Nikos Xilouris
I nemici sono entrati nella città,
i nemici hanno rotto le porte,
e noi ridevamo nei nostri quartieri,
il primo giorno.
I nemici sono entrati nella città,
i nemici hanno preso i fratelli,
e noi guardavamo le ragazze,
il giorno dopo.
I nemici sono entrati nella città,
i nemici ci hanno gettato addosso il fuoco,
e noi gridavamo nel buio,
il terzo giorno.
I nemici sono entrati nella città,
i nemici portavano le spade,
e noi le abbiamo prese per portafortuna,
il giorno dopo.
I nemici sono entrati nella città,
i nemici hanno distribuito regali,
e noi ridevamo come bambini,
il quinto giorno.
I nemici sono entrati nella città,
i nemici erano dalla parte della ragione,
e noi gridavamo: Evviva! Forza!
E noi gridavamo: Evviva! Forza!
Come ogni giorno.

(a cura di Ivo Ruello e Paola Pierantoni)

1 commento:

  1. Cari Paola e Ivo, complimenti per il post. Complimenti per la poesia, necessaria per il suo tempo e ancora di più per il nostro tempo. Cimplimenti per la canzone, un Partenone di suoni,immortali. Complimenti per i baffi e per i capelli. Ma, forse, non ne avete merito. Complimenti per gli strattoni ai ricordi, facili a riemergere,quando ben serbati. Complimenti per la memoria che fertilizza il presente. Complimenti per l'obbligo che ci deriva a studiare corrisondenze e discordanze, date le "mutatis mutandis" nelle quali annaspiamo. Complimenti per la tenerezza che, come aura appassionata, si spande dalla mela di plastica. Ciao, Angelo Guarnieri

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