martedì 14 giugno 2011

OLI 305: MOSTRE - Esperienza Italia: ma come è possibile?

Una si chiede: ma come è possibile?
Cioè, come è possibile che una mostra del livello e delle dimensioni di “Fare gli italiani. 150 anni di storia nazionale” (http://www.bitculturali.it/online/?p=20901 ) - allestita per le iniziative di "Esperienza Italia" alle Officine Grandi Riparazioni di Torino - salti a piè pari il modo con cui si è compiuto in Italia uno degli snodi cruciali della storia delle moderne nazioni occidentali?
Il passaggio delle donne da persone senza diritti e senza personalità giuridica a cittadine e lavoratrici con pari diritti, le fasi di questo percorso attraverso le grandi vicende storiche nazionali, come il cammino delle donne sia stato condizionato ed abbia condizionato l’evoluzione culturale, sociale, economica e politica del nostro paese, mi sono parsi completamente invisibili.
Si tratta di una omissione gigante che toglie valore a una mostra per altri versi curatissima, interessante e suggestiva.
Volendo motivare quanto sopra, si può girare a piacimento il coltello nella piaga, a partire dal
Personaggi del risorgimento all'ingresso della mostra - Foto P.P.
silenzio dei busti femminili delle donne del risorgimento nella sala iniziale: in un quarto d'ora di ascolto ho sentito parlare, a turno, solo le statue maschili.
Si scorrono i primi anni del novecento senza che emerga il movimento e il dibattito sul suffragio femminile nei primi anni del ‘900, e il ruolo di intellettuali come Anna Maria Mozzoni ed Anna Kuliscioff. Non vediamo riferimenti alle prime legislazioni sociali e al loro muoversi sull’ambiguo crinale tra protezione e conferma di uno stato di minorità.
Idem per le lotte di mondine, cucitrici, filatrici, magliaie, tabaccaie, braccianti che “ispireranno e porteranno avanti il movimento femminile italiano” (*)
Donne in fabbrica durante la prima guerra mondiale
Una vasta sezione dedicata alla prima guerra mondiale che ignora totalmente l’ingresso di massa delle donne nella industria meccanica (duecentomila tra il 1915 e il 1918), e l’influenza che ebbe non solo sulla coscienza di sé e del proprio ruolo economico, sociale e politico, ma anche sull’ergonomia e l’organizzazione del lavoro delle fabbriche (**)
Ampio capitolo sul fascismo in cui nulla viene detto sulla legislazione, l’iconografia e la cultura che in quegli anni ridefinirono l’immagine e il ruolo sociale e familiare della donna, con conseguenze profonde sull’Italia post bellica, fino all’oggi. (***)
Nessuna traccia del D.L. 2 febbraio 1945 n. 23 che estese alle donne il diritto di voto, esercitato per la prima volta alle elezioni amministrative dell’aprile 1946.
Per il resto le telegrafiche citazioni ad aborto, divorzio, riforma del diritto di famiglia annegano in un mare di “smemoria”: invisibili la conquista della parità salariale nei primi anni ’60, l’istituzione degli asili nido quali “servizio sociale di interesse pubblico” del 1971, i consultori familiari nel 1975, la legge di parità del 1977, quella sulle pari opportunità del 1991 … (****)
Meno male: le annunciatrici televisive ci sono - Foto P.P.
Ciliegina sulla torta: l’unico grande pannello dedicato ad immagini di donne riguarda (indovinate un po’?) le annunciatrici televisive.
In sintesi, manca totalmente il senso di una delle trasformazioni epocali di questi 150 anni di storia nazionale, il cui evolversi sarà determinante per decidere se avremo ancora un ruolo nelle società avanzate. A lungo andare distrazione e maschilismo portano più banalmente alla incompetenza.

Una delle stazioni di Ochestoria! - Foto Ivo Ruello

Per i curatori della mostra:
Gioco consigliato “Ochestoria!” (vedi il sito: http://www.generazioni-di-donne.it/)
Letture consigliate:
(*) Breve storia del movimento femminile in Italia, Camilla Ravera - Editori Riuniti 1978
(**) 8 marzo 2005 – Donna, salute e storia, Sportello Sicurezza Cgil di Genova
http://www.olinews.it/blogger/donnasalutestoria.pdf
(***) Le donne nel regime fascista, Victoria De Grazia – Marsilio 1993
(****) Date che ci riguardano, a cura del gruppo “Generazioni di donne”
(http://www.generazioni-di-donne.it/Ochestoria/Cronologieleggieventi13marzo.pdf )
(Paola Pierantoni)


Nessun commento:

Posta un commento