martedì 29 giugno 2010

OLI 267: POLITICA - "Le" e "Gli" extraparlamentari dello Sbarco



Dopo un anno di lavoro, alla fine, “Lo Sbarco” è avvenuto, e un vento di idee, speranze, intelligenza e passione per ventiquattro ore ha sollevato mulinelli qua e là nella città.
Al Terminal traghetti, quando la lunga fila (circa seicento) di questi messaggeri della politica ha cominciato a percorrere la passerella, i visi erano ancora indistinti, ma mentre si avvicinavano tra sventolii di mani e lanci di grida di benvenuto, chi aspettava si è accorto che entro breve sarebbe stato investito da un’ondata di giovinezza e di speranza, che portava con sé l’invito pressante a riprendere in mano la politica.
Sul sito (http://www.losbarco.org/), negli striscioni, nei volantini, nei discorsi si dice di che si tratta: è necessario, urgente “contrastare le derive culturali, politiche, sociali” che stanno affondando il nostro paese. Ma come? Quale è la strada?
Domenica pomeriggio in Piazza Matteotti, al momento dei saluti, salta fuori un indizio.   
Andrea de Lotto, l’italo-barcelloneta a cui un anno fa, nel giorno di San Giovanni, è venuta in mente l’idea dello “Sbarco”, prende la parola e ripete quello che aveva già detto ventiquattro ore prima, nel momento dell’arrivo: “L’ottanta per cento delle persone che hanno dato vita a questa impresa sono donne”, e aggiunge che l’intensità dell’impegno per tutti, donne e uomini, è stata tale in quest’anno di lavoro che c’è voluta molta arte per non mettere a rischio gli equilibri familiari, e in alcuni casi l’arte non è stata sufficiente.
Ma come? Non c’era una distanza, una estraneità crescente, tra donne e politica? Cos’è questa politica che attira una percentuale talmente sproporzionata di donne? Cosa si propone, cosa spera di ottenere, su cosa spera di agire?
Alla Camera le donne vanno dal 10 % circa di IDV e UDC, al vertiginoso 27 % del PD, transitando per il 18% di PDL e Lega. Poi, improvvisamente, ecco che per l’avventura politica dello sbarco c’è un incredibile affollamento di donne.  
L’esperienza dello sbarco è di quelle che lasciano intravvedere la possibilità che uomini e donne trovino insieme modalità inedite per fare politica. I titoli delle piazze organizzate in città domenica 27 giugno (Diritto alla pace, al sapere e alla bellezza, alla cura dell’ambiente e al futuro, alla differenza, alla dignità del lavoro) non parlano solo al maschile. 
(Paola Pierantoni)



Nessun commento:

Posta un commento